TORINO – Indispensabile, insostituibile, fondamentale: in due parole Kenan Yildiz. Se questo inizio di stagione ha evidenziato la natura mutevole della Juventus, tra infortuni, turnover e scelte tattiche, l'unico punto fermo di Tudor resta l'attaccante turco. Non solo per il tecnico croato, non solo in questa stagione: a cavallo tra il Mondiale per club e la prima parte dell'annata attuale, Yildiz si è trasformato in "stakanovyildiz", sempre in campo da titolare, tranne in una singola occasione. Se in avanti Tudor predica l'avvicendamento tra i centravanti, il fantasista turco è la certezza su cui costruire l'attacco.
Yildiz sempre in campo
La linea tracciata per definire un prima e un dopo, sono state le due giornate di squalifica per il t…
TORINO – Indispensabile, insostituibile, fondamentale: in due parole Kenan Yildiz. Se questo inizio di stagione ha evidenziato la natura mutevole della Juventus, tra infortuni, turnover e scelte tattiche, l'unico punto fermo di Tudor resta l'attaccante turco. Non solo per il tecnico croato, non solo in questa stagione: a cavallo tra il Mondiale per club e la prima parte dell'annata attuale, Yildiz si è trasformato in "stakanovyildiz", sempre in campo da titolare, tranne in una singola occasione. Se in avanti Tudor predica l'avvicendamento tra i centravanti, il fantasista turco è la certezza su cui costruire l'attacco.
Yildiz sempre in campo
La linea tracciata per definire un prima e un dopo, sono state le due giornate di squalifica per il turco, dopo il fallo da rosso in Juventus-Monza. Yildiz saltò le sfide con Bologna, il giorno del suo compleanno, e Lazio, due partite fondamentali per la Juventus e per la qualificazione alla Champions. Da quel momento in poi, non ha più tirato il fiato. Anzi, nel Mondiale per club ha compiuto un salto di qualità impressionante: mentre tutti arrancavano dopo una stagione sfibrante, lui incantava dall'altra parte dell'Oceano. Da quel momento a oggi, il numero dieci bianconero ha infilato 17 partite da titolare su 18 tra Juventus e Turchia, entrando solo per mezz'ora contro il Manchester City, una partita fine a sé stessa in cui Tudor ha applicato turnover in vista del turno successivo. Sempre in campo, sempre a incantare, quasi a volersi scusare per quel cartellino rosso che sembrava compromettere la corsa Champions della Juventus e che, invece, è stato il trampolino di lancio per il giovane fantasista.
Il punto fermo di questo inizio di stagione
Oggi Yildiz non si è ancora fermato, ottenendo soltanto una manciata di minuti di riposo, se possiamo definirlo così, contro il Milan in campionato. Sempre titolare, sempre pronto a cambiare volto al match con le sue accelerazioni, i suoi cambi di gioco, la sua tecnica sopraffina unita alla freschezza che solo un ventenne può avere. Eppure, anche un giovane accumula stanchezza, seppur con tempi di recupero diversi rispetto a chi ha qualche primavera in più sulle spalle: "L’ho sostituito perché l’ho visto stanco - ha raccontato Tudor dopo la partita con il Milan -: i ragazzi giocano tante partite, non è facile essere sempre freschi. E togliendolo siamo passati al 3-5-2 coprendo meglio il campo ma con due punte". Fondamentale al punto da condizionare le scelte del suo allenatore, che pur avendo tre centravanti ne schiera uno solo per non rinunciare alle sue giocate. La sensazione è che anche se dovesse passare a due punte, Tudor sceglierebbe ancora Yildiz come spalla del riferimento centrale.
Yildiz tra Turchia e Juventus
La pausa per le nazionali non cambia la sostanza. Il riposo non fa parte del programma del giovane attaccante. In questa sosta, esattamente come in quelle precedenti, toglierà la maglia bianconera per indossare quella della Turchia. Montella, proprio come Tudor, conta tanto su Yildiz, lo schiera sempre titolare, dipende dalle sue giocate, dai suoi assist, dai suoi gol. Al ritorno dalla Nazionale, inizierà un periodo tremendo per i bianconeri, tra campionato, compresi gli infrasettimanali, e Champions League. Sette partite in venti giorni, un tour de force in cui Yildiz, molto probabilmente, dovrà trovare una pausa, un momento per rifiatare. Perché il suo essere indispensabile richiede attenzione, per non abbassare la qualità della prestazione e per non affaticarsi in questa fase della stagione. Le alternative non mancano, ma forse la verità è un'altra: non ci sono alternative a Kenan Yildiz. Alla Continassa come in Turchia.