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Il pagellone della stagione del Napoli: McTominay straripante, gol pesanti di Anguissa e Raspadori

Scott McTominay 

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I voti ai campioni d’Italia. Nove allo scozzese e al tecnico Conte
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7.5 Meret Si esalta tra i pali della difesa meno battuta d’Europa. Primo portiere nella storia del Napoli a vincere da titolare due scudetti, meglio di Garella e Giuliani. Ha il contratto in scadenza.

8 Di Lorenzo Capitano di due scudetti, eguaglia Maradona. In estate voleva andar via, Conte lo ha convinto a restare. Terzino nella difesa a quattro, braccetto in quella a tre, aggiunge 3 gol e 2 assist.

8 Rrahmani La migliore stagione della carriera, per quantità e qualità. Gioca tutte le partite e diventa il leader della difesa dopo il passato da braccio destro di Koulibaly e Kim.

7.5 Buongiorno L’unica zavorra della sua prima stagione con il Napoli sono gli infortuni che lo costringono a saltare 15 partite. Ma quando c’è, soprattutto a inizio campionato, si esalta come prima pietra della rifondazione di Conte.

Alessandro Buongiorno soffia il pallone all'attaccante del Torino Che Adams 

7.5 O…

7.5 Meret Si esalta tra i pali della difesa meno battuta d’Europa. Primo portiere nella storia del Napoli a vincere da titolare due scudetti, meglio di Garella e Giuliani. Ha il contratto in scadenza.

8 Di Lorenzo Capitano di due scudetti, eguaglia Maradona. In estate voleva andar via, Conte lo ha convinto a restare. Terzino nella difesa a quattro, braccetto in quella a tre, aggiunge 3 gol e 2 assist.

8 Rrahmani La migliore stagione della carriera, per quantità e qualità. Gioca tutte le partite e diventa il leader della difesa dopo il passato da braccio destro di Koulibaly e Kim.

7.5 Buongiorno L’unica zavorra della sua prima stagione con il Napoli sono gli infortuni che lo costringono a saltare 15 partite. Ma quando c’è, soprattutto a inizio campionato, si esalta come prima pietra della rifondazione di Conte.

Alessandro Buongiorno soffia il pallone all'attaccante del Torino Che Adams 

7.5 Olivera Comincia la stagione sulla fascia sinistra e la conclude da difensore centrale, mettendo a frutto pure gli insegnamenti di Bielsa nel suo Uruguay. Garra sudamericana e sapienza tattica, pure per lui l’handicap degli infortuni.

7 Spinazzola Stagione dai due volti: negativa all’inizio e straripante strada facendo, con l’acuto del gol da ex alla Roma. Doveva andare via a gennaio, è rimasto e si è riscoperto anche leader.

7 Juan Jesus Parte da quarta scelta e scala le gerarchie, diventando decisivo durante il doppio stop per infortunio di Buongiorno. Festeggerà i suoi 34 anni con un altro scudetto sul petto.

5 Rafa Marin Bocciato, senza se e senza ma. In estate era arrivato dal Real con l’etichetta di enfant prodige, Conte non lo ha considerato nemmeno un comprimario.

8 Anguissa Leader della vecchia guardia, trasformato alla soglia dei trent’anni da Conte in un centrocampista box to box. Sei gol e quattro assist sono un unicum nella sua lunga carriera, ma anche il biglietto da visita per la nuova avventura che l’aspetta in Arabia.

Frank Zambo Anguissa in azione contro il Parma (ansa)

7.5 Lobotka Centro di gravità della squadra e decisivo in cabina di regia anche con Conte, esattamente come con Spalletti. Il paragone con Iniesta resta ambizioso, ma sempre meno irriverente.

9 McTominay Mvp al suo primo campionato di A: bottino strepitoso di 13 gol e 4 assist. Prenderlo per 30 milioni dal Manchester United è stato l’affare dell’anno. Straripante dal punto di vista fisico, duttile da quello tattico. Ai tifosi azzurri ricorda Marek Hamsik, anche se la sua intelligenza calcistica è più istintiva rispetto a quella dell’ex capitano.

6.5 Gilmour Sgomita all’ombra di Lobotka e ha il merito di farsi trovare pronto ogni volta che c’è bisogno di lui. Ha margini di crescita, il futuro è suo.

6.5 Billing Arriva in prestito a gennaio e sono più le volte che delude. Ma sullo scudetto c’è comunque il suo autografo: il gol del pareggio al Maradona contro l’Inter.

7.5 Politano All’Inter non era riuscito a convincere Conte, impresa che gli riesce invece in azzurro. Diventa intoccabile come esterno a tutta fascia e la sua duttilità viene premiata anche con il ritorno in Nazionale.

7.5 Lukaku Non è Cavani, Higuain e nemmeno Osimhen, ma alla distanza vince lo scetticismo dei tifosi e ripaga la fiducia di Conte, che ha convinto il Napoli a investire su di lui. Big Rom a 32 anni sa essere ancora decisivo: 14 gol, 11 assist e 37 presenze, che ne esaltano anche la continuità.

Romelu Lukaku esulta dopo un gol alla Fiorentina 

7.5 Kvaratskhelia Con 5 gol in 17 partite merita un voto positivo anche lui, pur essendo andato via a metà gennaio. Solo Lukaku, McTominay e Raspadori sono riusciti a segnare di più ma in un campionato intero.

7 Neres I numeri non sono dalla sua parte: appena 3 gol e 5 assist. Ma a frenarlo sono i tanti infortuni, perché quando c’è lascia il segno e spesso straripa.

7.5 Raspadori Comprimario quando la squadra è al completo ma determinante nei frequenti periodi di emergenza in attacco. Diventa decisivo soprattutto nel girone di ritorno con 6 gol pesantissimi, che lo rilanciano anche nell’orbita della Nazionale.

9 All. Conte Smaltisce a tempo di record le macerie del 10° posto e riporta contro ogni pronostico il Napoli in Paradiso, vincendo lo scudetto con un organico limitato e senza avere la squadra più forte del campionato. La base del suo capolavoro è la miglior difesa d’Europa. Ha il merito di esaltarsi nell’emergenza e di crederci sempre.

Antonio Conte, scatenato in panchina (ansa)

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