PARMA – Operazione sorpasso rimandata. Non senza rimpianti. In una notte strana e un po’ pazza il Milan ha conquistato la vetta in solitaria, salvo poi perderla soffocato dalla feroce foga del Parma, capace di rimontare da 0-2 a 2-2 e poi sfiorare pure il colpaccio. Allegri lascia la via Emilia con l’amaro in bocca: inutile nascondersi, questo pareggio ha il sapore dell’occasione persa, un po’ come accaduto un paio di settimane fa contro il Pisa (2-2, lì i rossoneri potevano allungare a +4 sui secondi). Al fischio finale dell’arbitro Di Bello Max ha tenuto addosso la giacca ma è sfilato negli spogliatoi visibilmente contrariato. Vero che pure la squadra di Cuesta ha rischiato di prendersi l’intera posta (Maignan è stato decisivo su Hernani), ma il Diavolo si era messo nelle condizioni ideali per tornare a Milano con tre punti: in meno di mezz’ora aveva già un doppio vantaggio (gol di Saelemaekers e Leao su rigore) e la partita in apparente controllo. Una solidità sfumata facilmente, c…
PARMA – Operazione sorpasso rimandata. Non senza rimpianti. In una notte strana e un po’ pazza il Milan ha conquistato la vetta in solitaria, salvo poi perderla soffocato dalla feroce foga del Parma, capace di rimontare da 0-2 a 2-2 e poi sfiorare pure il colpaccio. Allegri lascia la via Emilia con l’amaro in bocca: inutile nascondersi, questo pareggio ha il sapore dell’occasione persa, un po’ come accaduto un paio di settimane fa contro il Pisa (2-2, lì i rossoneri potevano allungare a +4 sui secondi). Al fischio finale dell’arbitro Di Bello Max ha tenuto addosso la giacca ma è sfilato negli spogliatoi visibilmente contrariato. Vero che pure la squadra di Cuesta ha rischiato di prendersi l’intera posta (Maignan è stato decisivo su Hernani), ma il Diavolo si era messo nelle condizioni ideali per tornare a Milano con tre punti: in meno di mezz’ora aveva già un doppio vantaggio (gol di Saelemaekers e Leao su rigore) e la partita in apparente controllo. Una solidità sfumata facilmente, con una magia di Bernabé e un colpo di testa di Del Prato in avvio di ripresa. L’assalto finale non ha prodotto miracoli. Leao e Modric sono stati ancora magnifici ed è rientrato Pulisic, che ha pure avuto il pallone della vittoria, ma questo non può bastare per guardare il bicchiere e vederlo mezzo pieno. Il Diavolo ha agganciato il Napoli al primo posto, però oggi rischia di essere scavalcato da Conte e da Roma e Inter. Tra due settimane, dopo la sosta, c’è il derby.
La partita
Sotto gli occhi di Arrigo Sacchi l’approccio del Milan è stato perfetto: ha stretto il Parma in una morsa, lo ha colpito sfruttando una sgasata di Leao finalizzata da Saelemaekers con un diagonale in realtà neanche memorabile, divenuto letale per il tuffo al rallentatore di Suzuki. La catena di destra del Diavolo ha mandato ai matti il laterale Dovik e lo sciagurato Ndiaye, protagonista di una prestazione horror: è stato lui con un intervento ingenuo ancora su Saelemaekers a causare il rigore del raddoppio, trasformato da Leao. Con una particolarità: Di Bello è stato richiamato dal Var Maggioni al video, ma dopo una lunga revisione ha scelto di confermare la sua decisione. Ignorato il richiamo, un unicum in questo campionato. Alla mezz’ora il Parma sembrava essere totalmente in bambola. È bastato però un episodio a riaccendere il Tardini (tutto esaurito, incasso maggiore nella storia del club ducale): l’indiavolato Britschgi, 19enne scuola Lucerna che farà strada, ha spazzato via Estupinan con una spallata e ha servito Bernabé, il cui tiro a giro è finito all’incrocio dei pali. Come un arcobaleno.
La ripresa
Il timoroso Parma dell’avvio si è trasformato e dopo ha aggredito il Diavolo con un’insospettabile foga. Nel giro di dieci minuti la squadra di Cuesta ha sfiorato ripetutamente il gol con Pellegrino (palo) e Bernabé, poi un inserimento letale di Delprato ha punito le disattenzioni di Estupinan (bruciato ancora da Britschgi) e Fofana. La partita è cambiata di nuovo. Hanno provato a vincerla sia Allegri sia Cuesta: Max ha rispolverato Pulisic, che liberato da un geniale colpo di tacco di Leao ha calciato fuori. L’ennesima staffetta rossonera, partita dopo un salvataggio di Maignan su Hernani, l’ha conclusa Saelemaekers che dopo aver saltato Suzuki ha tirato alto. Il Milan guarda tutti dall’alto, eppure sa che può ancora crescere. "Due punti buttati" commenta Allegri, “non so come sarebbe finita sul 2-0 a fine primo tempo. Sul gol di Bernabé si poteva far meglio. Siamo rientrati in campo addormentati nella ripresa. Poi, abbiamo sciupato tre palle gol importanti. Dopo il 2-1 è venuta un po' di paura. Serviva fare più battaglia dentro l'area". La strada è lunga.
TABELLINO
PARMA 2
46’ pt Bernabé, 17’ st Delprato
MILAN 2
12’ pt Saelemaekers, 25’ pt Leao (rig.)
Parma (3-5-2)
Suzuki 5.5 – Delprato 7, Ndiaye 4 (1’ st Troilo 6,5), Valenti 6 – Britschgi 7, Bernabé 7 (36’ st Hernani 6), Keita 6.5, Sorensen 6, Lovik 5.5 (23’ st Valeri 6) – Pellegrino 6.5, Cutrone 6 (46’ st Cremaschi sv) All. Cuesta 6.5.
Milan (3-5-2)
Maignan 6.5 – De Winter 5 (42’ st Athekame sv), Gabbia 6, Pavlovic 6 – Saelemaekers 6.5, Fofana 5.5, Modric 6.5, Ricci 5.5 (25’ st Pulisic 5.5), Estupinan 5 (25’ st Bartesaghi 6) – Nkunku 5 (15’ st Loftus-Cheek 5.5), Leao 7. All. Allegri 6.
Arbitro: Di Bello 6.
Note: ammoniti Modric, Sorensen.
Spettatori: 22.064.