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Torino-Juventus, Juric e Allegri d’accordo: “Peccato non averla vinta”

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri (ansa)

Le due squadre si sono divise i due tempi, e anche gli allenatori rivendicano i meriti dei propri giocatori. Il bianconero: “Vlahovic ha fatto una buona gara come tutti, è dispiaciuto di non aver segnato”

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TORINO. Il rammarico è il sentimento prevalente alla fine del derby della Mole numero 208, sia sulla sponda bianconera del Po che su quella granata. Giustificato in entrambi i casi, visto che se nel primo tempo la Juventus ha avuto il controllo del match, con occasioni nitide e la tattica di Allegri che ha incartato gli avversari, mentre nella ripresa il Torino ha cambiato marcia, trovando anche nel finale l'occasione per vincerla con Lazaro.

"Abbiamo fatto una buona partita - conferma il tecnico bianconero al termine del match -, siamo dispiaciuti perché comunque il primo tempo abbiamo fatto bene e nel secondo, pur abbassando il baricentro, abbiamo avuto occasioni da sfruttare meglio con Vlahovic e Yildiz. Abbiamo concesso una grande occasione al Toro perché non abbiamo accorciato, ma sapevamo delle difficoltà della partita: è nella parte sinistra della classifica, è sempre un derby e sono in corsa per l'Europa. Spiace ma dobbiamo guardare avanti e preparare la partita con il Cagliari".

I problemi in attacco e la corsa Champions

Pesa molto la prestazione di Vlahovic nel conto generale della partita. Le due occasioni sprecate dal centravanti serbo, una sventata da Milinkovic e l'altra stampata sul palo, hanno cambiato l'esito della serata: "Dusan ha fatto una buona partita come tutta la squadra, ha avuto due occasioni, non ha segnato ed è molto dispiaciuto". Lo sarà sicuramente anche Allegri, che però non ha cambiato assetto compiendo le sostituzioni "standard", ruolo per ruolo, senza tentare il tridente o quantomeno due trequartisti alle spalle di un'unica punta: "Può essere una soluzione valida, ma abbiamo un obiettivo talmente importante da raggiungere che fare esperimenti sarebbe rischioso. Oggi c'è stato un momento in cui avrei potuto metterla, ma in questo momento siamo equilibrati e dobbiamo continuare così". Né un punto guadagnato, né due persi secondo Allegri nella corsa per uno dei posti in Champions: "Più che altro è punto, quando lo facciamo c'è il dispiacere di non averne fatti tre, ma ne abbiamo lasciati tanti per strada, con la Lazio, con il Napoli. Prendiamo il punto, analizziamo la situazione e dobbiamo migliorare alcun cose. Conta solo entrare in Champions, cercheremo di fare più punti possibili, un passetto alla volta. Abbiamo una partita importante a Cagliari, poi martedì cercheremo di raggiungere la finale di Coppa Italia: per qualificarci mancano secondo me sette punti".

Ivan Juric
Ivan Juric (ansa)

Juric e la riscossa del secondo tempo

Se il primo tempo è stato tutto di marca bianconera, la ripresa ha visto la riscossa del Toro, che ha sfiorato la rete di testa per due volte, una con Buongiorno e l'altra con Lazaro nel finale, bravo ad anticipare Iling-Junior, meno nel concludere: "Il primo tempo eravamo contratti, lenti nel fraseggio, nel secondo siamo stati fantastici dominandola e creando occasioni pericolose. C'è rammarico per non averla vinta. La Juve ha momenti in cui pressa e altri in cui si abbassa, il copione della partita era scritto. Quando fai un secondo tempo così contro la Juventus, in cui fanno fatica a salire, dominando, conquistando calci d'angolo, spiace non vincere: nel primo tempo, però, hanno avuto le occasioni migliori". Sull'occasione di Lazaro, Juric non vuole sentire parlare di mentalità, di voglia: "Si parla sempre di mentalità, io penso che si tratti di qualità. Perché un giocatore è strapagato e un altro di meno? Anche per questo. La squadra ha dimostrato grande mentalità, ha attaccato, ha concesso poco. La Juve? L'ho vista bene, ma ho visto i miei giocatori meglio. Sono dinamici, corrono, dietro solidi e tosti. Li abbiamo messi in grande difficoltà, ma non li ho visti sotto, anche se negli ultimi 20 minuti avevo la sensazione che l'avremmo potuta vincere".

Il futuro del croato e il derby mai vinto

Al centro della discussione anche il futuro del tecnico croato, all'ultimo anno di contratto e non ancora sicuro di una conferma o di un addio: "Non stiamo parlando di quarti argomenti, stiamo lavorando. Ci vuole tempo per capire certe cose, sono convinto che la storia del Toro è tale che debba sempre lottare per l'Europa, avere un livello alto. Il mio discorso è basato su questo, sulla crescita, sul miglioramento. Io ero felice di certe cose, ma non capivo il malcontento: adesso lo capisco. Specialmente negli ultimi tre quattro mesi sono soddisfatto, felice: della società, di me, dei tifosi. C'è un'armonia che si vede sul campo e oggi lo stadio è stato favoloso, sono orgoglioso di essere del Toro. Poi si deciderà il meglio per tutti quanti". Sull'espulsione, almeno questa volta, Juric non è d'accordo: "Questa volta credo che sia un'espulsione ingiustificata, sono stato espulso tre volte in stagione e ho sempre ammesso quando esageravo. Vi dico sinceramente quando faccio stronzate, chiedo scusa. Non sono contento del metro arbitrale di oggi".

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