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Preziosi: “Io, Gasperini e una bottiglia di vino. Lo esonerai per errore, ma facemmo pace”

Enrico Preziosi

 

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L’ex presidente di Como e Genoa parla della girandola degli allenatori in questa stagione. E ricorda: “Ne ho mandati a casa tanti, ogni volta una sofferenza. Lasciavo che a dare la brutta notizia ai tecnici fosse il direttore sportivo”
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Enrico Preziosi, in quasi trent’anni da presidente di club, si è fatto la fama di mangia-allenatori. Possibile che quando la squadra non fa risultati, cambiare tecnico sia l’unica soluzione?
“I giocatori a ottobre e novembre non li puoi cambiare, i tecnici sì. È l’unico modo per dare una scossa. Quando le cose vanno male, fra i calciatori comincia a serpeggiare la depressione, e anche il credito nei confronti degli allenatori cala. Ecco, a guardarmi indietro, forse ne ho esonerati troppi”.

Lo dice con malinconia. Quanto pesa, interrompere il rapporto con chi sta in panchina?
“Spiace sempre, per diverse ragioni. Per il fallimento di un progetto in cui si era creduto, anzitutto. Per la spesa, che non è mai indifferente. E anche per la persona. Il legame umano c’è sempre, e…

Enrico Preziosi, in quasi trent’anni da presidente di club, si è fatto la fama di mangia-allenatori. Possibile che quando la squadra non fa risultati, cambiare tecnico sia l’unica soluzione?
“I giocatori a ottobre e novembre non li puoi cambiare, i tecnici sì. È l’unico modo per dare una scossa. Quando le cose vanno male, fra i calciatori comincia a serpeggiare la depressione, e anche il credito nei confronti degli allenatori cala. Ecco, a guardarmi indietro, forse ne ho esonerati troppi”.

Lo dice con malinconia. Quanto pesa, interrompere il rapporto con chi sta in panchina?
“Spiace sempre, per diverse ragioni. Per il fallimento di un progetto in cui si era creduto, anzitutto. Per la spesa, che non è mai indifferente. E anche per la persona. Il legame umano c’è sempre, e conta più dei soldi”.

Come diceva a un allenatore che era finita?
“Me lo evitavo volentieri. Impossibile dirlo in modo gentile, non ero capace. Per questo, lasciavo l’onere ai miei direttori sportivi, che con gli allenatori avevano più confidenza”.

Eppure lei sostiene che molti dei suoi ex allenatori le vogliano ancora bene…
“È vero, soprattutto con quelli che ho esonerato. Fa parte del mestiere. Siamo tutti appesi ai risultati, spesso siamo in balia degli umori della piazza. Fra chi vive in questo mondo, al di là delle incazzature passeggere, ci si capisce”.

Gian Piero Gasperini (agf)

Si è mai pentito di avere mandato a casa un tecnico?
“Certo, Gasperini. Mi sono pentito di averlo esonerato e gliel’ho detto. Sono andato a casa sua. Mi sono presentato senza regali. Ne abbiamo parlato davanti a una bottiglia di vino. Mi ero lasciato prendere dall’emotività”.

È difficile trovare allenatori validi a stagione iniziata?
“Molto. Spesso devi cercarli col lanternino. E c’è un motivo se alcuni sono a spasso. C’è chi ha la fama, spesso errata, di essere poco vincente. C’è chi ha uno stipendio alto, viene da un esonero, e per quello preferisce stare fermo. Ma ci sono anche casi in cui trovi quello giusto. Per restare al Genoa, penso al cambio fra Gilardino e Vieira la scorsa stagione”.

Ora anche Vieira è stato mandato a casa, e al suo posto è arrivato De Rossi. È la scelta giusta?
“De Rossi ha un curriculum esile da allenatore, ma è stato un giocatore di altissimo livello. Coraggioso, carismatico. I risultati li vedremo, dovrà confrontarsi con i valori della rosa”.

Nelle ultime settimane, sono saltate panchine anche fra le squadre che giocano le coppe europee.
“I cambi d’alta quota sono il segnale di come la pressione, economica e mediatica, abbia trasformato gli esoneri da strumenti di sopravvivenza a mosse strategiche. I tempi cambiano”.

Come vede Spalletti al posto di Tudor, alla Juventus?
“Spalletti ha un curriculum importante. I grandi club a questo punto li ha girati tutti, gli manca solo il Milan. Anche se Tudor è un buon allenatore, la Juve ha scelto l’esperienza. A occhio, ha fatto bene”.

Ivan Juric (ansa)

La Fiorentina è passata da Pioli a Vanoli.
“A Firenze, mai avrebbero pensato di trovarsi a questo punto, viste le premesse della stagione. A me Vanoli piace moltissimo, e credo possa fare bene”.

L’Atalanta ha preso Palladino, mandando a casa Juric.
“Qui non mi schiero. A Juric sono molto affezionato, anche se gli riconosco alcuni difetti di carattere. Nel suo staff lavorava mio genero (l’ex centrocampista Miguel Veloso, ndr) quindi mi spiace ancora di più che sia finita così. Anche con Palladino ho un ottimo rapporto. E l’Atalanta ha una bella rosa. Vediamo”.

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