Sassuolo-Milan 3-3: Okafor completa la rimonta rossonera
dal nostro inviato Enrico CurròREGGIO EMILIA - La possibilità che l’Inter vinca nel derby del 22 aprile lo scudetto della sua seconda stella non è un’eresia: i giocatori del Milan sono usciti dal Mapei Stadium, dove nel 2022 vinsero il titolo, con la consapevolezza che l’attorcigliato 3-3 di questa partita piena di autolesionismi si sarebbe potuto trasformare nel match-point per i cugini, doppiamente motivati a battere in serata il Cagliari proprio perché sapevano che, in quel caso, un pari nel derby avrebbe garantito loro l’aritmetica certezza del ventesimo scudetto.
Il Milan B troppo fiacco nell’afa emiliana
Sette titolari in meno e non sentirli. Era l’obiettivo di Pioli, che nella formazione di partenza in casa del Sassuolo, al di là delle dichiarazioni di prassi, ha pensato senza infingimenti al ritorno del quarto di finale di Europa League con la Roma e per questo ha lasciato fuori in partenza Maignan, Calabria, Tomori, Bennacer, Pulisic, Giroud, più il semititolare Gabbia. Il solo M…
REGGIO EMILIA - La possibilità che l’Inter vinca nel derby del 22 aprile lo scudetto della sua seconda stella non è un’eresia: i giocatori del Milan sono usciti dal Mapei Stadium, dove nel 2022 vinsero il titolo, con la consapevolezza che l’attorcigliato 3-3 di questa partita piena di autolesionismi si sarebbe potuto trasformare nel match-point per i cugini, doppiamente motivati a battere in serata il Cagliari proprio perché sapevano che, in quel caso, un pari nel derby avrebbe garantito loro l’aritmetica certezza del ventesimo scudetto.
Il Milan B troppo fiacco nell’afa emiliana
Sette titolari in meno e non sentirli. Era l’obiettivo di Pioli, che nella formazione di partenza in casa del Sassuolo, al di là delle dichiarazioni di prassi, ha pensato senza infingimenti al ritorno del quarto di finale di Europa League con la Roma e per questo ha lasciato fuori in partenza Maignan, Calabria, Tomori, Bennacer, Pulisic, Giroud, più il semititolare Gabbia. Il solo Maignan (affaticamento muscolare) risultava acciaccato. Perciò, nell’afa emiliana, le altre scelte erano dettate dall’esigenza di risparmiare energie per la partita che, anche qui al di là delle parole obbligate, vale la stagione. La tesi dell’intercambiabilità degli interpreti è però naufragata prestissimo. Il Sassuolo, che insegue la salvezza, era certamente più motivato del Milan già quasi certo della qualificazione alla prossima Champions: ha colpito al primo assalto e pure al secondo.
Thiaw e Kjaer lenti, Laurienté brucia Florenzi
La dormiente difesa di Pioli ha immediatamente favorito il volonteroso attacco di Ballardini, che dopo 4’ aveva già segnato e dopo 10’ aveva già raddoppiato. L’1-0 è nato da una fuga in area di Volpato, sfuggito da destra a Thiaw, ma anche dal colpo di tacco di Thortsvedt, che a centro area ha allungato la traiettoria per Pinamonti: controllo e girata in porta. La complicità di Kjaer e Florenzi, distanti nella marcatura di assistman e goleador, è stata evidente. Come evidentissima, 6’ più tardi, è stata l’assenza di qualunque forma di anticipo o di copertura su Thorstvedt, che a centroocampo, indisturbato, ha potuto dettare con la più comoda delle sponde lo scatto del velocista Laurienté. Seminato Florenzi, l’ala francese è entrata in area e ha scaricato su Sportiello il primo tiro, per poi riprendere la respinta e trasformarla nel 2-0. A quel punto il Sassuolo si è ritratto secondo copione, e Leao ha potuto sfoggiare meglio il repertorio di finte e controfinte, perché l’infortunio di Toljan, appena prima del secondo gol avversario, gli ha garantito in Tressoldi un marcatore più morbido. Consigli è riuscito a evitare il gol sottomisura di Thiaw, di testa, non quello di Chukwueze, sempre di testa su cross di Leao, però il fuorigioco al Var ha annullato l’azione. Questione di poco, perché uno slalom di Leao tra Tressoldi, Boloca ed Erlic ha consentito al portoghese di scagliare il pallone in rete per la settima volta in campionato in questa stagione.
