Napoli - L'anticipo pomeridiano al Maradona si è concluso con un pareggio senza gol, sufficiente al Napoli per rimanere almeno per una notte da solo al vertice della classifica e al Como per rimanere ai margini della zona Champions, al termine di una partita in cui la squadra di Fabregas ha brillato per organizzazione personalità. Conte deve invece ringraziare per il secondo rigore parato in quattro giorni il portiere Milinkovic, che ha permesso ai compagni di rimanere in partita nel primo tempo e venire fuori parzialmente alla distanza, senza peraltro trovare il guizzo decisivo. Sono mancate all'appello le stelle, con Hojlund da una parte e Nico Paz dall'altra incapaci di lasciare il segno. In difficoltà anche l'arbitro Zufferli, tra i peggiori in campo.
Una lunghissima fase di studio
Era una sfida ad alta quota e l'anticipo pomeridiano al Maradona è stato caratterizzato quasi fisiologicamente da una lunga fase di studio, con le due squadre che si sono inizial…
Napoli - L'anticipo pomeridiano al Maradona si è concluso con un pareggio senza gol, sufficiente al Napoli per rimanere almeno per una notte da solo al vertice della classifica e al Como per rimanere ai margini della zona Champions, al termine di una partita in cui la squadra di Fabregas ha brillato per organizzazione personalità. Conte deve invece ringraziare per il secondo rigore parato in quattro giorni il portiere Milinkovic, che ha permesso ai compagni di rimanere in partita nel primo tempo e venire fuori parzialmente alla distanza, senza peraltro trovare il guizzo decisivo. Sono mancate all'appello le stelle, con Hojlund da una parte e Nico Paz dall'altra incapaci di lasciare il segno. In difficoltà anche l'arbitro Zufferli, tra i peggiori in campo.
Una lunghissima fase di studio
Era una sfida ad alta quota e l'anticipo pomeridiano al Maradona è stato caratterizzato quasi fisiologicamente da una lunga fase di studio, con le due squadre che si sono inizialmente affrontate con rispettosa e prudente circospezione, sapendo di avere un margine di errore ancora più limitato rispetto alla norma. Ma a rompere gli indugi per primo e con grande personalità è stato un po' a sorpresa il Como, che ha alzato come sua abitudine in maniera esasperata il pressing e ha obbligato il Napoli a perdere metri. Nemmeno l'infortunio dopo pochi minuti di Kempf ha incrinato le certezze della formazione di Fabregas, mentre il recupero dopo due mesi di Rrahmani non è bastato agli azzurri per evitare qualche imbarazzo di troppo nei disimpegni. Pochi i palloni giocabili in attacco per Neres e Hojlund, sovente isolati e con le spalle alla porta.
Milinkovic infallibile pararigori
Dall'altra parte si è invece spalancato all'improvviso il varco giusto per Morata, pronto a rubare il tempo a Milinkovic e a farsi stendere in area. L'arbitro Zufferli ha assegnato senza esitazioni il rigore e sul dischetto è andato proprio il centravanti spagnolo, che si è fatto tuttavia ipnotizzare dal portiere avversario (26'). Secondo penalty parato in quattro giorni dal gigante serbo, dopo quello di Lecce. Il risultato non s'è dunque sbloccato ed è aumentato il nervosismo in campo, con quattro ammonizioni equamente ripartite e il direttore di gara in difficoltà nella gestione della partita. I campioni d'Italia si sono scossi paradossalmente dopo l'uscita per infortunio di Gilmour e pure Butez è stato impegnato per due volte: da McTominay (32') e dal nuovo entrato Elmas (45'). Appena quattro i minuti del recupero alla fine di un primo tempo caratterizzato da continue interruzioni, al di là dei due cambi e della revisione al Var. Altra pecca di un arbitraggio insufficiente.
Il Como fa più gioco, ma di emozioni ce ne sono poche
Ma è stato un pomeriggio di grande difficoltà soprattutto per il Napoli, che ha perso nell'intervallo per un problema fisico anche Spinazzola. Dentro al suo posto lo spagnolo Gutierrez, subito protagonista con un tiro dalla distanza (2') di poco alto. L'iniziativa ha però continuato a mantenerla il Como e Fabregas ha pagato con un cartellino giallo la foga con cui ha spinto alla carica i suoi dalla panchina. Conte ha invece chiesto a McTominay di avvicinarsi a Hojlund e gli azzurri sono arrivati per due volte al tiro con Politano, impegnando soprattutto al 12' l'attento Butez. Le emozioni sono però rimaste poche e in campo ha prevalso il nervosismo, complice la direzione di gara non all'altezza di Zufferli: troppo tollerante su falli e ostruzionismo. Di Hojlund (34') l'unico guizzo sotto porta: colpo di testa parato da Butez. I cambi sono serviti solo al Maradona per rivedere Lobotka e nessuno dei nuovi entrati è riuscito a lasciare il segno. Inevitabile il pareggio senza gol, fotografia di una partita in cui le stelle (McTominay e Nico Paz) sono rimaste a guardare ed è mancato lo spettacolo.
Conte a Fabregas: “I tuoi si tuffano sempre”
«Nel secondo tempo siamo stati in campo solo noi — ha dichiarato Conte — Sono orgoglioso dei miei e ora pensiamo alla Champions League». Poi la stoccata a Fabregas: “I tuoi si tuffano sempre”. Qualche rimpianto invece per lo spagnolo. «Abbiamo fatto un altro step di crescita importante. Quando si gioca così bene, però, bisognerebbe vincere».
Napoli-Como 0-0
Napoli (4-3-3): Milinkovic-Savic 7.5 - Di Lorenzo 5.5, Rrahmani 6, Buongiorno 6.5, Spinazzola 6 (1' st Gutierrez 6) - Anguissa 6, Gilmour 6 (38' pt Elmas 6), McTominay 6 - Politano 6.5 (42' st Lobotka sv), Hojlund 5.5 (42' st Lucca sv), Neres 5.5 (28' st Lang 6). All. Conte 6.
Como (4-2-3-1): Butez 6.5 - Smolcic 5.5 (26' st Posch 6), Ramon 6.5, Kempf sv (8'p t Carlos 6.5), Valle 6 - Caqueret 6.5 (26' st Da Cunha 6), Perrone 6.5 - Addai 6.5 (37' st Rodriguez sv), Paz 5.5, Diao 6.5 - Morata 5 (37' st Douvikas sv). All. Fabregas 6.5.
Arbitro: Zufferli 5
Note: amm. Perrone, Anguissa, Smolcic, Fabregas, Politano e Elmas. Spettatori 50 mila circa.