Fiorentina-Milan 1-2: con Loftus-Cheek e Leao Pioli consolida il secondo posto
di Enrico CurròFIRENZE — L’omaggio migliore a Joe Barone lo ha fatto l’esteta Leao subito dopo l’intervallo: il suo colpo di tacco a sbilanciare Mikenkovic e a smarcare Loftus-Cheek per il tocco a porta vuota è stato un colpo di genio, che ha rotto il muro delle residue inibizioni e dei calcoli e ha alzato il sipario sullo spettacolo. Così Duncan si è inventato la percussione del pari immediato e di nuovo Leao gli ha risposto subito, con la galoppata del 2-1: tutto in 8’ e non era mica finita: i tentativi sono proseguiti, con Florenzi e Belotti vicini al bersaglio e Maignan e Terracciano pronti a volare e il pubblico ad apprezzare.
Joe Barone, l’omaggio di Firenze
Eppure, all’inizio, la serata di Barone sembrava anche la serata di Fiorentina-Milan, però per sovrappiù, in modo quasi incidentale. Prevaleva sulla partita l’emotività di un ambiente che ha vissuto altri lutti — quello del capitano Astori è l’es…
FIRENZE — L’omaggio migliore a Joe Barone lo ha fatto l’esteta Leao subito dopo l’intervallo: il suo colpo di tacco a sbilanciare Mikenkovic e a smarcare Loftus-Cheek per il tocco a porta vuota è stato un colpo di genio, che ha rotto il muro delle residue inibizioni e dei calcoli e ha alzato il sipario sullo spettacolo. Così Duncan si è inventato la percussione del pari immediato e di nuovo Leao gli ha risposto subito, con la galoppata del 2-1: tutto in 8’ e non era mica finita: i tentativi sono proseguiti, con Florenzi e Belotti vicini al bersaglio e Maignan e Terracciano pronti a volare e il pubblico ad apprezzare.
Joe Barone, l’omaggio di Firenze
Eppure, all’inizio, la serata di Barone sembrava anche la serata di Fiorentina-Milan, però per sovrappiù, in modo quasi incidentale. Prevaleva sulla partita l’emotività di un ambiente che ha vissuto altri lutti — quello del capitano Astori è l’esempio più ovvio — elaborandoli nella maniera classica: nell’identificazione piena di un’intera città con la sua squadra. La scena simbolo è stata quella di tutto il Franchi commosso, mentre sul maxischermo scorrevano le immagini del dirigente italo-americano appena scomparso e durante il minuto di raccoglimento, sulla sua poltroncina dove era adagiata la maglia viola col suo nome, il presidente del Milan Scaroni ha appoggiato un mazzo di rose bianche, sotto gli occhi del sindaco di Firenze Nardella. Ma poi l’atmosfera si è fatta via via più consueta alla prassi dello spettacolo che deve continuare.
Fiorentina e Milan in coppa
In effetti anche prima del primo gioiello di Leao abbastanza promettente il duello sul campo lo era diventato presto, complice lo stato d’animo di due squadre libere di assecondare l’estro, essendo assillate in questo momento più dalle coppe che dal campionato: la Fiorentina aspetta mercoledì l’andata della semifinale di Coppa Italia, il Milan ha un tempo congruo per prepararsi al primo atto dei quarti di finale di Europa League con la Roma.
Fiorentina, Palladino l’idea per il futuro
L’allegria delle difese, quella della Fiorentina in primis, ha certamente aiutato gli attaccanti e ha permesso ai portieri di sfoggiare il repertorio di parate (al netto del tuffo ritardato del milanista sull’1-1 e dell’uscita discutibile del dirimpettaio sul 2-1), ma stavolta in fondo non è il caso di sottilizzare. L’esito della partita rende quasi granitico il secondo posto del Milan e non mortifica le speranze europee della Fiorentina, che peraltro per la qualificazione all’Europa League ha la strada alternativa della vittoria in Conference League. Italiano sembra a fine ciclo, incalzato dalle voci su Palladino, ma intanto prova ad aggiustare la mira di Belotti, per il resto prezioso. Pioli, che invece pare più saldo dopo mesi di sballottamento tra indiscrezioni per lo più fondate, constata che si può vincere ogni tanto anche senza Hernandez (squalificato), ma che è ovviamente preferibile averlo.
Ibrahimovic lavora al nuovo Milan
Nel frattempo Ibrahimovic, assente perché impegnato a Dubai in un evento commerciale, non smette di programmare il futuro prossimo: nello staff di Milanello sarebbe imminente l’ingresso di Steve Tashijan, già al vertice dell’alta performance della nazionale statunitense. E a proposito di Usa, l’azionista di maggioranza Gerry Cardinale ha dichiarato al magazine Fortune di avere saputo che “costruire uno stadio in Italia è piuttosto difficile”. Se abbia messo le mani avanti sull’operazione San Donato oppure se si sia trattato dell’annuncio di una sfida ulteriore, lo diranno il tempo e i fatti.
Il tabellino di Fiorentina-Milan
Fiorentina 1 (5’ st Duncan)
Milan 2 (2’ st Loftus-Cheek, 8’ st Leao)
Fiorentina (4-2-3-1): Terracciano 6 – Dodo 5.5 (24’ st Kayode 5.5), Milenkovic 5, Martinez Quarta 5.5 (43’ st barak sv), Biraghi 4.5 – Mandragora 6, Duncan 6.5 – Ikoné 6 (43’ st Sottil sv), Beltran 6 (35’ st Nzola sv), Kouame 5.5 (24’ st N.Gonzalez 5.5) – Belotti 6. All. Italiano 5.5.
Milan (4-1-4-1): Maignan 6.5 – Calabria 6, Thiaw 5.5 (1’ st Gabbia 6), Tomori 6, Florenzi 6.5 – Bennacer 6 – Chukwueze 6.5 (29’ st Pulisic sv), Loftus-Cheek 6.5, Reijnders 6.5 (18’ st Musah 6), Leao 7.5 (18’ st Okafor 6) – Giroud 5.5 (37’ st Jovic sv). All. Pioli 6.5
Arbitro: Maresca 6.
Note: ammoniti Biraghi, Thiaw, Quarta, Tomori e Loftus-Cheek. Spettatori 34.273, incasso 1.212.150 euro.