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L’era Spalletti si apre con una vittoria: la Juventus batte 2-1 la Cremonese

Seconda vittoria consecutiva della Juve (ansa)

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Vittoria esterna targata Kostic e Cambiaso nella prima del nuovo tecnico. Nel finale accorcia Vardy con una prodezza
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Cremona – La Juve non poteva perdere per sempre, come se fosse il personaggio di un film apocalittico, e ha un senso che abbia smesso di farlo da quando c’è Spalletti, prima in remoto (mercoledì sera contro l’Udinese) e adesso in presenza. Non è una coincidenza, o non del tutto, perché la squadra che dopo il rapporto con Tudor aveva interrotto anche la sfilza di partite brutte, perse e senza gol, adesso gioca quantomeno con una predisposizione d’animo diversa, come sempre quando un allenatore cambia e gli stimoli si rinfrescano. Il 2-1 alla Cremonese, con una serie di palpitazioni finali causate dal gran gol di Vardy che aveva rimesso in bilico il risultato, è una vittoria a chiazze, con cose buone e altre meno, con squarci di novità e il solito affioramento dei vecchi vizi, perché una formazione fragile non può diventare di colpo di granito.

«La cronaca della gara»

La mossa a sorpresa Koopmeiners

Spalletti ci ha messo subito qualcosa di suo anche a livello tecnico, non solamente psic…

Cremona – La Juve non poteva perdere per sempre, come se fosse il personaggio di un film apocalittico, e ha un senso che abbia smesso di farlo da quando c’è Spalletti, prima in remoto (mercoledì sera contro l’Udinese) e adesso in presenza. Non è una coincidenza, o non del tutto, perché la squadra che dopo il rapporto con Tudor aveva interrotto anche la sfilza di partite brutte, perse e senza gol, adesso gioca quantomeno con una predisposizione d’animo diversa, come sempre quando un allenatore cambia e gli stimoli si rinfrescano. Il 2-1 alla Cremonese, con una serie di palpitazioni finali causate dal gran gol di Vardy che aveva rimesso in bilico il risultato, è una vittoria a chiazze, con cose buone e altre meno, con squarci di novità e il solito affioramento dei vecchi vizi, perché una formazione fragile non può diventare di colpo di granito.

«La cronaca della gara»

La mossa a sorpresa Koopmeiners

Spalletti ci ha messo subito qualcosa di suo anche a livello tecnico, non solamente psicologico. La mossa a sorpresa è stata l’arretramento in difesa di Koopmeiners, piazzato a governare il centro-sinistra: l’ha fatto con ordine e lucidità, dando indicazioni ai compagni a gesti e parole e distinguendosi per un salvataggio decisivo nella ripresa. Lucio ha rivangato i vecchi tempi dell’Az, quando l’olandese faceva il difensore centrale (giocò l’intera stagione 2018/2019 in quella posizione), e d’altronde ne aveva accennato nella conferenza di venerdì: evidentemente l’idea gli ronzava già in testa. Buona anche la scelta di riproporre in attacco la coppia Vlahovic-Openda: non si sa se fosse stato lui a suggerirla a Brambilla, che l’ha presentata contro l’Udinese, o se ne abbia fatto copia-incolla (come del modulo, il 3-5-2, e del rilancio del decisivo Kostic, che ieri ha festeggiato due volte: «Era il compleanno mio e della Juventus»), fatto sta che quei due stanno bene assieme. Il belga non è una delizia di tecnica, però si muove di continuo, è rapido, sfibra le difese e ieri ha tirato anche quattro volte verso la porta, peraltro senza mai centrarla: è un buon gregario per Vlahovic, che anche a Cremona ha giocato col piglio del trascinatore. Sembra un altro.

Il gol immediato di Kostic

Il gol arrivato subito ha senz’altro agevolato il lavoro, così come gli svarioni dei difensori della Cremo, specializzati nell’assist al contrario: la palla dello 0-1 a Kostic l’ha data Vandeputte, quella dello 0-2, a Cambiaso, Terracciano, ma prima gli juventini avevano tenuto a lungo palleggio e pallone, scambiandoselo con pazienza fino ad aprire lo spazio giusto: è un principio di spallettismo? La Juve non ha comunque saputo mantenere continuità per l’intero match: è questo il vizio principale che s’è portata dietro.

La seconda giovinezza di Vardy

Il periodo migliore è stata la fase iniziale e in generale il primo tempo, quando i bianconeri sono riusciti a scollegare Bonazzoli e Vardy dal centrocampo, ma nella ripresa i ritocchi di Nicola (Vandeputte regista, Bondo alla sua destra e Payero a sinistra) hanno ripristinato un certo equilibrio, accentuato dai cambi e dal bel gol di Vardy, sempre allarmante per qualunque difensore: è scattato come un fulmine su un meraviglioso lancio al volo di cinquanta metri di Johnsen incenerendo Gatti nel contrasto e Di Gregorio in diagonale.

Cremonese (3-5-2) Audero 6.5 – Terracciano 5, Baschirotto 5.5, Bianchetti 5.5 – Barbieri 6 (36’ st Johnsen 6.5), Payero 5.5, Bondo 5.5 (17’ st Sarmiento 6), Vandeputte 6.6, Floriani Mussolini 5 (26’ st Faye sv) – Vardy 7, Bonazzoli 5.5 (26’ st Vazquez 6). All. Nicola 6.

Juventus (3-5-2) Di Gregorio 6 – Kalulu 6, Gatti 5, Koopmeiners 6.5 – Cambiaso 7, McKennie 6.5 (40’ st Rugani sv), Locatelli 6, Thuram 6 (34’ st Adzic sv), Kostic 7 (34’ st Joao Mario sv) – Vlahovic 6.5 (40’ st David sv), Openda 6.5 (19’ st Conceiçao 6.5). All. Spalletti 6.5.

Arbitro: Chiffi 6.

Reti: 2’ pt Kostic, 23’ st Cambiaso, 38’ st Vardy

Note: ammoniti Bianchetti, Spalletti. Spettatori 14.868.

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