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Una nuova Juve riparte dalle certezze: “Impegno e orgoglio”

Vlahovic esulta dopo un gol 

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All’assemblea dei soci l’azionista Elkann ribadisce il legame con il club. Alle 18 il derby: Spalletti lo ha già vinto in due città
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TORINO – Spalletti è il nuovo allenatore da poco più di una settimana, Comolli è diventato nuovo consigliere d’amministrazione del club (e prossimamente ad, cioè plenipotenziario) giusto ieri e insomma sono giorni di inizio, per la Juventus, che dal mese prossimo avrà anche tre nuovi dirigenti — Ottolino come ds, anche se ci sono altri colloqui in corso, Silverstone al marketing e Vercellone alla comunicazione — e nuove sono pure le rinfrescate ambizioni, a sentire i giocatori che hanno sentito Spalletti.

Elkann: “Pienamente impegnati nella Juve”

Resta invece tradizionale e intatta la proprietà, perché John Elkann, con una dichiarazione alla Reuters, ha ribadito di non avere intenzione di vendere le quote di Exor, azionista juventino di maggi…

TORINO – Spalletti è il nuovo allenatore da poco più di una settimana, Comolli è diventato nuovo consigliere d’amministrazione del club (e prossimamente ad, cioè plenipotenziario) giusto ieri e insomma sono giorni di inizio, per la Juventus, che dal mese prossimo avrà anche tre nuovi dirigenti — Ottolino come ds, anche se ci sono altri colloqui in corso, Silverstone al marketing e Vercellone alla comunicazione — e nuove sono pure le rinfrescate ambizioni, a sentire i giocatori che hanno sentito Spalletti.

Elkann: “Pienamente impegnati nella Juve”

Resta invece tradizionale e intatta la proprietà, perché John Elkann, con una dichiarazione alla Reuters, ha ribadito di non avere intenzione di vendere le quote di Exor, azionista juventino di maggioranza: «Rimaniamo pienamente impegnati nei confronti della Juventus e siamo orgogliosi di esserne l’azionista di controllo da oltre un secolo», ha puntualizzato. «Sosteniamo il nuovo cda e il nuovo management poiché la nostra priorità resta quella di coniugare risultati sportivi solidi con disciplina finanziaria. Siamo e siamo sempre stati aperti a idee costruttive da parte di tutti gli stakeholder che condividono la nostra ambizione e la nostra passione per il club».

John Elkann (reuters)

Sono le parole che hanno di fatto introdotto una lunghissima assemblea dei soci durata più di sette ore, che ha approvato il bilancio (58 milioni di perdite) e nominato il nuovo cda: oltre a Comolli, entra in consiglio Francesco Garino, dentista, rappresentante di Tether, società di criptovalute con sede a El Salvador che, a colpi di acquisizioni, è salita all’11,5% del capitale sociale, investendo una cinquantina di milioni: tutte le sue istanze sono state però bocciate dall’assemblea, a partire dalla richiesta di esprimere due membri (su nove) del consiglio. Il presidente Ferrero, confermato al vertice del cda, ha annunciato che la procura di Roma «ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sul bilancio 2022, su cui la società non è stata mai indagata. Con questo la vicenda penale è definitivamente chiusa», dopo il patteggiamento per gli esercizi 2019-2021.

Spalletti e la Juve per il derby

Mentre in assemblea si discuteva, a poche centinaia di metri la squadra si allenava in preparazione del derby di questo pomeriggio, per il quale Spalletti non accetterebbe invece nessun tipo di patteggiamento di basso profilo, ma pretenderà dai suoi la terza vittoria consecutiva. Confermerà il 3-4-2-1 tudoriano visto in Champions, con Koopmeiners sempre in difesa e il solo dubbio su Thuram, che non sta benissimo: può essere rimpiazzato da McKennie, con Kostic a sinistra.

Torino, un solo derby vinto negli ultimi 32

Il Toro parte sfavorito, come da trent’anni a questa parte. Baroni (oggi squalificato) dice che «dovremo portare in campo il sentimento», risorsa di scorta per salvare la pelle in una partita che più di ogni altra cosa ha assottigliato la credibilità di Cairo presso i tifosi: in vent’anni, su 32 derby ne ha vinto soltanto uno, dieci anni fa, e ne ha pareggiati appena sette. La cosa più incredibile è che i 15 giocati nel girone d’andata i granata li hanno persi tutti, segnando la miseria di 4 gol (e volendo si possono aggiungere due eliminazioni in Coppa Italia, che temporalmente appartengono alla prima metà della stagione). È con questo fardello che ogni anno si presentano a questa sfida come al patibolo, anche se 4 dei 7 pareggi sono arrivati dal 2021: ma non è il livello del Torino ad essere cresciuto, bensì quello della Juventus che si è abbassato.

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