Verona-Milan 1-3: i rossoneri vincono ancora, secondo posto più solido
dal nostro inviato Enrico CurròVERONA - Aiutato sì dagli intoppi della Juventus, ma senza alcun dubbio sempre più sicuro di sé, il Milan si è preso il secondo posto dietro l’Inter con la vittoria in casa del Verona, ottenuta senza troppa ansia al di là del gol dell’1-2 del talentuoso Noslin. Che il derby di Milano, tra un mese, possa ancora dirimere la questione della seconda stella è altamente improbabile e lo stesso Pioli lo ammette: “Non vinceremo lo scudetto”. Ma è almeno possibile che si traduca in un duello estetico, con vista sul prossimo campionato, per stabilire chi è la più bella del reame. Questo Milan, che ha vinto per la quinta volta nelle sei trasferte di campionato del 2024, è decisamente belloccio. Così l’altro derby, quello di Europa League con la Roma, si preannuncia interessantissimo: può trasformarsi in ottima pubblicità per il calcio italiano e anche, se tutto andrà come deve, dimostrare che le cinque squadre della serie A in Champions League non sarebbero affatto immeritate.
VERONA - Aiutato sì dagli intoppi della Juventus, ma senza alcun dubbio sempre più sicuro di sé, il Milan si è preso il secondo posto dietro l’Inter con la vittoria in casa del Verona, ottenuta senza troppa ansia al di là del gol dell’1-2 del talentuoso Noslin. Che il derby di Milano, tra un mese, possa ancora dirimere la questione della seconda stella è altamente improbabile e lo stesso Pioli lo ammette: “Non vinceremo lo scudetto”. Ma è almeno possibile che si traduca in un duello estetico, con vista sul prossimo campionato, per stabilire chi è la più bella del reame. Questo Milan, che ha vinto per la quinta volta nelle sei trasferte di campionato del 2024, è decisamente belloccio. Così l’altro derby, quello di Europa League con la Roma, si preannuncia interessantissimo: può trasformarsi in ottima pubblicità per il calcio italiano e anche, se tutto andrà come deve, dimostrare che le cinque squadre della serie A in Champions League non sarebbero affatto immeritate.
Hernandez decisivo
Il Milan di Pioli ha un indubbio vantaggio sulla concorrenza: i campioni in grado, di volta in volta, di decidere le partite, da Leao a Maignan, da Pulisic a Hernandez, da Giroud a Loftus-Cheek. Questo successo in casa della squadra che Baroni ha risollevato nell’anno nuovo fino a farla concretamente sperare nella salvezza, malgrado il mercato a vendere, porta la firma soprattutto di Theo Hernandez, davvero devastante in ciascuna delle sue numerose discese da terzino libero di assecondare l’estro, cioè di muoversi per vie frontali o trasversali o laterali, ma sempre con la stessa efficacia. La cronaca dice che anche prima dell’incursione di forza dell’1-0, sulla soglia dell’intervallo, Hernandez si era spinto nel cuore della metà campo avversaria e pure nell’area di Montipò. Dopo una girata fulminea di Okafor (buon rimpiazzo di Giroud), che il portiere del Verona ha parato con felice istinto, è stata emblematica l’azione della traversa di Pulisic, con un diagonale scagliato a metà del primo tempo. L’americano è stato smarcato al tiro da un elegante velo di Loftus-Cheek, ma a innescarlo è stata la solita discesa irrefrenabile di Theo.
