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Lecce-Roma 0-0: frenata per De Rossi nella corsa Champions

Brutta partita dei capitolini, che rischiano grosso sotto gli attacchi dei padroni di casa. Ora l’Atalanta, che ha 2 punti e una gara in meno, può teoricamente scavalcarli al quinto posto
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Era la paura più grande di De Rossi. Perdere gli influssi (e i risultati) positivi a causa della sosta per le nazionali. Detto e quasi fatto. Perché la Roma torna da Lecce con un pareggio che non serve a niente. In classifica il Bologna scappa e l’Atalanta preme. In campo tornano i difetti di sempre. Tra amnesie difensive ed errori sotto porta. In più ci si mette anche l’arbitro Marcenaro (lo stesso che Mourinho definì “mentalmente instabile”) che non assegna un rigore su Zalewski. «Netto», secondo De Rossi. «Si vincono i campionati con decisioni simili», l’accusa neanche troppo velata del mister giallorosso. Che per una sera perde l’aplomb che lo contraddistingue. E fa rivivere i fasti di un passato portoghese da cui si è sempre discostato.

«La cronaca della gara»

Ma l’occasione persa contro gli uomini di Gotti è grande. Il pari è una mezza vittoria perché poteva arrivare una sconfitta senza le parate di Svilar e gli errori (tanti) dei giocatori del Lecce. L’asticella della Roma da q…

Era la paura più grande di De Rossi. Perdere gli influssi (e i risultati) positivi a causa della sosta per le nazionali. Detto e quasi fatto. Perché la Roma torna da Lecce con un pareggio che non serve a niente. In classifica il Bologna scappa e l’Atalanta preme. In campo tornano i difetti di sempre. Tra amnesie difensive ed errori sotto porta. In più ci si mette anche l’arbitro Marcenaro (lo stesso che Mourinho definì “mentalmente instabile”) che non assegna un rigore su Zalewski. «Netto», secondo De Rossi. «Si vincono i campionati con decisioni simili», l’accusa neanche troppo velata del mister giallorosso. Che per una sera perde l’aplomb che lo contraddistingue. E fa rivivere i fasti di un passato portoghese da cui si è sempre discostato.

«La cronaca della gara»

Ma l’occasione persa contro gli uomini di Gotti è grande. Il pari è una mezza vittoria perché poteva arrivare una sconfitta senza le parate di Svilar e gli errori (tanti) dei giocatori del Lecce. L’asticella della Roma da quando c’è De Rossi è altissima. Ventitré punti nelle prime dieci partite in Serie A. Meglio di lui solo Di Francesco (24) e Garcia (30). Per questo l’ammissione a fine gara ha il sapore di bugia buona, per non abbassare la tensione e mantenere nel mirino gli obiettivi stagionali: «Difficile dire punto guadagnato». Ma Lecce era l’ultima tappa in pianura prima di affrontare le salite decisive. Una vittoria avrebbe accorciato ancora di più la classifica e messo sotto pressione anche la Juventus, terza. Invece da oggi la Champions League della Roma dipende dalle avversarie, dal ranking — che potrebbe concedere la qualificazione anche al quinto in classifica — e dagli scontri diretti.

Sabato c’è il derby, poi arriverà la doppia sfida di Europa League contro il Milan. In mezzo l’Udinese, poi Bologna, Napoli, Juventus e Atalanta. In un mese e mezzo De Rossi si gioca tutto. La qualificazione in Champions League e il futuro sulla panchina della Roma..

Lecce (4-4-2) Falcone 7 – Gendrey 6, Pongracic 6, Baschirotto 6, Gallo 6.5 (37’ st Venuti sv) – Almqvist 5.5 (16’ st Banda 6), Blin 6.5, Ramadani 6, Dorgu 5.5 (27’ st Oudin 6) – Krstovic 6, Piccoli 6.5 (16’ st Sansone 5.5). All. Gotti 6.5

Roma (4-3-3) Svilar 7.5 – Karsdorp 5.5 (39’ st Celik sv), Ndicka 5.5 (1’ st Huijsen 6), Mancini 6, Angeliño 6 – Cristante 6, Paredes 6, Bove 5.5 (19’ st Aouar 5) – Baldanzi 5 (39’ st Dybala sv), Lukaku 5, Zalewski 5.5 (19’ st El Shaarawy 6). All. De Rossi 5.5

Arbitro: Marcenaro 5

Note: ammoniti Ndicka, Piccoli, Baschirotto, Ramadani, Cristante. Spettatori 29.031

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