Roma, gli attaccanti non fanno gol: Gasperini sta perdendo il suo marchio di fabbrica
di Silvia ScottiRoma – Due numeri e un manciata di parole che sono già una condanna. Una classifica che aveva nascosto i problemi. O almeno li aveva allontanati. Giocatori fuori forma e non all’altezza. La Roma è piena di difetti e non riesce a fare molto per nasconderli. Se a una squadra mediocre come il Viktoria Plzen, 13 gol incassati in 12 partite del campionato della Repubblica Ceca non in Premier League, la squadra di Gasperini ha segnato solo su rigore non c’è da scavare molto per capire dove è il problema. E se l’allenatore, irritato dopo la sconfitta, parla di giocatori che devono farsi un esame di coscienza e che “non segnano da troppo tempo”, si individua il limite più grande.
Due centravanti, un gol in dieci gare
La fase offensiva, il marchio di fabbrica di Gasperini, è un disast…
Roma – Due numeri e un manciata di parole che sono già una condanna. Una classifica che aveva nascosto i problemi. O almeno li aveva allontanati. Giocatori fuori forma e non all’altezza. La Roma è piena di difetti e non riesce a fare molto per nasconderli. Se a una squadra mediocre come il Viktoria Plzen, 13 gol incassati in 12 partite del campionato della Repubblica Ceca non in Premier League, la squadra di Gasperini ha segnato solo su rigore non c’è da scavare molto per capire dove è il problema. E se l’allenatore, irritato dopo la sconfitta, parla di giocatori che devono farsi un esame di coscienza e che “non segnano da troppo tempo”, si individua il limite più grande.
Due centravanti, un gol in dieci gare
La fase offensiva, il marchio di fabbrica di Gasperini, è un disastro. E c’è un numero impietoso che evidenzia il problema: un solo gol in dieci partite per due centravanti. Ferguson non ha mai segnato da inizio stagione. Non è in forma, è tornato dalla nazionale con qualche chilo in più, fatica a tenere i ritmi in allenamento, non riesce a partecipare al gioco. Dovbyk ha un solo gol, contro il Verona. Due rigori sbagliati nella stessa partita, contro il Lille. Si nasconde dietro agli avversari, è macchinoso, non riesce a valorizzare i movimenti degli altri attaccanti. Gioca perché Gasperini considera Ferguson ancora meno utile, ma nella testa dell’allenatore resta quello che al derby “mai pensato di farlo entrare, quando sarà convinto lo farò giocare”. Poca convinzione, mancanza di cattiveria, scarsa capacità di immagazzinare i movimenti che dovrebbe fare.
L’assenza di Angelino
Il problema più grande Gasperini ce l'ha lì, in attacco, dove i soli Soulé, con tre gol in stagione e Dybala, che sta tornando dopo lo stop ai suoi livelli, gli stanno dando poche preoccupazioni. Lo aveva detto a inizio stagione e i (gol) fatti gli stanno dando ragione. C’è poi Angelino, che non potrà dare il contributo per un po’. Al contrario di Ferguson è troppo magro, ha perso chili e forza. Avrà bisogno di un periodo lungo per riatletizzarsi. E lì a sinistra Gasp è costretto ad adattare Wesley, tanta buona volontà e molta confusione.
Mercato evanescente, si salva solo Wesley
Wesley è l’unico, finora, a salvarsi dei nuovi arrivati. E qui spunta l’ultimo problema. Il mercato è finora bocciato. Il ds Massara è stato costretto a muoversi nelle maglie strettissime del fair play finanziario, ma la fantasia non è stata sufficiente a superare il limite di mancanza di soldi. Non sono arrivati giocatori che l’allenatore aveva chiesto. E chi è arrivato ha deluso. Tsimikas sarebbe il vice Angelino, quando ha giocato è stato un disastro. Ghilardi non entra in campo, per lui zero minuti. Ziolkowski contro il Viktoria Plzen ha dimostrato di non essere ancora all’altezza, sua la totale responsabilità del primo gol dei cechi. El Aynaoui è un mistero, sembra una mezzala, sembra anche avere un altro passo, ma non riesce a inserirsi nel centrocampo, fa spesso confusione e sceglie la soluzione troppo facile per sbagliare meno. Resta Bailey, che si è infortunato appena sceso dall’aereo ed è rientrato ora. Un giocatore diverso, con dribbling e velocità, ma che per lo stop, la condizione da ritrovare, pur non essendo ancora bocciato non dato nulla.