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Leao show, il Milan batte 2-1 in rimonta la Fiorentina e si prende la vetta solitaria

Leao calcia il rigore della vittoria (afp)

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Succede tutto nella ripresa. Gosens porta avanti i viola, poi sale in cattedra il portoghese che fa doppietta (il secondo su rigore contestatissimo dagli ospiti). Rossoneri soli al comando con un punto su Inter, Napoli e Roma
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Milano – Si è ripreso il Diavolo a modo suo, con un sorriso sfrontato e due spallate che hanno ribaltato la Fiorentina. Tutto incerottato, sotto di un gol e con soli cinque giocatori di movimento in panchina, il Milan si è affidato a Leao, lui ha risposto con una doppietta che ha regalato ad Allegri la vetta della classifica. E, soprattutto, è tornato a segnare a San Siro 512 giorni dopo l’ultima volta. Sul primo gol c’è stata la complicità di De Gea, stranamente goffo. Il timbro sui tre punti Rafa a quattro minuti dal 90’, trasformando un rigore concesso dall’arbitro Marinelli dopo revisione al Var per una smanacciata di Parisi su Gimenez.

Pradé: “Grottesco il rigore per il Milan”

Un episodio che ha portato a lunghe proteste dei viola («Grottesco — ha detto il ds Pradè — …

Milano – Si è ripreso il Diavolo a modo suo, con un sorriso sfrontato e due spallate che hanno ribaltato la Fiorentina. Tutto incerottato, sotto di un gol e con soli cinque giocatori di movimento in panchina, il Milan si è affidato a Leao, lui ha risposto con una doppietta che ha regalato ad Allegri la vetta della classifica. E, soprattutto, è tornato a segnare a San Siro 512 giorni dopo l’ultima volta. Sul primo gol c’è stata la complicità di De Gea, stranamente goffo. Il timbro sui tre punti Rafa a quattro minuti dal 90’, trasformando un rigore concesso dall’arbitro Marinelli dopo revisione al Var per una smanacciata di Parisi su Gimenez.

Pradé: “Grottesco il rigore per il Milan”

Un episodio che ha portato a lunghe proteste dei viola («Grottesco — ha detto il ds Pradè — questo è un errore enorme del Var. Noi ci stiamo giocando la vita, è una cosa scandalosa»), ma che ha lanciato il Diavolo al primo posto in solitaria: ai rossoneri dopo lo scudetto era successo solo una volta in 120 giornate, il 7 ottobre 2023. Sembra passata una vita. Tutto è cambiato, da chi è in campo a chi siede in panchina. Allora c’era Pioli, che ieri ha riassaporato da ex l’atmosfera di San Siro. Il ritorno, poche ore prima di compiere 60 anni e alla panchina numero 500 in serie A, è iniziato con un abbraccio a Ibrahimovic e applausi diffusi della Curva Sud (che ha riportato striscioni e bandiere), ma si è concluso con la quarta sconfitta nei primi sette turni di un campionato finora deludente tanto che la Fiorentina è ultima, con soli 3 punti insieme a Genoa e Pisa. Non rischia il posto nell’immediato, ma certo le prossime sfide con Bologna e Inter (di nuovo al Meazza) diventano zattere a cui aggrapparsi in una tempesta.

Milan sempre dentro la partita

È stata una serata complicata per il Milan, che ha vinto soprattutto con la testa: non ha mai staccato la spina, ha saputo leggere le fasi della partita. Ha subito gol da Gosens, su azione non gli capitava dall’esordio con la Cremonese di fine agosto, ma ha dato comunque una sensazione di solidità diffusa, nonostante le assenze (Pulisic, Rabiot, Estupiñan e Loftus-Cheek le più pesanti). Allegri ha schierato Leao centravanti, un esperimento riuscito a metà. Gimenez, unica punta in rosa, Max se l’è tenuto come arma da usare per cambiare la partita, e così è stato.

Primo tempo opaco

Solo Pavlovic, un difensore, è stato pericoloso nel primo tempo, quando a pochi metri dalla porta ha ciabattato il pallone dopo un regalo di Ranieri. Per il resto il Milan, anche per necessità, ha scelto di tenere i ritmi bassi e la Fiorentina si è adeguata ben volentieri. I viola hanno dato una sensazione di paura, anche nelle rare sortite offensive, spesso concluse con errori banali. Pioli ha schierato davanti il solo Kean, peraltro non al meglio, supportato da Fazzini e Fagioli, troppo leggeri, lasciando Gudmundsson in panchina. Poteva osare di più, anche considerando quanto il Diavolo era rabberciato. Moise si è mosso bene, ma era accerchiato dai centrali e di certo non ha vissuto la sua miglior serata.

Leao in cattedra

La Fiorentina ha avuto il merito di rientrare dagli spogliatoi con uno spirito diverso. Ha alzato il baricentro e, soprattutto, ha iniziato a palleggiare con più coraggio nella trequarti rossonera. Così è il gol di Gosens, un tap-in a porta vuota dopo una sponda aerea di Ranieri. In quel momento Allegri è stato bravo a inserire subito Gimenez. Così è girata la partita. Leao si è spostato sulla sua mattonella preferita, a sinistra, e da lì ha bruciato Mandragora e battuto De Gea, pure abbastanza lento nel tuffo, tra le proteste della Fiorentina che aspettava il rientro di Ranieri, a bordo campo dopo una manata di Fofana. Gimenez ha prima sfiorato il gol, poi si è procurato il rigore del sorpasso, assegnato dall’arbitro Marinelli dopo lunga attesa, con annessi secondi di tensione per l’annuncio della decisione a microfono spento. Finale ad alta tensione, poi è partita la festa: il Milan ora può davvero sognare in grande.

Milan-Fiorentina 2-1 (0-0)

Milan (3-5-1-1): Maignan 5.5 – Tomori 6, Gabbia 6, Pavlovic 5.5 – Athekame 5.5 (12’ st Gimenez 6.5), Fofana 5.5, Modric 6.5, Ricci 6, Bartesaghi 6 – Saelemaekers 6.5 (45’ st De Winter sv) – Leao 7.5 (48’ st Balentien sv). All. Allegri 8.
Fiorentina (3-4-2-1): De Gea 5.5 – Pongracic 6, Marì 6, Ranieri 6 – Dodo 5.5, Mandragora 5 (43’ st Dzeko sv), Nicolussi Caviglia 5.5 (43’ st Sohm sv), Gosens 6.5 (25’ st Parisi X) – Fazzini 6 (25’ st Gudmundsson 5.5), Fagioli 6 – Kean 5.5 (32’ st Piccoli 5.5). All. Pioli 5.
Arbitro: Marinelli 5.5.
Reti: Reti 10’ st Gosens, 18’, 41’ st Leao
Note: ammoniti Athekame, Nicolussi Caviglia, Fofana, Tomori, Parisi, Ranieri.
Spettatori: 71.475.

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