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Juventus-Milan 0-0: Sportiello e Thiaw salvano il secondo posto dall’assalto dei bianconeri

Kostic e Leao (afp)
Il portiere ha sostituito Maignan, che si è infortunato nel riscaldamento: decisivo in quattro occasioni. Il difensore ha salvato sulla linea una conclusione di Rabiot. Vlahovic furioso con Allegri per il cambio
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TORINO — La Juventus si è avvicinata al classico successo platonico, mentre il Milan è stato del tutto platonico: la somma degli addendi fa 0-0. Ma se in gioco c’era il secondo posto del campionato dominato dall’Inter, con gli annessi denari della Supercoppa italiana 2025 sul suolo saudita, per quasi un tempo non se n’è accorto nessuno. Il primo tiro in porta degno di questo nome l’ha infatti scagliato appena prima dell’intervallo Vlahovic, sulla punizione dal limite da lui stesso guadagnata per una trattenuta di Musah: Sportiello ha risposto con buon riflesso ed è stato l’unico piccolo sussulto, in mezzo a una serie di passaggi avventurosi, di anticipi agevoli per i difensori e di improbabili invenzioni tecniche. L’alibi degli scarsi stimoli valeva per tutte e due le squadre, già virtualmente iscritte alla prossima edizione della Champions: obiettivo che peraltro non scalda affatto i tifosi, come si è potuto evincere dal duro comunicato col quale gli ultrà milanisti, oltre a bocciare…

TORINO — La Juventus si è avvicinata al classico successo platonico, mentre il Milan è stato del tutto platonico: la somma degli addendi fa 0-0. Ma se in gioco c’era il secondo posto del campionato dominato dall’Inter, con gli annessi denari della Supercoppa italiana 2025 sul suolo saudita, per quasi un tempo non se n’è accorto nessuno. Il primo tiro in porta degno di questo nome l’ha infatti scagliato appena prima dell’intervallo Vlahovic, sulla punizione dal limite da lui stesso guadagnata per una trattenuta di Musah: Sportiello ha risposto con buon riflesso ed è stato l’unico piccolo sussulto, in mezzo a una serie di passaggi avventurosi, di anticipi agevoli per i difensori e di improbabili invenzioni tecniche. L’alibi degli scarsi stimoli valeva per tutte e due le squadre, già virtualmente iscritte alla prossima edizione della Champions: obiettivo che peraltro non scalda affatto i tifosi, come si è potuto evincere dal duro comunicato col quale gli ultrà milanisti, oltre a bocciare abbastanza esplicitamente qualunque successore di Pioli che non sia Antonio Conte o un suo collega con lo stesso curriculum (il pollice verso pare soprattutto per Lopetegui), hanno censurato la politica della dirigenza americana: Gerry Cardinale, l’azionista di maggioranza, è stato invitato a porsi traguardi più ambiziosi della mera qualificazione alla Champions.

«la cronaca della partita»

L’infortunio di Maignan

La tensione attorno alla squadra, emersa nei giorni scorsi, è culminata nel consiglio ai giocatori di usare il meno possibile i social, per non rischiare di alimentare la contestazione dei tifosi milanisti e per non diventare ancora di più il bersaglio degli sfottò degli interisti. Sul campo si è tradotta in un gioco asfittico e sincopato, al quale la Juventus ha volonterosamente cercato di opporsi con qualche variazione sul tema. Per i due allenatori - entrambi separati in casa, prossimi all’addio e pronti alla vigilia a dichiarare come ineluttabile l’egemonia dell’Inter - le premesse non erano certo magnifiche. Allegri ha varato un 3-4-2-1 con Cambiaso e Yildiz appena alle spalle di Vlahovic e ha tenuto Chiesa in panchina, ma troppo lento è stato il trasbordo del pallone nell’area avversaria, al di là di un paio di accelerazioni di Weah sulla destra. Pioli ha riproposto il quartetto offensivo classico (Pulisic-Loftus Cheek-Leao alle spalle di Giroud), sperando di attenuare i potenziali effetti nefasti della decimazione della difesa (squalificati Hernandez, Calabria e Tomori, dirottato in panchina Maignan per un lieve infortunio muscolare durante il riscaldamento) con gli innesti di Sportiello in porta, Musah terzino destro e Florenzi terzino sinistro, con la coppia centrale Gabbia-Thiaw. Molto, anzi parecchio, è rimasto a livello di pura intenzione.

Sportiello salva il Milan

Leao, promosso capitano ma sacrificabile sul mercato, ha combinato poco, attardandosi nei solipsismi delle giornate peggiori. Giroud si è assentato dalla partita. Yildiz ha smarrito palloni sulla trequarti. Vlahovic si è spesso imbottigliato nel traffico, ma ha almeno cercato di accendersi con qualche guizzo. Quello più pericoloso porta però la firma di Kostic a inizio ripresa, con doppia parata di Sportiello, sul diagonale del serbo e sul conseguente tocco ravvicinato di Danilo. Dopo un’ora lo stagno tattico si è smosso un po’ con le sostituzioni: Bennacer per il fallace Adli nel Milan, Chiesa per Kostic e Milik per Vlahovic a disegnare l’attacco col trio Cambiaso-Yildiz-Chiesa dietro Milik nella Juventus, già passata nel frattempo alla difesa a 4 con Weah e Danilo terzini. La metamorfosi è proseguita con la staffetta Weah-Mc Kennie da una parte (difesa di nuovo a tre, Cambiaso interno) e con Okafor per Giroud dall’altra. Un’altra parata di Sportiello, su colpo di testa di Milik imbeccato da Chiesa, ha certificato la maggiore propensione della Juventus all’attacco. In effetti, dopo gli ingressi dei giovani (Miretti, Zeroli e Bartesaghi) e del talento sempre annunciato e abbastanza inespresso (Chukwueze) il mosaico tattico ha definitivamente ceduto il passo all’assalto con mischie. Quella più pericolosa l’ha innescata un’uscita imperfetta di Sportiello, ma Thiaw ha evitato sulla linea il gol di Rabiot. Allegri si rammaricherà per la vittoria mancata, Pioli per ciò che poteva essere e non è stato, in questa stagione in cui non gli è più possibile aggrapparsi al secondo posto per salvare la panchina.

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