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L’anno nero del Var, già otto errori e troppe chiamate

L'arbitro Collu al monitor durante Roma-Udinese (ansa)

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L’ex arbitro tagliavento: “Il Var sbaglia di più perché interviene in casi in cui nelle passate stagioni non sarebbe intervenuto. Anno dopo anno è sempre peggio”
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MILANO - In Serie A il Var viene usato troppo e male. Lo dicono i numeri e lo confermano gli ex arbitri internazionali, allibiti dall’utilizzo che viene fatto della revisione video. Nei primi tre mesi della stagione, fra agosto e novembre, dopo undici giornate di campionato, il Var ha sanato 42 errori dei 50 commessi dagli arbitri. Sono l'84 per cento del totale. Un dato di per sé non negativo, ma nettamente più basso rispetto a un anno fa, quando allo stesso punto del torneo l’indice di correzione era del 92 per cento. La performance della revisione VAR è quindi peggiorata.

Tagliavento: “Il Var interviene quando non dovrebbe”

Per Paolo Tagliavento, ex arbitro internazionale, “il Var sbaglia di più perché interviene in casi in cui nell…

MILANO - In Serie A il Var viene usato troppo e male. Lo dicono i numeri e lo confermano gli ex arbitri internazionali, allibiti dall’utilizzo che viene fatto della revisione video. Nei primi tre mesi della stagione, fra agosto e novembre, dopo undici giornate di campionato, il Var ha sanato 42 errori dei 50 commessi dagli arbitri. Sono l'84 per cento del totale. Un dato di per sé non negativo, ma nettamente più basso rispetto a un anno fa, quando allo stesso punto del torneo l’indice di correzione era del 92 per cento. La performance della revisione VAR è quindi peggiorata.

Tagliavento: “Il Var interviene quando non dovrebbe”

Per Paolo Tagliavento, ex arbitro internazionale, “il Var sbaglia di più perché interviene in casi in cui nelle passate stagioni non sarebbe intervenuto. Anno dopo anno è sempre peggio. Si è posta troppo in basso l’asticella della chiamata video: in meno di un decennio si è passati da tre chiamate a giornata a tre a partita. E non critico certo Gianluca Rocchi, che sta facendo un ottimo lavoro”.

Dall’inizio del campionato in corso, al Var sono già sfuggite otto situazioni. In tutta la passata stagione erano state quindici. Questo significa che – proiettando il dato sulle 38 giornate – gli errori sono molto più frequenti: dopo undici giornate ci si è già giocati più di metà dell’intero "budget" di errori speso nell’intero campionato scorso. E a memoria non si ricorda un avvio di stagione con una performance del Var peggiore.

Cesari: “L’arbitro viene richiamato troppe volte”

Graziano Cesari, ex arbitro internazionale, è ancora più drastico del collega nel giudizio: “All’estero gli interventi del VAR sono progressivamente diminuiti, mentre da noi aumentano inspiegabilmente. Anche il designatore degli arbitri, Gianluca Rocchi, a parole è d’accordo sul ricorrere sempre meno al Var, ma bisogna convincere i varisti. Se lo usi per tutto, va a finire che sbagli per forza. Non si può richiamare l’arbitro al video ad minchiam, come diceva il professor Franco Scoglio, allenatore del mio Genoa”.

Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di serie A e B (ansa)

Gli errori del Var

Gli episodi in cui la revisione al monitor ha fatto cilecca sono arcinoti, tutti vivisezionati nel programma Open Var di Dazn, realizzato in collaborazione con Figc, Lega di Serie A e Aia, l’associazione degli arbitri. Si va dal rigore concesso al Napoli contro l’Inter, per un contatto cercato da Di Lorenzo con l’immobile Mkhitaryan, al rigore prima giustamente assegnato e poi erroneamente tolto al Milan contro il Bologna, per un fallo su Nkunku. Dal mani di Dodo in area in Fiorentina-Bologna, con l’arbitro che sbaglia e il Var che non lo richiama, fino allo step on foot di Gila su Conceição in Lazio-Juventus: sarebbe dovuto essere rigore, ma non è stato dato.

L'intervento su Di Lorenzo giudicato da rigore in Napoli-Inter

 

Manca il gioco di squadra

Per Cesari, “fra chi sta in campo e chi al Var non c’è vero gioco di squadra. Prendiamo come esempio fra tanti Parma-Milan: Di Bello è stato bravo a confermare la sua scelta sul rigore di Saelemaekers, che il VAR Maggioni voleva fargli vedere. Ma perché? Bisogna fidarsi delle decisioni dell’arbitro, a meno che non sbagli clamorosamente”. Dello stesso avviso è Tagliavento: “Se rivedo i cinque errori più gravi della mia carriera, il Var li avrebbe risolti in cinque secondi. Ed è un peccato non averlo avuto. Ma se lo si usa per tutto, l’effetto è controproducente. Nessuno rimpiange l’era pre-Var, ma dobbiamo tornare ai primi anni del suo utilizzo, quando veniva usato per correggere gli errori chiari dell’arbitro”.

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