MILANO – La Serie A non è un red carpet verso lo scudetto. A ricordarlo all’Inter è stato il Genoa, che prima di Capodanno aveva inchiodato i nerazzurri sul pari a Marassi, e che a San Siro è arrivato vicino a ripetere l’impresa. Perché di impresa si sarebbe trattato. Ha vinto ancora la squadra di Simone Inzaghi, uscita in piedi da uno scontro duro, equilibrato, bello più per l’intensità che per lo spettacolo. Dodici su dodici nel 2024, contando le coppe. E l’Inter si prende così altri tre punti, grazie al primo gol da interista di Asllani e a un rigore troppo generosamente concesso da Ayroldi, segnato da Sanchez. La classifica dice Inter 72 punti, Juventus 57. Se il distacco dovesse restare questo fino a fine aprile, l’Inter potrebbe garantirsi la matematica certezza di arrivare quantomeno allo spareggio per lo scudetto vincendo col Milan.
Il derby per i nerazzurri arriverà alla trentatreesima giornata, e proprio alla trentatreesima vinse lo scorso anno il Napoli di Spalletti, pareggiando 1-1 a Udine dopo avere fallito la possibilità di esultare nella sfida tutta campana con la Salernitana. Ma il quando conta il giusto, anche se ovviamente l’idea di esultare in uno stadio per quattro quinti rossonero per i tifosi interisti ha un suo fascino. L’importante per Lautaro e compagni è avere ora il distacco sulla seconda che consente di pensare anche, se non soprattutto, alla Champions. Dopo la trasferta col super Bologna di Thiago Motta di sabato prossimo, i nerazzurri voleranno a Madrid, per il ritorno degli ottavi con l’Atletico.
Una doppia sfida con squadre forti e rognose, per cui il braccio di ferro col Genoa è stata utile prova generale. In attacco, al fianco di Lautaro, Inzaghi ha scelto Sanchez. E al posto di Bastoni, squalificato, ha schierato Carlos Augusto. Gilardino ha messo in campo gli stessi undici che la scorsa giornata a Marassi hanno battuto 2-0 l’Udinese. La notizia del primo tempo è che, dopo tre partite di vacanza, a Sommer è toccato fare una parata. E che parata. Cross di Sabelli, incornata di Retegui e riflesso da playstation del portiere.
Da lì la gara, cominciata con un Genoa arrembante e un’Inter titubante, è sembrata uniformarsi al solito copione a cui sono abituati i tifosi nerazzurri: la squadra di Inzaghi gioca a calcio, l’altra cerca di non farsi troppo male. Così è arrivata la prima, cinematografica, rete interista a cui ha coralmente partecipato tutto lo stadio, come in un Kolossal: la curva interista riempie il proprio settore dopo mezz’ora di protesta contro il divieto di usare tamburi e megafoni, dagli spalti parte il peana “e per la gente che ama soltanto te”, Barella serve in diagonale Sanchez, il cileno gira di prima per Asllani che la spara sotto la traversa.
Sempre alla ditta Barella-Sanchez l’Inter deve il raddoppio, con il sardo che si è fatto stendere in scivolata area da Frendrup – decisione confermata al Var, ma eccessiva – e l’ex Nino che calcia un rigore antico, potentissimo, di collo. Bravo Lautaro a farsi da parte, dopo i troppi errori, aspettando il ritorno del rigorista Calhanoglu. Nella ripresa, dopo otto minuti di palleggio accademico da parte dell’Inter, una palla persa da Asllani ha innescato una bella azione in profondità del Genoa, culminata col gol al volo di Vasquez. Due a uno, gara riaperta e rognosissima per i padroni di casa. Il Genoa, come promesso alla vigilia da Gilardino, appena ne ha avuto la possibilità ha fatto il suo gioco. Nel finale, in una dimostrazione di coraggio, il tecnico rossoblù ha messo in campo tutte le punte che aveva, girando la squadra un 4-2-4 ultra offensivo. Inzaghi, costantemente fuori dalla sua area tecnica, ha risposto con una gestione dei cambi equilibrata. Fra i nuovi entrati, benissimo Thuram, rientrato dall’infortunio e pronto per fare la differenza al Dall’Ara e in Spagna.
Inter 2 Asllani 30’ pt, Sanchez 38’ pt rig.
Genoa 1 Vasquez 9’ st
Inter (3-5-2) Sommer – Pavard (28’ st Bisseck), De Vrij, Augusto - Dumfries, Barella, Asllani, Mkhitaryan, Dimarco (20’ st Acerbi) – Sanchez (20’ st Thuram), Lautaro (31’ st Arnautovic). All.Inzaghi
Genoa (3-5-2) Martinez – De Winter, Bani, Vasquez – Sabelli (42’ st Ekuban), Messias (18’ st Vitinha), Badelj, Frendrup (1’ st Strootman), Martin (18’ st Spence) – Gudmundsson, Retegui. All. Gilardino
Arbitro Ayroldi
Note Ammoniti Frendrup, Dumfries, Strootman, Lautaro. Spettatori 75.421