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Di Gregorio e Paleari, portieri in cattedra: Juventus-Torino finisce 0-0

(afp)

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Gli estremi difensori protagonisti del derby con un paio di parate fondamentali
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TORINO – Un tempo di sonno spinto e un altro di derby furente: alla fine ne è venuto fuori uno 0-0 che rallenta di molto Spalletti (finora, per lui, una sola vittoria in tre partite) e ha un valore storico per il Torino, che nell'era Cairo nel girone d'andata aveva sempre perso, quindici volte su quindici (più due in Coppa Italia). I migliori in campo sono stati i due portieri, ma il granata Paleari soprattutto.

«La cronaca della gara»

Torino guardingo, Juve senza qualità

Il Toro ha organizzato una partita meramente difensiva e la Juve non è riuscita a scardinarla, anche perché i bianconeri hanno fatto girare la palla con scarsissima qualità di tocco, limitandosi a sfruttare le percussioni di Thuram e gli spunti di Conceição, contenuto a fatica da Lazaro. Yildiz, invece, ha confermato l'opacità dell'ultimo periodo, mentre il duello Maripan-Vlahovic ha prodotto scintille: alla fine l’ha vinto di larga misura il cileno. In quanto a qualità i granata non hanno fatto di meglio, faticando …

TORINO – Un tempo di sonno spinto e un altro di derby furente: alla fine ne è venuto fuori uno 0-0 che rallenta di molto Spalletti (finora, per lui, una sola vittoria in tre partite) e ha un valore storico per il Torino, che nell'era Cairo nel girone d'andata aveva sempre perso, quindici volte su quindici (più due in Coppa Italia). I migliori in campo sono stati i due portieri, ma il granata Paleari soprattutto.

«La cronaca della gara»

Torino guardingo, Juve senza qualità

Il Toro ha organizzato una partita meramente difensiva e la Juve non è riuscita a scardinarla, anche perché i bianconeri hanno fatto girare la palla con scarsissima qualità di tocco, limitandosi a sfruttare le percussioni di Thuram e gli spunti di Conceição, contenuto a fatica da Lazaro. Yildiz, invece, ha confermato l'opacità dell'ultimo periodo, mentre il duello Maripan-Vlahovic ha prodotto scintille: alla fine l’ha vinto di larga misura il cileno. In quanto a qualità i granata non hanno fatto di meglio, faticando a mettere assieme quattro passaggi di fila (a meno che non fossero i difensori a scambiarsi la palla) e innescare le punte, completamente scollegate dal resto della squadra.

Primo tempo senza brividi

Il risultato di un confronto così sciatto è stato un primo tempo di rade emozioni: per vedere un'azione vagamente da gol è stato necessario aspettare la mezzora, quando Paleari, diversi metri fuori dalla porta dopo un'uscita alta, ha intercettato una conclusione di Thuram. In definitiva, l'unico brivido vero l'ha provocato al 42' un sinistro rasoterra di Conceição a fil di palo: l'arbitro non ha visto la decisiva deviazione di Paleari con la punta delle dita e non ha assegnato il corner. Nella ripresa Zufferli ripeterà per altre due volte, una per parte, lo stesso errore.

Di Gregorio e Paleari, portieri in cattedra

La ripresa è stata fortunatamente diversa, specie per merito del Torino, reso più coraggioso dai cambi di Baroni (Adams per Ngonge e Asllani per Ilic): è stata infatti granata l'azione più pericolosa, vale a dire quella del 63', quando uno sbaglio di Thuram ha scatenato il contropiede di Adams, chiuso con un destro sul quale la parata bassa di Di Gregorio ha somigliato assai a un miracolo. Il collega Paleari non ha fatto di meno poco più tardi, prima sbarrando la porta a David, entrato per Vlahovic, e poi superandosi su un colpo di testa di McKennie. Un destro alto di un niente di Asllani ha chiuso dieci minuti di derby finalmente palpitante, dopodiché i ritmi sono scesi e gli errori di nuovo aumentati, anche se il forcing della Juventus è diventato costante, benché non più graffiante: la pressione è stata forte, Zhegrova ha talvolta seminato il panico ma i tre difensori granata sono stati eccellenti e Paleari ha artigliato ogni cross.

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