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Il Frosinone e la crudeltà del calcio. L’ambizione dell’Atalanta. E al Napoli serve Conte

L’ex ct senza coppa ha vinto scudetti a Juve e Chelsea: ora tocca a De Laurentiis
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La soluzione nei minuti di recupero implica l’entusiasmo dell’Empoli e il sollievo dell’Udinese, con Nicola e Cannavaro a ridere e cantare delle loro missioni compiute, e il dramma sportivo del Frosinone raffigurato da quel Di Francesco muto e affranto e con le mani nei capelli come un marmo doloroso. Non ci si abitua mai alla crudeltà dell’ultima giornata, che non tiene in conto ciò che si è visto fin qui, e impartisce benedizioni e maledizioni a chi ha i nervi più saldi e le poche carte buone rimaste nel mazzo. L’Udinese, come il Sassuolo, non apparteneva a questa zona di classifica: forse la retrocessione della squadra “gemella” le ha aperto gli occhi in extremis, e Cannavaro ha tolto la cappa di negatività che le gravava addosso. Oltre il 90’ Nicola ha pescato il gol di Niang che ne conferma il tocco salvifico. A un quarto d’ora dalla fine della stagione Di Francesco aveva ancora due squadre dietro di sé, e forse pensava che il bel girone d’andata — era 14esimo — sarebbe bastato. …

La soluzione nei minuti di recupero implica l’entusiasmo dell’Empoli e il sollievo dell’Udinese, con Nicola e Cannavaro a ridere e cantare delle loro missioni compiute, e il dramma sportivo del Frosinone raffigurato da quel Di Francesco muto e affranto e con le mani nei capelli come un marmo doloroso. Non ci si abitua mai alla crudeltà dell’ultima giornata, che non tiene in conto ciò che si è visto fin qui, e impartisce benedizioni e maledizioni a chi ha i nervi più saldi e le poche carte buone rimaste nel mazzo. L’Udinese, come il Sassuolo, non apparteneva a questa zona di classifica: forse la retrocessione della squadra “gemella” le ha aperto gli occhi in extremis, e Cannavaro ha tolto la cappa di negatività che le gravava addosso. Oltre il 90’ Nicola ha pescato il gol di Niang che ne conferma il tocco salvifico. A un quarto d’ora dalla fine della stagione Di Francesco aveva ancora due squadre dietro di sé, e forse pensava che il bel girone d’andata — era 14esimo — sarebbe bastato. Ma al fischio finale è la classifica del ritorno a emettere la sentenza: Frosinone 16 punti, Sassuolo 11 e Salernitana 5 sono le ultime tre.

Cambiando scenario, la coppa dell’Europa League in bella mostra a bordo campo ha assistito ieri a un altro recital dell’Atalanta, che ha battuto in scioltezza un Torino remissivo scalando un posto in classifica — ora è quarto — e avvicinandosi al terzo, che sarà suo se batterà la Fiorentina nel recupero. Sesta con 30 punti al termine del girone d’andata, l’Atalanta ne ha raccolti 39 nel ritorno (e può salire a 42), preceduta dalla sola Inter (46). Con queste premesse, non si capisce perché Gasperini avrebbe dovuto cambiare club. Oggi come oggi la squadra di cui è architetto ripartirebbe in prima fila, e la solidità dei Percassi — che in 14 anni hanno moltiplicato il valore dell’Atalanta di multipli che abbiamo pudore a scrivere — lascia immaginare che questo non sia un punto d’arrivo, ma almeno di transito se non proprio di partenza. L’Atalanta ovviamente non sarà mai il Real Madrid. In finale di Champions, però, può arrivare anche il Borussia Dortmund, punto di riferimento meno distante. Gasperini quindi fa benissimo a rimanere per provare a volare ancora più in alto, ed è corretta anche la contromossa di De Laurentiis di stringere con Antonio Conte.

Dopo una stagione da incubo è necessario ripartire con un tecnico di forte credibilità e fortissima personalità, uno che al caso sappia imporsi a tutti, presidente compreso. Il Napoli gli ha apparecchiato la situazione preferita, una stagione senza impegni europei: Conte ha vinto così il primo scudetto con la Juve e la Premier col Chelsea, mentre il titolo con l’Inter è venuto dopo un’eliminazione totale dalle coppe a dicembre. Detto questo, l’ultimo turno è parso un giro a ciapanò, col Torino esangue di Bergamo e il Napoli che ha provato a superare il Lecce soltanto in uno scorcio di ripresa. Se la Fiorentina vincerà la Conference, e sperarlo è lecito, rientrerà in Europa il Toro. Ma che sia Toro, però.

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