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Juventus-Monza 2-0: Chiesa e Alex Sandro in gol, i bianconeri chiudono la stagione con il sorriso

Alex Sandro esulta dopo il gol (ansa)
La squadra di Montero mette al sicuro il risultato nel primo tempo con due reti nello spazio di 2’. Gol e lacrime per il brasiliano nel giorno della sua ultima a Torino
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TORINO – Molte cose cominciano e molte altre finiscono in questo strano giorno bianconero, bello come una vittoria (2-0) che in campionato mancava addirittura dal 7 aprile, ma anche un po’ malinconico, pieno di cori e pensieri di occasioni perdute.

«La cronaca della partita»

Il giorno dei saluti

La Juve saluta con un timido inchino la sua stagione largamente sbagliata, saluta l’amatissimo Paolo Montero appena arrivato e già partito (prima e ultima gara allo Stadium, per lui, coincidono: è record), saluta Alex Sandro che se ne va tra le lacrime, con un gol e un primato, quello di calciatore straniero con più presenze insieme a Nedved (327 in 9 stagioni), saluta il portiere Michele Di Gregorio ma questo è un benvenuto e non un addio, dal momento che costui è un prossimo bianconero, saluta Raffaele Palladino che qui visse momenti belli (era pure compagno di squadra di Montero) e che a sua volta sta per salutare il Monza, saluta quelli che magari non resteranno (forse Kean, forse Kostic e…

TORINO – Molte cose cominciano e molte altre finiscono in questo strano giorno bianconero, bello come una vittoria (2-0) che in campionato mancava addirittura dal 7 aprile, ma anche un po’ malinconico, pieno di cori e pensieri di occasioni perdute.

«La cronaca della partita»

Il giorno dei saluti

La Juve saluta con un timido inchino la sua stagione largamente sbagliata, saluta l’amatissimo Paolo Montero appena arrivato e già partito (prima e ultima gara allo Stadium, per lui, coincidono: è record), saluta Alex Sandro che se ne va tra le lacrime, con un gol e un primato, quello di calciatore straniero con più presenze insieme a Nedved (327 in 9 stagioni), saluta il portiere Michele Di Gregorio ma questo è un benvenuto e non un addio, dal momento che costui è un prossimo bianconero, saluta Raffaele Palladino che qui visse momenti belli (era pure compagno di squadra di Montero) e che a sua volta sta per salutare il Monza, saluta quelli che magari non resteranno (forse Kean, forse Kostic e De Sciglio, forse McKennie, forse Rabiot, certamente Alcaraz), saluta l’antico nemico Galliani che firma autografi ai ragazzini juventini, saluta il terzo portiere Pinsoglio che è un beniamino e al quale viene concessa mezza gara vissuta con smalto, saluta quelli che non sa che sta salutando: cioè chi, nel caso, potrebbe essere ceduto per fare cassa.

Il giro di campo con la Coppa Italia

Si può anche cominciare dalla fine, cioè dal giro di campo con la Coppa Italia vinta anche da Allegri, fantasma assente pure nei cori dei tifosi, che invece lo avevano ricordato a Bologna, qualche giorno fa. La fine è il trofeo dorato che rappresenta l’unica gioia dell’anno, sebbene intorbidita dalla sclerata dell’allenatore poi ripudiato. Ma oggi è più il tumulto sottovoce di chi non vede l’ora di ricominciare, meglio rimuovere il tremendo girone di ritorno e quel senso di cose non solo finite, ma andate a male come un pezzo di formaggio dimenticato in frigo. Ora si riempiono gli scaffali di cose fresche: se saranno anche gustose, si vedrà.

Le lacrime di Alex Sandro al momento dell'uscita dal campo (reuters)

Chiesa e Alex Sandro in gol

La cronaca non poteva essere il cuore di questo pomeriggio strano, ma va comunque sintetizzata. La Juve mette tutto a posto in un paio di minuti, a cavallo tra 26’ e 28’, con i gol di Chiesa, assai cercato e caparbio, e Alex Sandro su corner di Fagioli, altro nome che lo stadio ha nuovamente salutato, nel senso non di una partenza ma di un ritorno. E il ragazzo, con anima e capelli nuovi (meches bionde) è apparso disinvolto (molto bello il tiro finito contro la traversa al 19’) e di certo felice dell’inattesa convocazione per gli Europei, ormai piuttosto vicini.

Il Monza ha cercato almeno una rete invano, merito delle parate di Pinsoglio acclamatissimo, poi Izzo e Yildiz si sono menati come in un derby (Izzo in effetti è un ex granata, ma il turco non lo sa). L’arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi ha dovuto impegnarsi fondo per domare quei ragazzacci, missione compiuta con disinvoltura.

Juventus-Monza 2-0 (2-0)
Juventus (3-4-3): Perin (1' st Pinsoglio), Danilo, Rugani, Alex Sandro (28' st Djalò), Weah, Alcaraz, Fagioli (34' st Nicolussi), Iling-Junior, Chiesa, Milik (28' st Vlahovic), Yildiz (42' st Miretti) (1 Szczesny, 2 De Sciglio, 3 Bremer, 4 Gatti, 5 Locatelli, 11 Kostic, 16 McKennie, 18 Kean). All.: Montero.
Monza (3-4-2-1): Sorrentino, Izzo, Marì, D'Ambrosio, Birindelli (20' st Zerbin), Pessina, Gagliardini (1' st Bondo), Pereira (29' st Kyriakopoulos), Colpani (1' st Djuric), Carboni V. (36' st Ferraris), Mota (16 Di Gregorio, 62 Mazza, 66 Gori, 2 Donati, 5 Caldirola, 8 Akpa Akpro, 9 Colombo, 10 Caprari, 44 Carboni A., 80 Vignato). All.: Palladino.
Arbitro: Ferrieri Caputi.
Reti: nel pt 26' Chiesa, 28' Alex Sandro.
Angoli: 4-3 per il Monza.
Recupero: 1' e 4'.
Ammoniti: Carboni V., Yildiz, Zerbin per gioco falloso.
Espulso: al 45' st Zerbin per doppia ammonizione.

Spettatori: 38.165 (incasso non comunicato).

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