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Alta tensione al Milan: a Lecce Conceiçao al nuovo bivio

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l sabato opposto delle milanesi: il Diavolo a Lecce per uscire dalla crisi e salvare il tecnico. L’Inter capolista stasera con il Monza prova a risparmiare energie dopo le fatiche in Europa
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Milano – Nulla potrebbe essere più diverso tra le due anime di Milano: c’è chi è nel pieno di una tempesta e chi viaggia spedito con gli occhi sul tesoro. L’Inter contro il Monza insegue un sogno divenuto obiettivo, il Triplete mostrato da Simone Inzaghi con quelle tre dita dopo il sacco di Rotterdam (in estate i nerazzurri giocheranno anche il Mondiale per club), il Milan a Lecce è costretto a spegnere incendi e smontare casi all’interno di una realtà in tumulto. A Milanello la tensione è alta. Nella confusione che impera e che ha travolto negli ultimi tempi la comunicazione che circonda il Diavolo — ha salutato il capo ufficio stampa Vercellone, che verrà sostituito dall’ex Ferrari Montini — , nella ragnatela è rimasto impigliato stavolta lo storico portavoce di Conceiçao, Francisco Empis (suo collaboratore da 7 anni), colpevole di aver reso noto il malumore dell’allenatore sulla gestione del club. L’allenatore ha negato tutto usando parole durissime: «Non ho capito quello che ha fa…

Milano – Nulla potrebbe essere più diverso tra le due anime di Milano: c’è chi è nel pieno di una tempesta e chi viaggia spedito con gli occhi sul tesoro. L’Inter contro il Monza insegue un sogno divenuto obiettivo, il Triplete mostrato da Simone Inzaghi con quelle tre dita dopo il sacco di Rotterdam (in estate i nerazzurri giocheranno anche il Mondiale per club), il Milan a Lecce è costretto a spegnere incendi e smontare casi all’interno di una realtà in tumulto. A Milanello la tensione è alta. Nella confusione che impera e che ha travolto negli ultimi tempi la comunicazione che circonda il Diavolo — ha salutato il capo ufficio stampa Vercellone, che verrà sostituito dall’ex Ferrari Montini — , nella ragnatela è rimasto impigliato stavolta lo storico portavoce di Conceiçao, Francisco Empis (suo collaboratore da 7 anni), colpevole di aver reso noto il malumore dell’allenatore sulla gestione del club. L’allenatore ha negato tutto usando parole durissime: «Non ho capito quello che ha fatto. Non so se per cattiveria o perché è stato pagato da qualcuno. Sono uscite cose non vere, ne risponderà nelle sedi legali». Il risultato: Empis si è dovuto dimettere, eppure il tecnico portoghese in conferenza stampa ha ribadito alcuni dei concetti da lui diffusi (ambiente negativo, non tutti i giocatori in buone condizioni fisiche).

Conceiçao e la fiducia a tempo

Conceiçao, la cui fiducia è a tempo, resta a rischio, tanto che ieri ci ha tenuto a ribadire le sue capacità professionali (con un riferimento al Porto che lo scorso anno ha perso solo ai rigori agli ottavi in Champions contro l’Arsenal): ha le sue colpe, ma è immerso in un contesto complesso. La scelta del nuovo ds racconta la diversità di vedute che regna nel club rossonero. Da un lato c’è Ibrahimovic, senior advisor di RedBird, che la scorsa settimana ha incontrato a Londra con l’azionista di controllo Cardinale tre candidati al ruolo, Tare, Berta e Paratici, virando sull’ex Lazio. Dall’altro c’è l’ad Furlani, volato un paio di giorni fa a New York per un confronto con Cardinale, che sponsorizza Paratici e per questo ha imposto un freno nei dialoghi con Tare. Lo stesso Berta, in origine il preferito e ancora oggi in cima alla lista di Cardinale, se non chiude con l’Arsenal può rientrare in corsa. Giochi di potere che orientano una decisione chiave per il futuro, con Tare che resta favorito.

A Lecce ennesimo bivio per il Milan

In questo clima il Diavolo cerca di rialzare la testa oggi a Lecce, per rientrare almeno nella corsa per l’Europa League. Conceiçao pensa a una piccola rivoluzione: oltre agli squalificati Maignan e Pavlovic, dovrebbero partire dalla panchina Fofana, Leao e forse Gimenez, sostituiti da Sportiello, Thiaw, Bondo, Jimenez e Abraham. Theo Hernandez dovrebbe invece essere al suo posto: «In campo va chi sta meglio», ha spiegato il tecnico. Che chiede uno spirito battagliero: «Tutti devono avere un atteggiamento da soldato: questo messaggio qui non è ancora passato». Poi cita Inzaghi, quando dice con un pizzico di orgoglio: «Lui vuole arrivare al Triplete, ma anche noi possiamo vincere due titoli», riferendosi a Supercoppa e Coppa Italia.

Inzaghi non fa calcoli con il Monza

Situazioni e trofei (eventuali) diversi. Simone stasera contro il Monza vuole continuità e lo stesso grado di attenzione che l’Inter ha avuto a Rotterdam. Una vittoria terrebbe al caldo il primo posto. Torna tra i convocati Carlos Augusto, che ha nelle gambe una mezz’ora: a sinistra giocherà di nuovo Bastoni, in porta confermato Martinez, mentre in attacco con Thuram giocherà Correa, che farà rifiatare Lautaro (non al meglio). Saranno quindi in campo di nuovo i tre diffidati Bastoni, Barella e Mkhitaryan: nessun calcolo in vista della partita con l’Atalanta di domenica prossima. Un passo alla volta, oggi il Monza, martedì il ritorno col Feyenoord, poi Gasperini. Questa è la strada per arrivare al tesoro.

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