Leao imprendibile, ma ai margini della cronaca
Nel pomeriggio in cui Leao è rimasto un po’ a margine della cronaca (anche se ogni volta che ha voluto si è scrollato di dosso gli avversari con straordinaria semplicità), Hernandez è diventato il grimaldello perfetto contro un Verona schierato da Baroni nella versione più ibrida, col neoazzurro Folorunsho un po’ incursore, un po’ rifinitore e un po’ incontrista, e con Noslin a fare il centravanti sui generis, pronto a spostarsi dove serviva, per risucchiare i marcatori. Tomori, che lo ha steso per impedirne la fuga sulla fascia, è stato ammonito e non potrà giocare per squalifica con la Fiorentina, dopo la sosta per le Nazionali. Il gol che ha mandato a rotoli i piani dell’allenatore del Verona è nato appunto da un’intuizione di Hernandez, che dalla fascia verso l’area, superando Folorunsho e poi Duda grazie anche a un rimpallo, ha potuto beffare Montipò con un tocco ravvicinato sull’uscita del portiere.
Theo, un malinteso da squalifica
Il solo contrattempo, oltre alla lieve distorsione al ginocchio sinistro di Kalulu che ha obbligato Pioli alla staffetta con Gabbia, è stato il giallo sventolato dall’arbitro Mariani a Theo, ora squalificato a sua volta. Tutto sarebbe nato da un equivoco per l’esultanza del goleador, che ha invitato qualcuno a stare zitto. Baroni ha pensato che l’invito fosse diretto a lui, Hernandez gli ha spiegato che non era così e l’allenatore del Verona gli ha chiesto scusa, ma intanto il battibecco (con ammonizione) aveva già indotto l’arbitro ad ammonire il terzino del Milan. La squadra in vantaggio, comunque, non si è scomposta, né l’ingresso di Dani Silva per Serdar ha cambiato granché la situazione tattica, mentre ha cambiato assai il corso della partita l’erroraccio di Dawidowicz, che si è lasciato soffiare il pallone da Okafor: la respinta di Montipò al diagonale dell’attaccante svizzero è stata rapacemente spinta in porta da Pulisic. Coi neoentrati Swiderski centravanti e Mitrovic rifinitore e con Noslin più defilato ma ugualmente in agguato, Baroni ha cercato almeno di spaventare un po’ il Milan e ci è parzialmente riuscito, perché Noslin, su blando contrasto di Loftus-Cheek, ha in effetti azzeccato un felice destro dal limite.
La rosa superiore di Pioli: Chukwueze gol
Ma proprio a quel punto si è nuovamente visto l’ovvio: la rosa di Pioli è assai superiore. L’ingresso di Giroud per Pulisic, con Okafor sulla fascia, ha restituito equilibrio all’attacco. La staffetta finale tra Okafor e Chukwueze ha permesso all’ala appena entrata di segnare il 3-1 con un destro al volo d’autore. E la parata di Maignan, di piede su Swiderski, ha ricordato che Pioli ha un campione anche in porta.
Verona-Milan 1-3 (0-1)
Verona (4-2-3-1): Montipò, Centonze, Coppola, Dawidowicz (10'st Magnani), Cabal (30'st Vinagre), Duda, Serdar (1'st Dani Silva), Suslov, Folorunsho (10'st Swiderski), Lazovic (10'st Mitrovic), Noslin. (16 Chiesa, 34 Perilli, 37 Charlys, 6 Belahyane, 7 Tavsan, 99 Bonazzoli, 38 Tchatchoua). All: Baroni
Milan (4-2-3-1): Maignan, Calabria, Kalulu (1'st Gabbia), Tomori (38'st Kjaer), Theo Hernandez, Bennacer, Reijnders, Pulisic (21'st Giroud), Loftus-Cheek (21'st Musah) Leao, Okafor (28'st Chukwueze) (57 Sportiello, 69 Nava, 42 Foorenzi, 28 Thiawg, 7 Adil, 38 Terracciano, 15 Jovic). All: Pioli
Arbitro: Mariani di Aprilia
Reti: nel pt 43' Theo Hernandez, nel st 4' Pulisic, 19' Noslin, 34' Chukwueze
Angoli: 5-3 per il Milan
Recupero: 1' e 5'
Ammoniti: Serdar, Tomori, Theo Hernandez, Baroni, Dani Silva, Reijnders