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Calhanoglu e Sucic, gol d’autore: l’Inter si rialza e batte 3-0 la Fiorentina

Hakan Calhanoglu esulta (afp)

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Dopo il ko di Napoli, grande reazione della squadra di Chivu. Nella ripresa decidono le prodezze del turco (doppietta su rigore) e del croato
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Milano – Visto che i palloni normali De Gea li parava tutti, per batterlo l’Inter ha dovuto inventarsene due straordinari. Dopo un tempo in cui il portiere spagnolo ha bloccato o deviato ogni tentativo di segnare degli attaccanti nerazzurri, a stendere la Viola nella ripresa hanno pensato due centrocampisti: Calhanoglu, che ha trovato il sesto centro personale contro la Fiorentina con un gran colpo da fuori, e Sucic, che tre minuti dopo ha fatto il suo primo gol interista, dribblando mezza difesa, segnando da tre metri e venendo poi travolto dai compagni. Il tre a zero finale di Calha (capocannoniere del campionato insieme a Orsolini) — ventisettesimo rigore segnato in maglia nerazzurra su ventotto — è arrivato nel finale, quando ormai la partita aveva poco da dire.

«La cronaca della gara»

L’aggancio al Milan

In quella mischia disordinata di maglie nerazzurre, seguita alla rete del giovane croato, i giocatori di Cristian Chivu hanno sfogato tutta l’ansia e la sofferenza degli ultimi g…

Milano – Visto che i palloni normali De Gea li parava tutti, per batterlo l’Inter ha dovuto inventarsene due straordinari. Dopo un tempo in cui il portiere spagnolo ha bloccato o deviato ogni tentativo di segnare degli attaccanti nerazzurri, a stendere la Viola nella ripresa hanno pensato due centrocampisti: Calhanoglu, che ha trovato il sesto centro personale contro la Fiorentina con un gran colpo da fuori, e Sucic, che tre minuti dopo ha fatto il suo primo gol interista, dribblando mezza difesa, segnando da tre metri e venendo poi travolto dai compagni. Il tre a zero finale di Calha (capocannoniere del campionato insieme a Orsolini) — ventisettesimo rigore segnato in maglia nerazzurra su ventotto — è arrivato nel finale, quando ormai la partita aveva poco da dire.

«La cronaca della gara»

L’aggancio al Milan

In quella mischia disordinata di maglie nerazzurre, seguita alla rete del giovane croato, i giocatori di Cristian Chivu hanno sfogato tutta l’ansia e la sofferenza degli ultimi giorni: per la sconfitta di Napoli, per una classifica che di colpo minacciava di mettersi in salita e che invece torna a sorridere con l’aggancio al Milan, e soprattutto per una vigilia agitata dall’incidente d’auto che ha coinvolto il secondo portiere Josep Martinez, indagato per omicidio stradale dopo avere travolto col suo suv la moto-carrozzina dell’ottantunenne Paolo Saibene. Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha espresso condoglianze, in pubblico e in privato, alla famiglia dell’uomo, a nome proprio, del club e del giocatore, che la partita l’ha vita in tv. Potrà stare a riposo fino a quando non si sentirà di rientrare. A seguirlo è una psicologa, che il club mette a disposizione anche dei suoi compagni.

Pioli traballa, decisive le sfide con Lecce e Genoa

Nella serata in cui l’Inter si è ridestata da tanti problemi dentro e fuori dal campo — sostenuta dalla curva che è tornata a tifare dopo due mesi di sciopero del tifo per la gestione dei biglietti — la Viola ha invece confermato tutti i suoi guai. Nessuno chiedeva a Stefano Pioli di vince a San Siro, ma la sua situazione si fa ancora più complicata: quattro punti in nove partite, senza nemmeno una vittoria, sono la peggior partenza di sempre per la squadra in Serie A. E se non ne porterà a casa sei nelle prossime sfide a Lecce e Genoa, è più che probabile che per il big match del 22 novembre al Franchi contro la Juventus di Spalletti ci sarà un altro tecnico.

Calhanoglu e Sucic, gol d’autore

Per provare a tenersi a galla, Pioli al via ha cambiato quattro uomini rispetto al pareggio con il Bologna di domenica: davanti a San De Gea, ha schierato Comuzzo e il disastroso Viti — espulso per il fallo da rigore su Bonny — al posto di Pongracic e Ranieri. In mezzo al campo, spazio a Ndour e Sohm per Fagioli e Nicolussi Caviglia. Tentativi vani di rimescolare le carte, in un mazzo senza assi né re. Nemmeno Kean, incapace di caricarsi la squadra sulle spalle, come i tifosi gli chiedono di fare. Nell’Inter, Chivu ha sostituito l’infortunato Mkhitaryan con Sucic, eroe di serata, schierato accanto a Barella e Calhanoglu. In attacco, in attesa del pieno recupero di Thuram, al fianco di Lautaro ha lanciato Pio Esposito, menato dagli avversari anche oltre il ragionevole. Oneri e onori, di essere considerato dagli avversari, a ragione, un vero centravanti e non più un cucciolo d’ariete.

Inter (3-5-2): Sommer 6-Akanji 7, Bisseck 6,5, Bastoni 6,5(44’st Frattesi sv) - Dumfries 6,5(32’st Carlos Augusto 6), Barella 6(39’st Zielinski sv), Calhanoglu 7,5, Sucic 7,5, Dimarco 6,5- Esposito 6,5(32’st Bonny 6), Lautaro 6(44’st Luis Henrique sv). All. Chivu 7

Fiorentina (3-5-2): De Gea 7,5- Comuzzo 5, Marì 5, Viti 5 - Dodo 4,5, Sohm 6(17’st Fagioli 5,5), Mandragora 5(30’st Dzeko sv), Ndour 5,5, Gosens 5(32’st Fortini sv) - Gudmundsson 5,5(17’st Fazzini 5), Kean 5,5. All. Pioli 4,5

Arbitro: Sozza 6

Marcatori: 21’st Calhanoglu, 25’st Sucic, 42’st Calhanoglu

Note: ammoniti Esposito

Espulso: Viti

Spettatori: 71.096 (settore ospiti: 660)

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