Udinese, Cannavaro: “Via la paura, sei finali da vincere”
"Saranno soltanto 20 minuti ma nessuna delle squadre scenderà in campo per il pareggio. Entrambe hanno le motivazioni per cercare i tre punti. Il poco tempo a disposizione non sarà un deterrente alla ricerca della rete del vantaggio". Lo ha detto Fabio Cannavaro presentando la sfida di giovedì con la Roma, recupero della gara sospesa per il malore di N'Dicka, nella sua prima conferenza stampa da allenatore dell'Udinese. "Non c'è nemmeno l'alibi della stanchezza, saremo tutti freschissimi - ha rilevato -. Non so se sia un bene partire con Roma, Bologna e Napoli, tre sfide che non hanno bisogno di motivazioni per essere disputate al massimo. Non possiamo permetterci di attendere le ultime tre giornate, con gli scontri diretti per la salvezza con Lecce, Empoli e Frosinone. Bisogna fare punti subito. E, comunque, posso rassicurare sul fatto che con le dirette avversarie le motivazioni saranno triple".
L’aspetto psicologico
Cannavaro ha confessato che in queste ore punterà molto sull'aspetto mentale: "La squadra sembrava più impegnata a non prenderle e, forse per questo, ha collezionato troppi pareggi e soltanto 4 vittorie. Troppo poche. Non c'è tempo per tattica e nemmeno per il piano fisico: è chiaro che aver perso così tanti punti nelle fasi finali della gara denota un problema psicologico. E' lì che intendo agire. Lo farò con colloqui individuali ma anche con discorsi chiari sul valore del gruppo e del sacrificio".
L'allenatore ha assicurato che non saranno tollerati cali di tensione: "Se aspettiamo partita per partita di non subire gol e di gestire il risultato, non ce la facciamo. Serve personalità, dobbiamo alzare l'asticella, giocare con la fame, portare a casa punti. A partire dallo spezzone di match con la Roma".
I maestri del passato
Cannavaro ha ammesso di non aver mai visto l'Udinese dal vivo: "Sto facendo gli straordinari al video. Ma, ripeto, in questo frangente prevale la mentalità che intendo inculcare ai ragazzi: ci sono tanti giocatori che possono dare una mano, come Samardzic che quest'anno ha forse reso meno perché gli avversari hanno iniziato a conoscerlo". Per il suo esordio in serie A, il tecnico ha richiamato i suoi maestri del passato: "Ho avuto allenatori straordinari come Lippi e Capello, che ti davano regole ferree, concetti di squadra, determinazione nel voler vincere a tutti i costi. Ma in carriera ho lavorato anche con Zaccheroni, Malesani, Trapattoni, Sacchi, Zoff, tutti straordinari: spero di aver preso da ognuno di loro un pezzetto di conoscenze da mettere ora a disposizione della squadra".
Passaggio finale sulla bandiera friulana Giampiero Pinzi nello staff: "Ovunque sono andato ho chiesto collaboratori che conoscessero l'ambiente. Questo accorcia i tempi di apprendimento di tutti. Quando ho saputo della disponibilità di Giampiero, ho accettato con entusiasmo. E comunque a un'offerta di una società e di una famiglia, come quella dei Pozzo, che hanno fatto la storia recente della Lega, non si può dire di no".