Atalanta-Torino 3-0: nerazzurri in formato Dublino, Roma fuori dalla Champions. Gasperini: “Legato a Bergamo, resto qui”
dal nostro inviato Emanuele GambaBERGAMO – Il giorno di gloria dell’Atalanta è cominciato con il pasillo d’onore che gli hanno dedicato i giocatori del Torino ed è finito con l’ostensione dell’Europa League e lo stadio a cantare We are the champions ma, con ancora più partecipazione emotiva, anche Io vagabondo, che è una sorta di inno non ufficiale dai tempi di Mondonico, cui domenica è stato dedicato un ricordo, e infine Il cielo d’Irlanda della Mannoia, che ha fatto scendere delle lacrimucce. Nel mezzo, i nerazzurri hanno vinto per inerzia (3-0) una partita che i granata non hanno giocato, nonostante lo sbandierato desiderio di guadagnarsi dei punti per la Conference League, dove finiranno se mercoledì la Fiorentina la vincerà (chi aveva meno voglia di andarci tra il Toro e il Napoli?), esasperando i tifosi che se ne sono andati a 10’ dalla fine. Naturalmente ha segnato anche Lookman, come se in qualche modo bisognasse portare a Bergamo la cometa che mercoledì risplendeva su Dublino. L’Atalanta adesso può mirare al…
BERGAMO – Il giorno di gloria dell’Atalanta è cominciato con il pasillo d’onore che gli hanno dedicato i giocatori del Torino ed è finito con l’ostensione dell’Europa League e lo stadio a cantare We are the champions ma, con ancora più partecipazione emotiva, anche Io vagabondo, che è una sorta di inno non ufficiale dai tempi di Mondonico, cui domenica è stato dedicato un ricordo, e infine Il cielo d’Irlanda della Mannoia, che ha fatto scendere delle lacrimucce. Nel mezzo, i nerazzurri hanno vinto per inerzia (3-0) una partita che i granata non hanno giocato, nonostante lo sbandierato desiderio di guadagnarsi dei punti per la Conference League, dove finiranno se mercoledì la Fiorentina la vincerà (chi aveva meno voglia di andarci tra il Toro e il Napoli?), esasperando i tifosi che se ne sono andati a 10’ dalla fine. Naturalmente ha segnato anche Lookman, come se in qualche modo bisognasse portare a Bergamo la cometa che mercoledì risplendeva su Dublino. L’Atalanta adesso può mirare al terzo posto, scavalcando la Juve. E, per finire, ha negato alla Roma la possibilità di andare in Champions, e all’Italia la possibilità di andarci in sei. Poco importa ai tifosi nerazzurri, quello che volevano sentire l’hanno sentito: “Sono legato a Bergamo e resto qui”, ha detto il tecnico Gian Piero Gasperini, chiudendo definitivamente la porta al Napoli.
Il Toro senza carattere
Il Toro aveva un traguardo da raggiungere (ma interessava a qualcuno, oltre ai tifosi?) e invece ha giocato con una mollezza esasperante, permettendo all’Atalanta di far decantare le conseguenze della sbornia europea e di rimpiazzare l’agonismo mancante con la qualità superiore. Passeggiando qua e là, i bergamaschi hanno prolungato le feste di Dublino solamente con il piacere del gioco e il talento che hanno.
L’uno-due di Scamacca e Lookman
Il gol dell’1-0 di Scamacca, per esempio, è stato un classico del suo repertorio: ricevuta palla spalle alla porta ai 15 metri, s’è girato all’improvviso e ha stampato in porta una sventola di destro. Il 2-0 lo ha regalato il portiere di riserva Gemello (Milinkovic è stato risparmiato con la scusa di un acciacchetto), che ha respinto goffamente sui piedi di Lookman un tiro senza pretese di Pasalic, consentendo al nigeriano di godersi la coda delle magie dublinesi. Nel corso della partita intera, il Torino si è reso pericoloso soltanto con un colpo di testa fuori misura di Zapata, quando si era ancora sullo 0-0.
Juric e Cairo contestati
Il Toro si è preso insulti dai suoi tifosi dal primo all’ultimo: la contestazione a Urbano Cairo è oramai un’abitudine, ma stavolta, ed è la prima, a quel paese è stato spedito pure Ivan Juric, mentre ai giocatori non è stato perdonato l’incidente di Superga, quando qualcuno dal pullman della squadra si è rivolto ai tifosi dicendo loro “ciao m***e”. Nonostante tutto questo, e il clima pesantissimo in cui è finita la stagione, i granata mantengono intatta la speranza di qualificarsi per la prossima Conference League: ci andranno se mercoledì la Fiorentina vincerà la finale di Atene contro l’Olympiacos e sarebbe la terza volta, nell’era Cairo, che il Torino partecipa alle coppe, sempre e soltanto per meriti e colpe altrui, mai con le proprie forze: nel 2015 approfittarono dei guai finanziari del Parma, nel 2019 di quelli del Milan, mentre adesso dovranno ringraziare perlomeno i viola, oltre a tutte le squadra che hanno contribuire ad allargare il perimetro italiano in Europa.
Il tabellino di Atalanta-Torino
Atalanta (3-4-3) Carnesecchi 6 (41’ st Rossi sv) – Toloi 6.5, Djimsiti 6.5 (17’ st Hien 6), Scalvini 6.5 – Holm 6 (17’ st Ruggeri 6), Pasalic 6.5, Koopmeiners 6.5, Zappacosta 6 – De Ketelaere 6 (28’ st Miranchuk sv), Scamacca 7 (28’ st Touré sv), Lookman 7.5. All. Gasperini 7.5.
Torino (3-4-1-2) Gemello 4 – Tameze 4.5 (27’ st Lovato sv), Buongiorno 5, Masina 5 – Bellanova 6 (27’ st Lazaro), Linetty 5 (40’ st Savva sv), Ilic 4.5, Vojvoda 5 – Ricci 5.5 – Pellegri 5.5 (18’ st Sanabria 5), Zapata 5.5 (40’ st Okereke sv). All. Juric 5.
Arbitro: Sozza 6.
Reti 26’ pt Scamacca, 43’ pt Lookman, 26’ st Pasalic (rig.)
Note: ammonito Linetty. Spettatori 14.839.