MILANO — Il giorno dopo fa ancora più male. Accettare il risultato, cercare il lato positivo di un incubo inatteso: il Milan sbattuto fuori dalla Champions dal Feyenoord. Al primo vero esame della sua vita da dirigente, Zlatan Ibrahimovic è stato bocciato. Ha assorbito nella sua figura l’immagine pubblica del club, ha messo in ombra l’ad Furlani e il dt Moncada, e ora si ritrova a navigare nel ma…