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Roma-Genoa 1-0: Lukaku saluta con il gol che può valere la Champions. I giallorossi vincono in dieci

Lukaku festeggiato dai compagni dopo il gol vittoria (ansa)
Il belga, probabilmente al passo d’addio, decide una sfida complicata ulteriormente dall’espulsione di Paredes. Sesto posto blindato, per l’Europa più nobile servirà la vittoria dell’Atalanta sul Leverkusen
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Accontentarsi di poco pur di non avere rimpianti. Si festeggia un sesto posto, si esulta, ci si abbraccia, ci si saluta. Dimensione della mediocrità? Forse. Ma nel finale di stagione la Roma è sparita, un ghosting calcistico, e poco è sempre meglio di niente. Il gol di Lukaku, ammonito e diffidato, è il gol di addio. Arriva a dieci minuti dalla fine di una partita animata solo da un fischio dell’arbitro nella noia che tutto cambia. Un doppio, severo, quasi inspiegabile cartellino a Paredes che lascia la Roma in dieci quando non stava succedendo niente. Ci sono varie versioni del morettiano “‘mi si nota di più”’, ma quella di Manganiello è stata davvero originale. E lì la Roma si anima, El Shaarawy regala il primo cross in area di rigore e Lukaku decide di lasciare il suo bel ricordo: 13esimo gol in campionato, il 21esimo stagione. C’è di peggio, e poi bisogna accontentarsi di poco.

«La cronaca della gara»

C’è aria di basso profilo, e la partita è complicata. Il Genoa, una sconfitta ne…

Accontentarsi di poco pur di non avere rimpianti. Si festeggia un sesto posto, si esulta, ci si abbraccia, ci si saluta. Dimensione della mediocrità? Forse. Ma nel finale di stagione la Roma è sparita, un ghosting calcistico, e poco è sempre meglio di niente. Il gol di Lukaku, ammonito e diffidato, è il gol di addio. Arriva a dieci minuti dalla fine di una partita animata solo da un fischio dell’arbitro nella noia che tutto cambia. Un doppio, severo, quasi inspiegabile cartellino a Paredes che lascia la Roma in dieci quando non stava succedendo niente. Ci sono varie versioni del morettiano “‘mi si nota di più”’, ma quella di Manganiello è stata davvero originale. E lì la Roma si anima, El Shaarawy regala il primo cross in area di rigore e Lukaku decide di lasciare il suo bel ricordo: 13esimo gol in campionato, il 21esimo stagione. C’è di peggio, e poi bisogna accontentarsi di poco.

«La cronaca della gara»

C’è aria di basso profilo, e la partita è complicata. Il Genoa, una sconfitta nelle ultime 8 partite, è squadra che non regala niente a nessuno (nella lotta salvezza, soprattutto: ha battuto Cagliari, Sassuolo e Verona) gioca a bassa velocità, ai ritmi di Strootman (applauditissimo dai suoi ex tifosi romanisti, che lo hanno fatto commuovere) e Badely, e quando non viene aggredito gestisce il match con la loro tecnica. La Roma, senza guizzi, si adegua e non fa molto altro. Ha poco fiato, poca testa, poca lucidità, non è un caso se ha fatto un solo gol su azione nel mese di maggio, quello di Lukaku contro la Juventus, poi solo rigori (Paredes a Leverkusen, Pellegrini contro l’Atalanta). Le statistiche impietose del primo tempo della squadra di De Rossi (otto tiri, nello specchio della porta neanche uno) fotografano bene la confusione (crollo mentale?) del momento. Paredes e Pellegrini irriconoscibili, Lukaku fino al gol introvabile.

Il primo pensiero per Martinez arriva al 5’ del secondo tempo e non è normale per una squadra che ha almeno una motivazione: arrivare sesta aritmeticamente, poi l’Atalanta faccia quello che deve col Leverkusen e si deciderà dopo se la Roma andrà in Champions o in Europa League.

Un bel confronto tra due allenatori, giovani, freschi e confermati: Gilardino, che piaceva alla Fiorentina, firmerà nei prossimi giorni il rinnovo, De Rossi ha avuto la promessa e un comunicato, ma si spera che la parola valga, almeno quanto le due righe vaghe di un annuncio senza date e cifre consegnato ai media un mese e mezzo fa.

Per il resto c’è solo aria di fine stagione, di caldo, di partita senza tensione, di basso profilo, di bambini allo stadio. All’Olimpico si lotta per un posto lontano dalla vetta ma c’è tutto quello che c’è sempre e a prescindere perché quando si ama così, si dà e non si chiede niente in cambio: tutto esaurito, bandiere, applausi. Viene in mente il Marchese del Grillo, bello il sold out, belli i cori, bello il sesto posto e mo te ne poi annà.

Roma batte Genoa 1-0 (0-0).

Roma (4-3-2-1) Svilar 7 – Celik 6, Llorente 6, Ndicka 6.5, Angelino 7 (35’ st Mancini sv)– Bove 6.5, Paredes 4.5, Cristante 5.5 – Baldanzi 6,5 (19’st Dybala sv, 45’ st Kristensen sv), Pellegrini 5 (19’ st El Shaarawy 6,5)– Lukaku 6,5 (45’ st Abraham sv). All De Rossi 6

Genoa (3-5-2) Martinez 6 – Vogliacco 5,5 (35’st Vitinha sv), De Winter 6, Vasquez 6 – Spence 5.5, Frendup 6 (46’ st Ankeye sv), Badelj 5.5 (36’ st Malinovskiy), Strootman 6 (22’ st Thorsby sv), Martin 5 – Ekuban 6 ( 22’ st Gudmunsson 6), Retegui 5. All Gilardino 6

Reti Lukaku (34’ st)

Arbitro Manganiello 5

Note Espulso Paredes 27’st. Spettatori 67334

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