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Frosinone-Inter 0-5: i nerazzurri tornano subito a fare i campioni d’Italia

(ansa)
Dopo il ko con il Sassuolo, la squadra di inzaghi infierisce sui ciociari. La reti di Frattesi, Arnautovic, Buchanan, Lautaro e Thuram
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FROSINONE – Chissà se, davanti alla tv a vederla perdere col Sassuolo, Eusebio Di Francesco ha sperato che l’Inter potesse concedersi un’altra distrazione. O se ha capito invece che quel capitombolo emiliano, così spiazzante per le squadre in corsa per la salvezza, avrebbe fatto l’effetto della sveglia che suona quando sai di essere in ritardo. Cinque gol con cinque uomini diversi, compreso Buchanan, il 18° marcatore nella stagione da 101 gol dell’Inter.

«La cronaca della gara»

Mentre i tifosi lo invocavano, Simone Inzaghi ha solo mimato il suo solito saltino, anche lui provato dalla stagione lunga: «Mi si era indurito il polpaccio ieri durante il torello, avevo paura di farmi male», ha ammesso. Ma l’Inter è forte anche quando cambia, che siano i riti o i giocatori: sei uomini differenti rispetto al derby scudetto vinto contro il Milan, e proprio le novità hanno dimostrato perché in questa stagione non ha avuto avversari.

Prendete Frattesi. Nemmeno 19 minuti e stava festeggiando un go…

FROSINONE – Chissà se, davanti alla tv a vederla perdere col Sassuolo, Eusebio Di Francesco ha sperato che l’Inter potesse concedersi un’altra distrazione. O se ha capito invece che quel capitombolo emiliano, così spiazzante per le squadre in corsa per la salvezza, avrebbe fatto l’effetto della sveglia che suona quando sai di essere in ritardo. Cinque gol con cinque uomini diversi, compreso Buchanan, il 18° marcatore nella stagione da 101 gol dell’Inter.

«La cronaca della gara»

Mentre i tifosi lo invocavano, Simone Inzaghi ha solo mimato il suo solito saltino, anche lui provato dalla stagione lunga: «Mi si era indurito il polpaccio ieri durante il torello, avevo paura di farmi male», ha ammesso. Ma l’Inter è forte anche quando cambia, che siano i riti o i giocatori: sei uomini differenti rispetto al derby scudetto vinto contro il Milan, e proprio le novità hanno dimostrato perché in questa stagione non ha avuto avversari.

Prendete Frattesi. Nemmeno 19 minuti e stava festeggiando un gol, il sesto del suo campionato, l’ottavo stagionale: la media, quasi esatta, dice che ogni 180 minuti il centrocampista romano allarga le braccia per esultare. In pratica, un gol ogni due partite, meglio di parecchi attaccanti del campionato italiano. Lo sa bene Spalletti che quelle caratteristiche non vede l’ora di sfruttarle in Nazionale agli Europei. Poi quando non segna fa segnare. Persino Arnautovic, che questa sensazione non la provava dall’andata con l’Atletico Madrid, quando ancora Simone sperava di replicare la finale Champions di un anno fa. Delusioni diluite del tutto dalla seconda stella, da una cavalcata che dice, quando mancano ancora due turni al sipario sulla stagione, quota 92 punti. Vuol dire il sorpasso all’Inter di Conte, che chiuse a 91. Continua l’assalto ai 97 punti che Mancini conquistò nel 2006/07, primo scudetto post Calciopoli.

Come allora, l’unica avversaria dell’Inter è se stessa, soprattutto se Lautaro — 24° gol in campionato — e Thuram giocano e segnano come nell’incendiario finale dello Stirpe. Non gli ha dato problemi questo Frosinone, in cui l’unico a provarci davvero è un centravanti italiano che con Spalletti non potrà esserci, perché Cheddira ha preferito il Marocco all’Italia. La traversa centrata sull’1-0 è forse stato l’unico istante in cui Di Francesco ha sperato davvero di poter fare un passo avanti verso la prima, storica salvezza in Serie A.

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