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Torino-Juventus 0-0: attacchi evanescenti, è il derby dei portieri

Un duello tra Vlahovic e Buongiorno (ansa)
Gara lottata ma con poco gioco: senza reti dopo 16 anni. Non sono però mancate le occasioni, con Szczesny e Milinkovic sempre all’altezza. Espulso Juric
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TORINO – Che sarebbe stata una partita brutta era prevedibile, d’altronde di rado Toro e Juve regalano divertimento e di certo non hanno il senso dello spettacolo: lo 0-0 del derby (risultato che mancava da 16 anni) è stata la naturale conseguenza dell’avarizia offensiva delle due squadre torinesi, che si sono spartite i novanta minuti, visto che nei primi 45’ ha dominato la Juve e nei secondi il Toro. Oddio, dominio è una parola grossa: si può casomai parlare di prevalenza. Alla fine, tre occasioni di qua (con un palo di Vlahovic) e due di là, con l’erroraccio di Lazaro agli sgoccioli del match.

«La cronaca della partita»

Le mosse di Allegri ingabbiano Juric

Inizialmente, la strategia di Allegri ha impedito a Juric, che è sempre in difficoltà quando si trova di fronte a uno spartito tattico inatteso, di fare la sua, togliendo ai granata le sicurezze difensive, quelle grazie alle quali può concedersi di attaccare con un minimo di leggerezza. Stavolta, invece, la preoccupazione di dove…

TORINO – Che sarebbe stata una partita brutta era prevedibile, d’altronde di rado Toro e Juve regalano divertimento e di certo non hanno il senso dello spettacolo: lo 0-0 del derby (risultato che mancava da 16 anni) è stata la naturale conseguenza dell’avarizia offensiva delle due squadre torinesi, che si sono spartite i novanta minuti, visto che nei primi 45’ ha dominato la Juve e nei secondi il Toro. Oddio, dominio è una parola grossa: si può casomai parlare di prevalenza. Alla fine, tre occasioni di qua (con un palo di Vlahovic) e due di là, con l’erroraccio di Lazaro agli sgoccioli del match.

«La cronaca della partita»

Le mosse di Allegri ingabbiano Juric

Inizialmente, la strategia di Allegri ha impedito a Juric, che è sempre in difficoltà quando si trova di fronte a uno spartito tattico inatteso, di fare la sua, togliendo ai granata le sicurezze difensive, quelle grazie alle quali può concedersi di attaccare con un minimo di leggerezza. Stavolta, invece, la preoccupazione di doversi guardare di continuo alle spalle ha tarpato le ali in partenza al gioco granata, anche perché Juric, spostando Vlasic verso sinistra per contenere le avanzate di Gatti, ha interrotto le comunicazioni tra il croato e Bellanova, in questo campionato la migliore risorsa offensiva del Torino.

Il palo di Vlahovic è un gol sbagliato

Allegri ha avuto l’idea giusta: sapendo delle marcature a uomo cui sarebbero stati sottoposti Chiesa (da Tamèze) e McKennie (da Rodriguez), ha semplicemente chiesto ai suoi di variare sovente la posizione portando fuori zona i due difensori. E se Rodriguez se l’è comunque cavata, Tamèze è stato in impaccio con Chiesa, che proprio con un affondo sulla destra (8’) ha creato la prima grande occasione del match, che Vlahovic ha sprecato centrando in pieno il palo con la porta spalancata.

Locatelli e Vlahovic imprecisi

Il primo tempo è stato sempre nella disponibilità della Juve, anche se si è giocato a ritmi bassi e con pochissima qualità tecnica diffusa. I bianconeri hanno sprecato però ancora: al 13’ Locatelli s’è giocato male un destro da buona posizione, mentre al 31’ Vlahovic non è stato freddo davanti a Milinkovic, che ha deviato con la gamba il tentativo ravvicinatissimo del connazionale.

Il Toro esce dal guscio con Vlasic

I tentativi a vuoto della Juve hanno in qualche modo rincuorato il Toro, che col passare del tempo ha ritrovato fiducia, o perlomeno messo da parte un po’ di insicurezza. È stata qualche iniziativa di Vojvoda e Vlasic a rimettere in partita i granata. Un colpo di testa impreciso del croato su cross di Bellanova, finalmente coinvolto del gioco, è stato il primo (e per lungo tempo l’unico) tentativo d’attacco del Torino, che nella ripresa ha ribaltato il copione.

La ripresa tutta del Toro

Dopo l’intervallo, infatti, i granata hanno sciolto le briglie e sfoderato il coraggio che la sua gente chiedeva. La Juve, di conseguenza, s’è rannicchiata nelle sue stanze come al solito. Il Torino è riuscito ad armare Bellanova, il cui cross migliore ha originato il primo tiro in porta dei granata, un colpo di testa di Sanabria parato molto bene da Szczesny (15’ st), il quale più tardi bloccherà in volo una sforbiciata di Vojvoda.

Ci prova Yildiz, Lazaro spreca la grande occasione

La Juve ha faticato a uscire dal guscio, anche se l’unica volta che l’ha fatto (31’ st) è stata di nuovo molto pericolosa, ma Milinkovic ha artigliato la conclusione velenosa di Yildiz. L’ultimo quarto d’ora è tornato ad essere del Toro, la cui pressione ha però prodotto qualche mischia, qualche corner (6-2 alla fine) e l’ultima occasione, la più grossa, quella che Lazaro ha sprecato quattro minuti dopo il novantesimo, sbagliando completamente il colpo di testa sul cross al bacio di Linetty. Alla fine è andata come si poteva immaginare: un deserto di gol e di emozioni.

Torino-Juventus 0-0

Torino (3-4-2-1)

Milinkovic – Tamèze, Buongiorno, Rodriguez – Bellanova (40’ st Masina sv), Ricci, Linetty, Vojvoda (33’ st Lazaro) – Sanabria (33’ st Okereke), Vlasic – Zapata. All. Juric.

Juventus (3-5-2)

Szczesny – Gatti (33’ st Alex Sandro), Bremer, Danilo – Cambiaso (50’ st Alcaraz), McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic (19’ st Iling-Junior) – Vlahovic (33’ st Kean), Chiesa (19’ st Yildiz). All. Allegri.

Arbitro: Maresca.

Note: espulso Juric al 42’ st. Ammoniti Gatti, Ricci, Vojvoda, Cambiaso, Linetty. Spettatori 27.788.

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