Adli perde palla, Laurienté implacabile
Siccome mancavano ancora 70’ abbondanti, pareva logico pensare che la squadra più forte, dopo gli incidenti iniziali, sarebbe stata in grado di ribaltare abbastanza rapidamente la partita. Invece il Milan ha attaccato in modo piuttosto confusionario, in particolare con i due interni Loftus-Cheek e Musah, e non ha trovato in Jovic il centravanti ideale per aprire spazi ai compagni o per colpire in proprio. Il Sassuolo ha rischiato di cadere, ma il suo portiere ha parato prima dell’intervallo il doppio tiro di Florenzi ed Hernandez, che poi si è avvicinato al pari colpendo solo l’esterno della rete: specchio dell’imprecisione collettiva e individuale. Ballardini ha provato ad aumentare il livello tecnico, inserendo Defrel per Volpato, ma non è stato solo per questo che ha raggiunto il terzo gol a inizio ripresa. La manovra avvolgente del 3-1 è sì partita da destra, ma tutto è nato da un pallone perso con troppa leggerezza da Adli. Tressoldi-Defrel-Laurienté (tiro liftato, che Sportiello ha soltanto toccato): questo il trio che ha confezionato il gol, senza veri oppositori.
Assalto furibondo, Giroud manca il 4-3
Pioli ha allora stravolto l’assetto di partenza. Oltre a togliere dal campo Kjaer, rimpiazzato da Gabbia, ha varato l’attacco con la doppia punta (Giroud, innestato al posto di Musah, accanto a Jovic) e ha messo in campo Reijnders, più mobile, per Loftus-Cheek. Il pareggio è stato infine laboriosamente raggiunto, però ai meriti del Milan in prolungato assalto va anteposta la colpa di Laurienté, che ha sprecato un contropiede in 3 contro 2, regalando palla agli avversari: sarebbe stato il 4-1. Il secondo gol milanista lo ha causato ancora Leao, sul cui tiro-cross deviato da Consigli ha centrato il bersaglio Jovic, quasi a conferma della necessità, per lui, di avere un attaccante al fianco. Si è illuso ancora di segnare Chukwueze, il cui gol del potenziale 3-3 è stato di nuovo annullato dal fuorigioco elettronico. Pioli nel finale ha ostato tutto ciò che poteva. Dopo la staffetta prevedibile tra Chukwueze e Pulisic e l’ammonizione di Thiaw, che salterà il derby, ha messo in campo Okafor per Adli e in un paio di azioni si è visto addirittura un attacco a 6: Okafor-Pulisic-Giroud-Jovic-Leao-Hernandez. Ma il Sassuolo era alle corde e non ne ha approfittato. Il 3-3 lo ha infine firmato Okafor, nella più classica delle mischie con quasi tutti i giocatori di movimento stipati nell’area di Consigli, che qualche minuto prima aveva esibito una prodezza su rasoterra di Pulisic. A un soffio dalla fine il pallone del 4-3 è capitato sui piedi di Giroud, che lo ha mandato oltre la traversa. Così l’Inter si è avvicinata ancora di più allo scudetto della seconda stella, con un mese abbondante di anticipo.
Il tabellino di Sassuolo-Milan
Sassuolo 3 (4’ pt Pinamonti, 10’ pt e 8’ st Laurienté)
Milan 3 (20’ pt Leao, 15’ st Jovic, 39’ st Okafor)
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6.5 – Toljan sv (9’ pt Tressoldi 5.5), Erlic 6, Ferrari 6, Viti 6 – Boloca 6 (32’ st Racic sv), Obiang 6.5 – Volpato 6.5 (1’ st Defrel 6), Thorstvedt 6.5 (18’ st M.Henrique 6), Laurienté 7 (32’ st Ceide sv) – Pinamonti 6.5. All. Ballardini 7.
Milan (4-1-4-1): Sportiello 5.5 – Florenzi 5.5, Kjaer 5 (10’ st Gabbia 6), Thiaw 5, T.Hernandez 5.5 - Adli 5 (37’ st Okafor 7) – Chukwueze 6 (20’ st Pulisic 6.5), Loftus-Cheek 5 (10’ st Reijnders 6), Musah 5 (10’ st Giroud 5.5), Leao 6.5 – Jovic 6.5. All. Pioli 6.
Arbitro: Massa 6.
Note: ammoniti Ferrari, Tressoldi, Thiaw e Pinamonti. Spettatori 19.199, incasso 557.386 euro.