Inter-Lazio 1-1: pareggia Dumfries in extremis, i nerazzurri non perdono nel giorno della coppa Scudetto
di Franco VanniMILANO – Se non puoi vincere, l’importante è non perdere. Nell’ultima partita a San Siro della stagione, contro una Lazio alla caccia di un posto in Europa, l’Inter ha realizzato in campo l’adagio più antico del calcio italiano. L’1-1 del Meazza impedisce alla squadra di Inzaghi di eguagliare i 97 punti di quella di Mancini (vincendo a Verona arriverebbe a 96), ma consente ai nerazzurri di festeggiare degnamente la consegna della coppa dello scudetto, in uno stadio addobbato, sulle note cantate da Ligabue e Tananai dopo i fischi finali. Una strana festa, se si pensa che con ogni probabilità martedì l’Inter diventerà una proprietà del fondo Oaktree, a cui Zhang non ha restituito i 275 milioni (più interessi) che aveva chiesto in prestito tre anni fa. A lui i tifosi del secondo anello blu hanno dedicato uno striscione: “Grazie Steven”, con disegnati i sette trofei vinti negli otto anni della sua gestione. E al terzo anello, solitaria, è comparsa una bandiera cinese.
MILANO – Se non puoi vincere, l’importante è non perdere. Nell’ultima partita a San Siro della stagione, contro una Lazio alla caccia di un posto in Europa, l’Inter ha realizzato in campo l’adagio più antico del calcio italiano. L’1-1 del Meazza impedisce alla squadra di Inzaghi di eguagliare i 97 punti di quella di Mancini (vincendo a Verona arriverebbe a 96), ma consente ai nerazzurri di festeggiare degnamente la consegna della coppa dello scudetto, in uno stadio addobbato, sulle note cantate da Ligabue e Tananai dopo i fischi finali. Una strana festa, se si pensa che con ogni probabilità martedì l’Inter diventerà una proprietà del fondo Oaktree, a cui Zhang non ha restituito i 275 milioni (più interessi) che aveva chiesto in prestito tre anni fa. A lui i tifosi del secondo anello blu hanno dedicato uno striscione: “Grazie Steven”, con disegnati i sette trofei vinti negli otto anni della sua gestione. E al terzo anello, solitaria, è comparsa una bandiera cinese.
Lazio più affamata
Nel primo tempo l’Inter, schierata nell’undici delle feste, ha provato a prendere in mano la partita, tenendo la palla e arrivando spesso al tiro. Ma da subito si è vista la differenza di motivazioni rispetto alla Lazio. Troppo poche, quelle dei nerazzurri, già campioni d’Italia da ormai un mese. Tantissime quelle dei biancocelesti che, in una corsa ai posti per l’Europa che potrebbe essere influenzata dalle finali di Atalanta e Fiorentina, si trovano a doversi giocare il sesto posto con la Roma. Sotto porta Thuram ha sbagliato, facendosi murare all’ultimo da Provedel, mentre Kamada, indemoniato, dopo la mezz’ora ha superato Sommer per l’1-0. In avvio, a mettere la palla in rete per la Lazio era stato Castellanos, ma in fuorigioco.
I cambi e il pareggio
Nella ripresa la qualità dei cambi interisti e la prevedibilità della manovra della Lazio, sempre più stanca, hanno permesso all’Inter di farsi pericolosa. E sono arrivate le occasioni vere. Prima Lautaro ha preso il palo con un bel colpo di testa, su corner di Dimarco. Poi Sanchez, entrato per Calhanoglu, sempre da calcio d’angolo ha messo sulla fronte di Dumfries, anche lui subentrato, la palla dell’1-1. L’Inter ha potuto così festeggiare la consegna della coppa per il ventesimo scudetto senza perdere in campo. XXX Un anno di sold out San SiroL’ufficio stampa dell’Inter ha diffuso i dati di affluenza allo stadio Meazza nella stagione appena conclusa, culminata con la vittoria della seconda stella. Nelle 19 gare giocate in casa in tutdai nerazzurri, gli spettatori sono stati 1.383.926 Serie A. Nelle tre gare del gruppo Champions, 207.408. Nella partita degli ottavi contro l’Atletico Madrid, 73.709. E nell’ottavo di Coppa Italia, 63.519. Totale: 1.728.562. In media, sugli spalti di San Siro in campionato si sono sedute 72.838 persone per ogni incontro. Numeri da record per il club nerazzurro.
Marotta: “La società è solida”
Della situazione societaria dei nerazzurri ha parlato prima della partita l’amministratore delegato dell’area Sport, Beppe Marotta: "Zhang? La questione riguarda gli azionisti. Posso solo garantire che la società Inter è molto solida, non abbiamo assolutamente alcun tipo di problema. La famiglia Zhang ama l'Inter e qualsiasi decisione dovesse prendere la prenderà con tanto amore per la società e i tifosi. Sono molto ottimista che si possa proseguire così. I tifosi possono assolutamente stare tranquilli. Noi siamo una bella società, una bella realtà. Non c'è alcuna preoccupazione, soprattutto dal punto di vista finanziario", ha detto il dirigente. Secondo indiscrezioni, il fondo Oaktree sarebbe determinato a confermare l’attuale dirigenza.
Inter 1 Dumfries 43’ st
Lazio 1 Kamada 32’ pt,
Inter (3-5-2) Sommer - Pavard, Acerbi, Bastoni (19’ st Augusto) – Darmian (19’ st Dumfries), Barella, Calhanoglu (32’ st Sanchez), Mkhitaryan (19’ st Frattesi), Dimarco (32’ st Buchanan)- Thuram, Lautaro. All. Inzaghi
Lazio (3-4-2-1) Provedel - Patric, Casale, Gila (33’ st Cataldi) - Marusic, Vecino, Rovella (20’ st Guendouzi), Pellegrini – Kamada (27’ st Anderson), Zaccagni (27’ st Luis Alberto) - Castellanos. All. Tudor
Arbitro Sacchi
Note: Ammoniti Casale. Spettatori 73.148