Udinese-Inter 1-2: Frattesi al 95’, è un altro passo verso lo scudetto
dal nostro inviato Franco VanniUDINE - Come l’Inter, nessuno mai. Con il gol su rigore di Calhanoglu, che ha pareggiato i conti con l’Udinese, la squadra di Inzaghi è la prima nella storia della Serie A ad avere segnato almeno una rete in ciascuna delle prime 31 partite del campionato. La Juve di Conte dieci anni fa si era fermata a 30. E con il gol di Frattesi nel finale, un tap-in micidiale dopo il palo preso da Lautaro, i nerazzurri rincorrono un altro primato: sono a quota 13 trasferte vinte, tre in meno rispetto al Milan del 2020/21. E hanno ancora quattro partite fuori casa da giocare, compreso il derby di ritorno, gara in cui con buona probabilità avranno l’opportunità di vincere lo scudetto numero 20, lasciando i rossoneri a 19.
La corsa dell’Inter continua, con una vittoria al quinto minuto di recupero, segnata più per fame che per progetto da un giocatore subentrato. Come contro l’Empoli nella scorsa giornata, quando a fare il secondo gol è stato Sanchez, messo in campo in corsa anche lui. Frattesi h…
UDINE - Come l’Inter, nessuno mai. Con il gol su rigore di Calhanoglu, che ha pareggiato i conti con l’Udinese, la squadra di Inzaghi è la prima nella storia della Serie A ad avere segnato almeno una rete in ciascuna delle prime 31 partite del campionato. La Juve di Conte dieci anni fa si era fermata a 30. E con il gol di Frattesi nel finale, un tap-in micidiale dopo il palo preso da Lautaro, i nerazzurri rincorrono un altro primato: sono a quota 13 trasferte vinte, tre in meno rispetto al Milan del 2020/21. E hanno ancora quattro partite fuori casa da giocare, compreso il derby di ritorno, gara in cui con buona probabilità avranno l’opportunità di vincere lo scudetto numero 20, lasciando i rossoneri a 19.
La corsa dell’Inter continua, con una vittoria al quinto minuto di recupero, segnata più per fame che per progetto da un giocatore subentrato. Come contro l’Empoli nella scorsa giornata, quando a fare il secondo gol è stato Sanchez, messo in campo in corsa anche lui. Frattesi ha fatto quel che faceva Tonali al Milan, nei finali di partita di due campionati fa: ha aspettato come uno squalo che gira intorno a una rete da pesca, e si è avventato sulla prima preda utile. Sarà probabilmente la sua zampata a essere ricordata come il gol dello scudetto, in una stagione in cui all’Inter di gol ne hanno fatti tantissimi tutti – 75 finora, contro soli 15 subiti – ma in cui, nell’ultimo mese abbondante le punte titolari sembrano non saperne fare più.
Nel primo tempo l’Inter ha tenuto palla quasi sempre, alternando giocate belline quanto inutili a errori demenziali. Inzaghi, confinato nella minuscola area tecnica di Udine, ha passato i primi 45 minuti più recupero a chiedere sconsolato “ma che palla è?”, “ma cos’è?”, “ma che è?”. Lanci lunghi per nessuno, passaggi di Acerbi direttamente in fallo laterale, palle perse inspiegabili, da parte di chi di solito non le perde mai. E anche quando gli interisti qualcosa di buono hanno fatto, prima Calhanoglu da fuori poi Lautaro di testa, ci ha pensato Okoye a parare il parabile. In applicazione della legge cosmica del gol sbagliato gol subito, sul finire del tempo è arrivato il gol di Samardzic, improbabile al punto da vestirsi di una sua bellezza: palletta morbida, né tiro né cross, dalla destra della trequarti. Carlos Augusto la devia, Acerbi non ci arriva, Dumfries la guarda ipnotizzato, Sommer la lascia sfilare in porta.
Nella ripresa, a dare la sveglia è stato il rigore procurato da Thuram, steso da Okoye, e segnato dal solito glaciale Calhanoglu. I cambi hanno dato nuovo vigore all’Inter e tolto qualità all’Udinese, e dal settantesimo si è cominciato a capire che qualcosa sarebbe dovuto succedere. È successo cinque minuti dopo la fine del tempo regolamentare, e ora per l’Inter potrebbe essere davvero tutta discesa. Si mettono invece peggio le cose per la squadra di Cioffi, a due soli punti dal terzultimo posto. Il miracolo di vincere con le grandi - Milan, Bologna Juve e Lazio, finora – non si è ripetuto. D’altra parte, lo aveva detto proprio Samardzic, intervistato da Repubblica: “Di tutte le squadre che abbiamo incontrato, l’unica che mi ha stupito è l’Inter”.
Udinese 1 Samardic 40’ pt,
Inter 1 Calhanoglu 10’ st rig,
Udinese (3-5-1-1) Okoye 6 – Perez 6, Bijol 6, Kristensen 6 – Ehizibue 5.5 (17’ st Ferreira 5.5), Zarraga 6 (25’ st Payero 5.5), Walace 6, Samardzic 7 (17’ st Lovric 6, 37’ st Ebosele Sv), Kamara 6 (25’ st Zemura 6) – Pereyra 6 – Thauvin 5.5. All. Cioffi 6
Inter (3-5-2) Sommer 5 – Pavard 6, Acerbi 5.5, Carlos Augusto 6 – Dumfries 5.5 (23’ st Darmian 6), Barella 6.5, Calhanoglu 6 (29’ st Sanchez 6), Mkhitaryan 6.5 (23’ st Frattesi 7), Dimarco 6.5 (36’ st Buchanan 6) – Thuram 6 (36’ st Arnautovic 5.5), Lautaro 6. All.Inzaghi 7
Arbirtro: Piccinini 6
Note: Ammoniti Pereyra. Spettatori