COMO – La sfilza di pareggi, la Juve l'ha interrotta con una rovinosa sconfitta a Como in una domenica quasi tutta sbagliata, segnata dalla confusione e dalla fragilità. Qui i bianconeri non perdevano, in campionato, addirittura dal 1952: in quell'epoca lontana gli eroi di giornata furono tali Giovetti e Baldini, oggi è invece il tempo del sontuoso Nico Paz, che ha deciso la partita con il delizioso assist per Kempf in apertura e il solito implacabile sinistro a giro nel finale, oltre a impreziosirla con una serie di perle disseminate qua e là, mentre la Juve cambiava un modulo dopo l'altro senza mai raccapezzarsi per davvero con nessuno.
Lo strano modulo di Tudor
Tudor ha modificato la Juve con una serie di scelte strane applicate a un modulo scomponibile,…
COMO – La sfilza di pareggi, la Juve l'ha interrotta con una rovinosa sconfitta a Como in una domenica quasi tutta sbagliata, segnata dalla confusione e dalla fragilità. Qui i bianconeri non perdevano, in campionato, addirittura dal 1952: in quell'epoca lontana gli eroi di giornata furono tali Giovetti e Baldini, oggi è invece il tempo del sontuoso Nico Paz, che ha deciso la partita con il delizioso assist per Kempf in apertura e il solito implacabile sinistro a giro nel finale, oltre a impreziosirla con una serie di perle disseminate qua e là, mentre la Juve cambiava un modulo dopo l'altro senza mai raccapezzarsi per davvero con nessuno.
Lo strano modulo di Tudor
Tudor ha modificato la Juve con una serie di scelte strane applicate a un modulo scomponibile, che soltanto verso la mezzora si è stabilizzato in una sorta di 4-3-3 mentre in partenza la difesa era rimasta a tre ma era cambiato tutto il resto: Locatelli era il perno arretrato davanti alla difesa, Koopmeiners la mezzala destra, Thuram aveva un ruolo ibrido alle spalle di David, Cambiaso faceva praticamente la mezzala e Conceiçao e Yildiz stavano molto larghi, partendo di fatto dalla linea laterale. Con questo sistema, che potrebbe numerarsi in un 3-1-2-3-1, i bianconeri sono rimasti a lungo in balia del Como, anche per via del gol incassato quasi subito, quando un cross affilatissimo di Nico Paz da destra ha pescato il compagno più lontano, Kempf, che è sfilato alle spalle del distrattissimo Kalulu punendo Di Gregorio.
L'egoismo di Morata
Il disorientamento juventino è durato un bel pezzo, i contropiedi del Como, schierato prudentemente da Fabregas (squalificato e sostituito in panchina dal vice Guindos) con il terzino Vojvoda e il mediano Caqueret sulla trequarti, sono sempre stati pungenti e sarebbero stati concreti se i tocchi di Vojvoda fossero stati più pertinenti e Morata non avesse esagerato in egoismo.
Le mosse di Tudor migliorano la Juve
La Juve si è affidata quasi esclusivamente agli spunti delle due ali, ma intorno alla mezzora le cose hanno cominciato a cambiare, dopo due impegnative parate di Di Gregorio su Morata e Moreno: i giocatori in campo hanno ritrovato le posizioni, la difesa si è riallineata a 4, Conceiçao e Yildiz si sono accentrati di più e Thuram è arretrato nella posizione di mezzala sinistra, entrando finalmente nel gioco con i suoi abituali strappi. Fino a quel momento aveva toccato appena 7 palloni, risultando il giocatore meno coinvolto della partita, ma poi è diventato un valore aggiunto liberando in qualche modo anche David, che al 36' ha piazzato una zampata delle sue: prodezza vanificata dal precedente fuorigioco di Koopmeiners, visto alla moviola. Al di là di quello, l'olandese ha dato segni di vita, una buona volta. Thuram ha anche sfiorato il pareggio un minuto dopo, e insomma a un certo punto la Juve ha cominciato a essere quello che dovrebbe: una squadra forte, più forte del Como.
Juve scoperta, Nico Paz la punisce
L'avvio di ripresa non è tuttavia stato all'altezza del finale del primo tempo, tant'è che la prima occasione importante l'ha costruita il Como, quando Caqueret ha messo fuori da due passi la respinta di Di Gregorio sul tiro di Vojvoda. La Juve ha poi ripreso in mano il pallino ma senza graffiare davvero, se non per qualche iniziativa di Koopmeiners, prima su punizione e poi con un colpo di testa mandato a fatica in angolo da Butez. Il patatrac è accaduto quando Tudor ha tentato di dare una svolta ulteriormente offensiva alla formazione, passando al 4-2-4 e affiancando Vlahovic a David: nell'azione successiva alla doppia sostituzione (era entrato anche McKennie), la squadra s'è fatta trovare completamente scoperta quando Perrone ha lanciato in contropiede Nico Paz, che s'è fatto beffe di Cambiaso e poi ha battuto Di Gregorio con un sinistro a giro dei suoi. Sipario.
Tudor: “Il primo gol non era da prendere”
"Una partita difficile contro una squadra organizzata bene, nel primo tempo abbiamo preso questo gol all'inizio su calcio piazzato, che non si può prendere", l’analisi di Tudor. “Un primo tempo alla pari. Nel secondo tempo la partita è stata molto spezzettata per i falli, per i loro comportamenti. Poi è finita dopo il 2-0, volevamo fare qualcosa con due attaccanti e non siamo riusciti. Se c'è qualcosa che mi preoccupa? Mi preoccupa sempre tutto, è la vita da allenatore. Su cosa si può fare meglio ne parlerò con la squadra".
Como-Juventus 2-0 (1-0)
Como (4-5-1): Butez, Smolcic (41' st Posch), Diego Carlos (1' st Ramon), Kempf, Alberto Moreno (23' st Valle), Caqueret (23' st Douvikas), Perrone, da Cunha (C), Vojvoda, Nico Paz, Morata (47' st Van der Brempt). (22 Vigorito, 44 Cavlina, 5 Goldaniga, 19 Kuhn, 20 Baturina, 38 Diao, 57 Bonsignori, 99 Cerri). All.: Guindos (Fabregas squalificato).
Juventus (4-3-3): Di Gregorio, Kalulu, Rugani (38' st Kostic), Kelly, Cambiaso (38' st Joao Mario), Koopmeiners (32' st McKennie), Locatelli (32' st Vlahovic), Thuram; Conceicao, David, Yildiz. (1 Perin, 23 Scaglia, 4 Gatti, 17 Adzic, 20 Openda). All.: Tudor.
Reti: nel pt 4' Kempf; nel st 34' Nico Paz.
Recupero: 1' e 8'.
Angoli: 4-1 per il Como.
Ammoniti: Kelly, Moreno, Smoldic, Diego Carlos per gioco falloso.