Bologna-Juventus 3-3: i rossoblù dominano, poi i bianconeri la pareggiano in 8’
di Simone MonariBOLOGNA – Avreste dovuto vedere lo scatto di Paolo Montero quando Yildiz, sbucato da chissà dove, con un destro rabbioso ha firmato un clamoroso 3-3 a cinque minuti dalla fine di una partita che fino a dieci minuti prima aveva avuto un solo padrone, lo splendido Bologna di Motta. Che era già 2-0 dopo 11 minuti, e si era persino issato sul 3-0 in avvio di ripresa. Doppietta di un immaginifico Calafiori e gol di Castro, al primo centro e alla prima da titolare. Pareva la notte perfetta, che la città aspettava da 26 anni (l’ultimo successo in casa contro la Juve è datato ’98, finì 3-0, c’erano Mazzone e Lippi in panchina, Montero giocava nella Juve ma quel giorno era squalificato).
Invece Madama è risalita dalla palude nella quale era precipitata, perché ieri sera diluviava, l’acqua ristagnava lì dalla panchina di Montero e pareva quasi che la sua figura si rimpicciolisse, mentre a pochi metri quella di Motta s’ergeva maestosa. E dire che pioveva anche lì. Per 70 …
BOLOGNA – Avreste dovuto vedere lo scatto di Paolo Montero quando Yildiz, sbucato da chissà dove, con un destro rabbioso ha firmato un clamoroso 3-3 a cinque minuti dalla fine di una partita che fino a dieci minuti prima aveva avuto un solo padrone, lo splendido Bologna di Motta. Che era già 2-0 dopo 11 minuti, e si era persino issato sul 3-0 in avvio di ripresa. Doppietta di un immaginifico Calafiori e gol di Castro, al primo centro e alla prima da titolare. Pareva la notte perfetta, che la città aspettava da 26 anni (l’ultimo successo in casa contro la Juve è datato ’98, finì 3-0, c’erano Mazzone e Lippi in panchina, Montero giocava nella Juve ma quel giorno era squalificato).
Invece Madama è risalita dalla palude nella quale era precipitata, perché ieri sera diluviava, l’acqua ristagnava lì dalla panchina di Montero e pareva quasi che la sua figura si rimpicciolisse, mentre a pochi metri quella di Motta s’ergeva maestosa. E dire che pioveva anche lì. Per 70 minuti la notte del Bologna è stata semplicemente perfetta e se serviva un’ulteriore dimostrazione per capire come lavora Thiago la partita di ieri è stata a lungo accecante e didascalica. Tutti raccontano che Torino sarà il prossimo immediato approdo dell’allenatore italo-brasiliano, che nelle prossime ore, forse domani, al più tardi giovedì, s’incontrerà col presidente Saputo che nutre ancora qualche speranza di riuscire a trattenerlo.
Lui, Thiago, non si è sciolto neppure nel finale e ha ribadito: «Del futuro parleremo con il presidente, prenderemo insieme una decisione e insieme la comunicheremo. Voglio bene a ognuno di questi ragazzi e non voglio perdere l’occasione di ripeterlo». L’unico debole segnale nelle interviste dopo gara l’ha dato Saelemaekers quando ha detto al tecnico «ti ringraziamo per quello che hai fatto per noi quest’anno».
Quando poi Motta ha deciso di iniziare le sostituzioni, i rossoblù hanno perso in un attimo la mediana e le distanze e la Juve, sin lì sbatacchiata come un pugile dilettante, s’è mirabilmente rialzata e col carattere, con la tigna, con la rabbia che fa parte del suo Dna, s’è sottratta a quella che era parsa sin lì una memorabile lezione, con i tre gol in otto minuti di Chiesa, Milik con un piazzato mancino e Yildiz, forse il più brillante di una serata complessivamente grigia, prima che allo stesso Chiesa capitasse l’incredibile occasione del 4-3, sventata da Aebischer. A 20 minuti dalla fine era entrato anche Fagioli, dopo sette mesi di squalifica.
Il terzo posto se lo giocheranno in tre, il Bologna dei miracoli, la Juve che non s’arrende e l’Atalanta cui restano ancora due partite. Il Dall’Ara ha comunque festeggiato, perché il 3-3 brucia parecchio ma la stagione è stata strabiliante. La migliore degli ultimi 60 anni, probabilmente. E allora è partita la festa, con un tripudio di fuochi d’artificio, la sigla della Champions che qui non era mai suonata e ha messo i brividi ai quasi 30 mila. Al fischio finale, una scena da film: Montero ha abbracciato Motta, gli ha parlato a lungo all’orecchio. «Gli ho solo fatto i complimenti per come gioca la sua squadra, è un grande uomo, si merita questo», ha spiegato l’uruguaiano. Poi gli ha fatto una carezza, sotto la pioggia.
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Bologna 3 2’ pt e 8’ st Calafiori, 11’ pt Castro
Juventus 3 31’ st Chiesa, 38’ st Milik, 40’ st Yildiz
Bologna (4-3-3): Skorupski 6; Posch 6.5, Lucumì 6, Calafiori 9 (31’ st Beukema 4), Kristiansen 6; Aebischer 7 Freuler 7.5 (31’ st El Azzouzi 5), Urbanski 7.5 (25’ st Fabbian 5) – Odgaard 6.5 (25’ st Orsolini 5), Castro 7.5 (18’ st Saelemaekers 5), Ndoye 6. All. Thiago Motta 6.5.
Juventus (3-5-2): Szczesny 6; Gatti 4.5 (12’ st Yildiz 7), Bremer 5, Danilo 6; Cambiaso 4.5 (1’ st Weah 5.5), Miretti 4 (1’ st Alcaraz 6), Locatelli 5, Rabiot 5 (26’ st Fagioli 6.5), Iling 6; Vlahovic 4 (19’ st Milik 7), Chiesa 6.5. All. Montero 6.
Arbitro: Ayroldi 6.
Note: ammoniti Miretti, Cambiaso, Bremer, Danilo.