Sport

Salernitana, il caso dossieraggio su Gravina e le tensioni con Lotito: ecco come è iniziato il caso

Salernitana, il caso dossieraggio su Gravina e le tensioni con Lotito: ecco come è iniziato il caso
(ansa)

L’origine nel maggio del 2021 con la promozione del club. L’attività della Figc per imporre il cambio di proporietà, le offerte rifiutate, la coda giudiziaria

2 minuti di lettura

A Salerno speravano fosse una pagina chiusa. Le ultime ore hanno riaperto quella che, da quelle parti, considerano una ferita ancora aperta. Quei mesi tra la promozione in Serie A al 31 dicembre sono stati una sorta in incubo. Il passaggio tra la gestione Lotito e quella Iervolino, accompagnata dall’intermezzo di un trust, col rischio di esclusione dal campionato a stagione in corso se non si fosse concretizzata la vendita della società. Ecco perché nell’inchiesta sul dossieraggio si parla del caso Salernitana e dei nomi di Lotito e di Gravina.

Lotito e Gravina: il caso inizia con la Salernitana in Serie A

È il 10 maggio del 2021: la Salernitana strappa all’ultima giornata la promozione in Serie A attesa dalla retrocessione del 1999. Ma la festa è accompagnata da una domanda: ora che succede? Il motivo è semplice: il club è di proprietà di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, per il tramite di due società, Omnia Service One srl, al 100% di Enrico Lotito, figlio di Claudio, e La Morgenstern srl, di Mezzaroma. I due sono cognati (Lotito ha sposato la sorella di Marco Mezzaroma, Cristina) e condividono il controllo del club campano. Ma l’ordinamento della Federcalcio – articolo 16 delle Norme organizzative interne – prevede l’impossibilità di detenere due squadre nella massima serie. E Lotito ha già la Lazio. Non solo: il divieto si estende a parenti fono al quarto grado. Quindi Lotito non può nemmeno cedere le quote al cognato.

La battaglia per la proprietà

A quel punto scoppia una battaglia politico-economica. Perché Lotito e Mezzaroma non vorrebbero dismettere il club né regalarne le quote. La Federcalcio però vuol mostrarsi perentoria e fissa la scadenza al 25 giugno. In pratica la Salernitana ha poco più di un mese per salvare la Serie A. Lotito presenta in quella data un trust a cui cedere le quote. Ma quel trust non soddisfa i criteri di indipendenza economica previsti dalla Federcalcio per considerare davvero altra la proprietà del club. Che concede una proroga fino a fine mese. Il 5 luglio Lotito e Mezzaroma definiscono un trust che soddisfa i requisiti: il consiglio federale vota a favore (contraria solo la Serie B) e l’attività parte attraverso un blind trust che di fatto separa il controllo del club dalle mani degli azionisti.

Il trust dovrà anche gestire la vendita del club. Sì, perché la Federcalcio ha fissato una scadenza: 31 dicembre. Oltre quella data, la Salernitana verrà esclusa dalla Serie A. La data di scadenza però fa sì che le offerte siano regolarmente al ribasso.

Le offerte rifiutate e il passaggio a Iervolino

Lotito e Mezzaroma chiedono proroghe: il tempo che passa fa precipitare il valore della società, che i due valutavano 60 milioni al momento della promozione. due trustee rifiutano due offerte (di Global Pacific Capital Management): 38 milioni in titoli obbligazionari bancari la prima, di 26 milioni cash l’altra, ma entrambe con firme differenti e riconducibili alla medesima proprietà. Proprio alla scadenza del termine, quando viene invece accolta la proposta di Danilo Iervolino, ex proprietario dell’università telematica Pegaso: 10 milioni. Il trust non ha alternative. La Salernitana passa di mano a mezzanotte del 31 dicembre.

Gli strascichi giudiziari

Lotito non ci sta. È convinto di aver subito un danno da svariate decine di milioni di euro. Partono esposti che riguardano i trustee: “Una causa civile e una penale”, ha specificato il legale di Lotito. Ma da quel momento i rapporti già gelidi tra la lazio e la Federcalcio diventano infiammabili, con una opposizione reciproca su ogni tema: dalle nomine in Lega e Federcalcio alle norme per le iscrizioni ai campionati, fino all’indipendenza della Serie A. Uno scontro continuo.

I commenti dei lettori