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Napoli-Lecce 0-0: commiato malinconico degli azzurri, fuori dall’Europa dopo 14 anni

Osimhen, forse con il Lecce all'ultima gara con il Napoli 
La partita finale della squadra di Calzona è la foto della stagione deludente degli ex campioni d’Italia
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NAPOLI - Fuori dall'Europa dopo 14 anni. La stagione del Napoli è finita nel peggiore dei modi e il pareggio senza reti al Maradona contro il Lecce ha condannato al decimo posto della classifica gli azzurri, contestati in maniera molto dura dai loro tifosi nell'ultima partita giocata con lo scudetto sulle maglie. La squadra al 90' si è infilata di corsa negli spogliatoi e ha evitato il contatto con le curve, dopo aver deluso i 25 mila tifosi presenti in tribuna con l'ennesima prestazione deludente. I due pali colpiti nella ripresa da Cajuste e Ngonge sono stati l'unico sussulto. Non pervenuto nemmeno Osimhen, che è entrato nella ripresa e non è riuscito a salutare in maniera perlomeno dignitosa. Dietro l'angolo c'è l'inevitabile rivoluzione, che Aurelio De Laurentiis (insultato anche lui) sta cercando di affidare ad Antonio Conte.

«La cronaca della gara»

Napoli contestato dai tifosi

Il congedo del Napoli è andato in scena in un'atmosfera a metà strada tra la contestazione e la depress…

NAPOLI - Fuori dall'Europa dopo 14 anni. La stagione del Napoli è finita nel peggiore dei modi e il pareggio senza reti al Maradona contro il Lecce ha condannato al decimo posto della classifica gli azzurri, contestati in maniera molto dura dai loro tifosi nell'ultima partita giocata con lo scudetto sulle maglie. La squadra al 90' si è infilata di corsa negli spogliatoi e ha evitato il contatto con le curve, dopo aver deluso i 25 mila tifosi presenti in tribuna con l'ennesima prestazione deludente. I due pali colpiti nella ripresa da Cajuste e Ngonge sono stati l'unico sussulto. Non pervenuto nemmeno Osimhen, che è entrato nella ripresa e non è riuscito a salutare in maniera perlomeno dignitosa. Dietro l'angolo c'è l'inevitabile rivoluzione, che Aurelio De Laurentiis (insultato anche lui) sta cercando di affidare ad Antonio Conte.

«La cronaca della gara»

Napoli contestato dai tifosi

Il congedo del Napoli è andato in scena in un'atmosfera a metà strada tra la contestazione e la depressione, con il Maradona disertato anche dalla maggior parte degli abbonati e la protesta delle due curve, che ha avuto come obiettivo soprattutto i giocatori. Nemmeno i rumors sempre più concreti sull'arrivo di Antonio Conte hanno evitato agli azzurri un altro pomeriggio di veleni, di cui il Lecce ha subito approfittato per andare a un passo dal vantaggio con un blitz di Dorgu (8'): diagonale sull'esterno del palo. La squadra di Calzona ha cercato di replicare con un paio di tentativi di Politano (11') e Simeone (20'), entrambi fuori bersaglio. Ma la risposta degli ultrà è stata una raffica di cori contro De Laurentiis, accompagnati da una coreografie di sette striscioni in cui i tifosi hanno ricordato a Di Lorenzo e compagni le sconfitte più mortificanti di questa stagione. Gli eroi del terzo scudetto sono finiti nella polvere ("Vi siamo grati, ma a stento sarete ricordati") e alcuni sono andati via senza salutare, con Zielinski già passato formalmente all'Inter che non è stato nemmeno convocato. In panchina invece il convalescente Osimhen, pure lui a un passo dall'addio e conteso da Chelsea e Psg. A Castel Volturno il sipario è calato da un po' e il primo tempo è finito tra i fischi, con Berisha (42') di nuovo pericoloso.

Napoli decimo, il declino dei campioni d’Italia

Calzona ha cercato di dare la scossa nell'intervallo con due cambi e Ngonge si è presentato subito con un bel diagonale (4'), su cui Falcone ha evitato la rete con un gran balzo. Clamoroso invece l'errore di mira (7') di Kvara, tutto solo in area di rigore. Il Napoli ha dato però la sensazione di scuotersi e per poco non ha trovato il vantaggio Cajuste (8'): rasoterra respinto dalla base del palo. Poi ci ha provato anche l'altro nuovo entrato Raspadori (10'): tiro alto di un soffio. La risposta di Gotti sono state due sostituzioni: dentro Pierotti e Gonzalez, che hanno aiutato il Lecce a uscire dalla sua metà campo. Ma Ngonge ha confermato di essere in palla e ha acceso il Maradona centrando in pieno la traversa (19'), pochi secondi prima dell'ingresso di Osimhen al posto di Cajuste e del passaggio al 4-2-3-1. Nemmeno con la trazione anteriore gli azzurri sono riusciti tuttavia a sbloccare il risultato e al tiro sono arrivati (male) i difensori: Olivera e Ostigard. Più pericoloso dall'altra parte il tentativo di Oudin (38'), fuori di poco. Lo stadio ha rumoreggiato di nuovo e ci sono stati fischi e applausi alla sostituzione del capitano Di Lorenzo. L'ultima chance è capitata a Raspadori (40'), parata di Falcone. Poi l'uragano di insulti: l'agonia degli ex campioni d'Italia è finita.

Il tabellino di Napoli-Lecce

NAPOLI 0 LECCE 0

Napoli (4-3-3): Meret sv - Di Lorenzo 5.5 (40' st Mazzocchi sv), Ostigard 6, Juan Jesus 5.5, Olivera 5.5 - Anguissa 4.5, Lobotka 6, Cajuste 5.5 (20' st Osimhen 5) - Politano 5 (1' st Ngonge 6.5), Simeone 5 (1' st Raspadori 4.5), Kvaratskhelia 4.5. All. Calzona 5.

Lecce (4-2-3-1): Falcone 7 - Gendrey 6.5, Baschirotto 6.5, Pongracic 6.5, Gallo 6 (19' st Piccoli 6) - Blin 6 (32' st Oudin 6), Ramadani 6 - Almqvist 5.5 (11' st Gonzalez 6), Berisha 6 (32' st Rafia sv), Dorgu 6 - Krstovic 5 (11' st Pierotti 6). All. Gotti 6.

Arbitro: Dionisi 6

Note: spettatori 25 mila circa.

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