Inter-Napoli: lo scudetto fa il passaggio di proprietà
di Marco Azzi , Franco VanniIndietro veloce, fino alla 29ª giornata della scorsa stagione: il Napoli, con 71 punti, volava verso il terzo scudetto, che avrebbe vinto con cinque gare d’anticipo e 16 punti sulla Lazio seconda. L’Inter inseguiva il sogno della finale Champions, ma in campionato faticava, quinta a 21 punti dalla vetta. Dodici mesi e tre cambi d’allenatore dopo, gli azzurri campioni d’Italia annaspano, settimi a 31 punti dall’Inter capolista, che ne ha 75. Le stagioni di Inter e Napoli, che questa sera si affronteranno a San Siro, sono l’una il negativo fotografico dell’altra. I nerazzurri, salvo cataclismi, si sono cuciti il tricolore sul petto sabato scorso, battendo il Bologna a domicilio. Oggi potrebbero aggiungere l’atto simbolico, vincendo contro la squadra di Calzona, che sta ricostruendo sulle macerie lasciate da Mazzarri e Rudi Garcia. Anche se non dovessero farcela, non sarebbe un dramma: il 5 gennaio dell’anno scorso il Napoli di Spalletti perse a San Siro contro l’Inter, trionfando poi a …
Indietro veloce, fino alla 29ª giornata della scorsa stagione: il Napoli, con 71 punti, volava verso il terzo scudetto, che avrebbe vinto con cinque gare d’anticipo e 16 punti sulla Lazio seconda. L’Inter inseguiva il sogno della finale Champions, ma in campionato faticava, quinta a 21 punti dalla vetta. Dodici mesi e tre cambi d’allenatore dopo, gli azzurri campioni d’Italia annaspano, settimi a 31 punti dall’Inter capolista, che ne ha 75. Le stagioni di Inter e Napoli, che questa sera si affronteranno a San Siro, sono l’una il negativo fotografico dell’altra. I nerazzurri, salvo cataclismi, si sono cuciti il tricolore sul petto sabato scorso, battendo il Bologna a domicilio. Oggi potrebbero aggiungere l’atto simbolico, vincendo contro la squadra di Calzona, che sta ricostruendo sulle macerie lasciate da Mazzarri e Rudi Garcia. Anche se non dovessero farcela, non sarebbe un dramma: il 5 gennaio dell’anno scorso il Napoli di Spalletti perse a San Siro contro l’Inter, trionfando poi a maggio.
Gli errori di De Laurentiis
Come sia stato possibile dilapidare un tesoro simile lo sa solo De Laurentiis, che ha pagato la sbornia del trionfo collezionando un errore dopo l’altro: prima ha lasciato andare, nonostante fossero sotto contratto, Spalletti e Giuntoli, poi ha sbagliato la scelta degli allenatori, gli acquisti e le strategie dei rinnovi. Esemplare il caso di Zielinski, che ha preferito andare in scadenza e si è accordato proprio con l’Inter. Il presidente aveva la chance di aprire un ciclo ma si è convinto di essere l’unico insostituibile, peccando di presunzione. Al contrario, l’Inter si è affidata a Inzaghi. Dopo la finale di Istanbul, lo spogliatoio è unito da un patto simile a quello che legava i giocatori della Samp di Vialli e Mancini: altrove potremmo guadagnare di più, ma dove troveremmo quello che stiamo vivendo qui? L’Inter è la squadra con più gol segnati e meno subiti in Europa. Secondo l’analisi della società Soccerment di Aldo Comi, nessuno in Serie A crea più occasioni in contropiede, né fa lo stesso numero di passaggi filtranti. E l’Inter è seconda solo all’Atalanta per triangoli chiusi. Per contro, è agli ultimi posti in Europa per lanci lunghi del portiere e dribbling tentati. Segno che la prima opzione è sempre cercare un compagno libero.
Inter, i record da inseguire
Stasera vedremo se il calcio dell’Inter, che in campionato nel 2024 ha portato dieci vittorie consecutive, funziona anche con i giocatori stremati da 14 partite in due mesi, e delusi dall’eliminazione in Champions. Fra i più in forma ci sono Bisseck, Frattesi e Buchanan. Zhang ha espresso la propria vicinanza alla squadra, e Inzaghi ha deciso di tenere tutti in ritiro alla Pinetina. Oltre alla matematica dello scudetto, ci sono i record da inseguire: i 103 punti, le 22 gare a reti inviolate e Lautaro capocannoniere. Meno scintillanti le prospettive del Napoli, che rischia di uscire dall’Europa dopo 15 anni, e a San Siro dovrà fare a meno anche di Osimhen per un affaticamento muscolare. Al suo posto ci sarà Raspadori, nell’amara notte del passaggio di consegne. Trentaquattro anni dopo, la storia si ripete ma al contrario: nel1989/90 fu il Napoli a scucire lo scudetto all’Inter dei record di Trapattoni.