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Febbre australiana, Allegri si schiera: “Milan-Como in Italia”

Massimiliano Allegri 

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La capolista stasera contro il Pisa. In bilico il match a Perth: tecnico e giocatori contrari. E manca il sì della confederazione asiatica
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MILANO – Un gran pasticcio. La corsa in Australia di Milan e Como ha subito un forte rallentamento. La sensazione è che i club e la Lega calcio avessero cantato vittoria troppo presto. Così, nel giorno in cui il Diavolo sfida il Pisa a San Siro per lanciare una mini-fuga in campionato — Leao-Gimenez davanti, non recupera Loftus-Cheek — l’attenzione è tutta su quello che potrebbe succedere a febbraio: si giocherà a Perth?

Quali sì mancano

Questo il quadro: il calcio italiano (Lega di A, Figc, assocalciatori) si è schierato compatto sul sì — basti pensare che all’assemblea di A il voto favorevole sulla proposta è stato unanime tra i 20 club — ma staff tecnico e giocatori coinvolti preferirebbero restare in Italia. Dopo l’ok «in via eccezionale» della Uefa restano…

MILANO – Un gran pasticcio. La corsa in Australia di Milan e Como ha subito un forte rallentamento. La sensazione è che i club e la Lega calcio avessero cantato vittoria troppo presto. Così, nel giorno in cui il Diavolo sfida il Pisa a San Siro per lanciare una mini-fuga in campionato — Leao-Gimenez davanti, non recupera Loftus-Cheek — l’attenzione è tutta su quello che potrebbe succedere a febbraio: si giocherà a Perth?

Quali sì mancano

Questo il quadro: il calcio italiano (Lega di A, Figc, assocalciatori) si è schierato compatto sul sì — basti pensare che all’assemblea di A il voto favorevole sulla proposta è stato unanime tra i 20 club — ma staff tecnico e giocatori coinvolti preferirebbero restare in Italia. Dopo l’ok «in via eccezionale» della Uefa restano tre step da superare: il sì di Fifa, federcalcio australiana e Afc (la confederazione asiatica, dove è iscritta l’Australia). Sull’orientamento di quest’ultimo organo si sta giocando la sfida, totalmente politica.

Cesc Fabregas (reuters)

Fabregas: “Possibile che non si giochi”

Ieri Allegri si è sbilanciato: «Se si giocherà in Italia meglio, altrimenti ci organizzeremo per andare in Australia. Ma va presa una decisione presto, noi ci adegueremo». Il collega Fabregas ha confermato la sua posizione, contraria alla trasferta transoceanica: «La gente è la cosa più importante: fanno sacrifici, usano il proprio stipendio per seguirci. Non è confermato, è possibile che non si giochi lì». Voci che si aggiungono a quelle dei calciatori che già si erano esposti: Rabiot aveva definito «folle» giocare a Perth, Maignan aveva sottolineato come si pensi molto «all’aspetto finanziario e si dimenticano altre cose. Noi perdiamo la possibilità di giocare in casa».

Villarreal-Barcellona non trasloca

Il valore di San Siro, il viaggio di 20 ore e l’estate australiana, così lontana dall’inverno milanese, con il conseguente rischio infortuni. Pressioni rinnovate martedì, quando la Liga spagnola ha accantonato il progetto di portare Villarreal-Barcellona a Miami per il dietrofront degli organizzatori (Relevant Sport), intimoriti dalla protesta dei calciatori (fermi i primi 15 secondi di gara nell’ultimo turno).

La protesta dei giocatori della Liga 

Pressioni sulla confederazione asiatica

L’invasione di campo degli spagnoli, la cui unica esigenza era di tipo economico (a differenza del Milan, che l’8-9 febbraio avrà San Siro destinato ai Giochi), non ha aiutato la Lega di A. Il nodo ora è il parere dell’Asian Football Confederation. Possibile che si tiri indietro? Non è da escludere. In Inghilterra il Guardian scrive che l’Afc starebbe subendo forti pressioni dalla Uefa per negare il proprio via libera. Sì, la stessa Uefa che due settimane fa aveva concesso semaforo verde.

La Fifa non è convinta

Premier e Bundesliga remano contro, come l’Unione Europea. C’è di più: la Fifa, che trasmetterà la sua decisione per ultima, non è affatto convinta della soluzione. Il presidente Infantino ha definito «rischioso» giocare Milan-Como a Perth: «Il tema delle gare dei campionati all’estero va regolato tenendo conto degli interessi di tutti». La Lega resta ferma sulla sua posizione, così come le società coinvolte: attendono i responsi in sospeso, di quelle scelte prenderanno atto. Ma la sensazione, diffusa, è che il partito dei no stia avendo la meglio.

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