FIRENZE – Buio pesto, con la classifica che piange e una squadra che non sa più vincere. Dopo la maxi contestazione con striscioni nella giornata di sabato e l’addio al direttore sportivo Daniele Pradé la Fiorentina cade in casa anche con il Lecce (0-1), chiudendo senza vittorie le prime dieci giornate di campionato e restando in piena zona retrocessione. Il destino di Stefano Pioli sembra segnato. La società ha deciso per il silenzio stampa e il ritiro permanente al Viola Park.
Decide il gol di Berisha
A decidere una partita svolta in un clima ostile, con una curva che ha protestato contro la squadra e la dirigenza un gol di Berisha nel primo tempo, abile a inserirsi e a trafiggere De Gea su un bel cross dalla destra di Morente. Il Lecce ha poi meritato il secondo su…
FIRENZE – Buio pesto, con la classifica che piange e una squadra che non sa più vincere. Dopo la maxi contestazione con striscioni nella giornata di sabato e l’addio al direttore sportivo Daniele Pradé la Fiorentina cade in casa anche con il Lecce (0-1), chiudendo senza vittorie le prime dieci giornate di campionato e restando in piena zona retrocessione. Il destino di Stefano Pioli sembra segnato. La società ha deciso per il silenzio stampa e il ritiro permanente al Viola Park.
Fiorentina, rigore concesso e poi revocato contro il Lecce. Ranieri: “Faccio un casino se non lo dà”
Decide il gol di Berisha
A decidere una partita svolta in un clima ostile, con una curva che ha protestato contro la squadra e la dirigenza un gol di Berisha nel primo tempo, abile a inserirsi e a trafiggere De Gea su un bel cross dalla destra di Morente. Il Lecce ha poi meritato il secondo successo esterno, dopo quello di Parma, che vale un bel balzo in classifica, giocando un primo tempo di buon calcio e una ripresa di contenimento difensivo, senza mai rischiare praticamente nulla.
Falcone dice no a Kean
Dall’altra parte la Fiorentina conferma tutta l’involuzione di un inizio di stagione disastroso. Un solo tiro realmente pericoloso, quello di Kean fermato sulla linea di porta da Falcone, poi zero gioco, pochi passaggi di fila tanti lanci lunghi e tanta paura, nel prendersi le responsabilità in un momento così decisivo. Al triplice fischio di Rapuano - che aveva assegnato e poi tolto un rigore per fallo di Pierotti su Ranieri - esulta Di Francesco che oltre ai complimenti stavolta porta a casa punti pesantissimi per la salvezza.
La contestazione
Quello che adesso diventa l’obiettivo principale dei viola. Mestamente in zona retrocessione, senza direttore sportivo e con una città in fermento. La curva ha cantato ininterrottamente “Pioli salta la panchina”, emblema di un tecnico anche lui a fine corsa e al termine della gara ha contestato la squadra. Dopo un’estate di proclami, sogni Champions, svaniti dopo appena due mesi. E zero vittorie.
Fiorentina-Lecce 0-1 (0-1)
Fiorentina (3-5-2): De Gea, Pongracic, Comuzzo (32' st Fazzini), Ranieri, Dodò, Ndour (1' st Sohm), Nicolussi Caviglia (1' st Mandragora), Fagioli (1' st Gudmundsson), Fortini, Dzeko (15' st Piccoli), Kean. (30 Martinelli, 1 Lezzerini, 18 Marì, 23 Kospo, 60 Kuoadio, 65 Parisi, 24 Richardson). All. Pioli
Lecce (4-2-3-1): Falcone, Veiga, Gaspar, Gabriel, Gallo, Ramadani, Coulibaly, Morente (44' st Drame, Berisha (31' st Maleh), Banda (28' st Pierotti), Stulic (44' st Camarda). (1 Frucht, 32 Samooja, 21 Kouassi, 3 Ndaba, 5 Siebert, 14 Helgason, 77 Kaba, 6 Sala, 23 Sottil, 11 N'Dri). All. Di Francesco
Arbitro: Rapuano di Rimini
Reti: nel pt 23' Berisha
Angoli: 4 a 4
Ammoniti: Nicolussi Caviglia, Fagioli, Veiga, Kean per gioco falloso, Ranieri per proteste.
Recupero: 1' e 6'
Spettatori: 18.184, incasso 412.397 euro