FIRENZE – A Spalletti il lavoro non mancherà e l’illusione di cambiamento che ha abbagliato i suoi primi giorni juventini si è già stemperata nel grigiore che questa squadra si porta appresso da anni. L’1-1 di Firenze è il terzo pareggio in quattro partite: pareggiava sempre Thiago Motta, pareggiava sempre Tudor e pareggia anche Lucio, questa è l’unica continuità che c’è. La Fiorentina sta faticosamente cercando di uscire dalla sua profonda crisi, è sempre ultima ma Vanoli sta almeno trasmettendo dei sussulti: qui ha reagito di rabbia e di orgoglio, ma non si poteva pretendere che ottenesse di più, persino contro questa Juve freddina.
Gol belli, ma partita scadente
Due bei gol – Kostic e Mandragora - hanno onorato una partita scadente, per quanto combattuta, e ulteriormente imbruttita dagli insulti razzisti a Vlahovic, che hanno comportato due interruzioni della gara. Doveri ha sospeso una prima volta Fiorentina-Juventus dopo sette minuti e mezzo, quando la cur…
FIRENZE – A Spalletti il lavoro non mancherà e l’illusione di cambiamento che ha abbagliato i suoi primi giorni juventini si è già stemperata nel grigiore che questa squadra si porta appresso da anni. L’1-1 di Firenze è il terzo pareggio in quattro partite: pareggiava sempre Thiago Motta, pareggiava sempre Tudor e pareggia anche Lucio, questa è l’unica continuità che c’è. La Fiorentina sta faticosamente cercando di uscire dalla sua profonda crisi, è sempre ultima ma Vanoli sta almeno trasmettendo dei sussulti: qui ha reagito di rabbia e di orgoglio, ma non si poteva pretendere che ottenesse di più, persino contro questa Juve freddina.
Gol belli, ma partita scadente
Due bei gol – Kostic e Mandragora - hanno onorato una partita scadente, per quanto combattuta, e ulteriormente imbruttita dagli insulti razzisti a Vlahovic, che hanno comportato due interruzioni della gara. Doveri ha sospeso una prima volta Fiorentina-Juventus dopo sette minuti e mezzo, quando la curva Ferrovia (la Fiesole è chiusa per lavori) ha cantato massicciamente il coro “Sei uno zingaro”, rivolto a Vlahovic, detestatissimo ex che qui non era mai stato titolare, anche perché i vari allenatori che hanno preceduto Spalletti avevano preferito risparmiargli i disagi ambientali. Il serbo ha accennato a sfidare i tifosi muovendosi verso di loro, ma l’arbitro ha fermato tutto prima che la situazione degenerasse, chiedendo che lo speaker leggesse il solito annuncio sulle conseguenze dei cori razzisti, che verrà diffuso tre minuti più tardi. Doveri s’era già comportato in maniera simile due anni e mezzo fa a Bergamo, quella volta nel finale di partita, quando la curva atalantina si infiammò per la provocatoria esultanza del serbo dopo il gol, e partirono i soliti cori dei razzisti, per i quali ogni balcanico è uno zingaro.
Il gioco interrotto per i cori a Vlahovic
La situazione avrebbe potuto ripetersi anche a Firenze, quando Doveri (14’) ha fischiato il rigore per un fallo di Pablo Marì sul solito Vlahovic, che lo aveva dribblato con un geniale tacco. La moviola smentirà poi quella decisione, evidenziando la trattenuta iniziale del bianconero sul viola, ma il clima di tensione non si è sciolto. La curva, capita l’antifona, è rimasta alla larga dai cori razzisti passando agli insulti personali (“gobbo di m….”), ma Doveri ha di nuovo interrotto il gioco, questa volta per oltre tre minuti, probabilmente per qualche parola arrivata dalla tribuna Maratona.
Partita di rara bruttezza
Il capitano Ranieri ha chiesto ai tifosi viola di smetterla, Vlahovic è apparso nervosissimo (è stato anche rimbeccato da Vanoli) e magari è stato anche per quello che si è mangiato un gol al 35’: dopo essere di nuovo sfuggito a Pablo Marì, stavolta all’altezza del centrocampo, s’è involato solitario verso De Gea ma non ha avuto la lucidità per tirare subito. Così, dopo essersi allargato per dribblare il portiere, è stato disturbato dal recupero di Pongracic e ha calciato malamente sull’esterno della rete, tra le ovazioni e gli sbeffeggi del Franchi.
Il sinistro fulminante di Kostic
Nel frattempo era andata avanti una partita di rara bruttezza tra due squadre insicure (la Fiorentina di più), scossa soltanto dalla traversa centrata da Kean al 25’ dopo un’azione personale (pessima l’opposizione di Koopmeiners). I viola, d’altronde, non sono mai riusciti a organizzarsi coralmente ma la Juve, zavorrata da ritmi esageratamente blandi, ci ha messo troppo a imporre la superiorità della sua tecnica e soprattutto della sua serenità mentale. Sul finale del tempo, al quinto di sei minuti di recupero, la casualità di un rimpallo ha in ogni caso determinato la logicità del risultato: un tiro di Locatelli è sbattuto sulla schiena di Vlahovic, il rimbalzo è finito all’altro serbo Kostic che ha fulminato De Gea, assai poco reattivo, con un sinistro da venti metri.
La reazione emotiva della Fiorentina
Il gol avrebbe potuto sbriciolare i fragili equilibri emotivi della Fiorentina, che al contrario è rientrata in campo con verve nuova, riaccesa dalla strabordante energia di Vanoli, che nell’intervallo deve essersi fatto sentire. L’avvio di ripresa è stato veemente e premiato dal gran gol di Mandragora, che ha fulminato Di Gregorio con una prepotente staffilata mancina da fuori area. I viola hanno insistito, una mischia furibonda davanti alla porta per poco non ha originato il sorpasso ma la Juve ha avuto il merito, almeno quello, di restare in piedi nell’attesa che la buriana si placasse, come puntualmente è accaduto. Un paio di iniziative di Yildiz, fin lì un fantasma, hanno permesso ai bianconeri di uscire dal guscio e di riportare in equilibrio l’andamento di una partita che è rimasta tecnicamente modestissima. L’occasione per vincere l’hanno avuta proprio loro (78’), ma De Gea si è riscattato deviando con un gran riflesso oltre la traversa un colpo di testa di McKennie. Tutto il resto è stata una gran confusione.
Fiorentina (3-5-2) De Gea 6 – Pongracic 6.5, Pablo Marì 4, Ranieri 6 (37’ st Viti sv) – Dodô 6 (1’ st Fortini 6.5), Mandragora 7, Fagioli 5.5, Sohm 5 (15’ st Ndour 5.5), Parisi 6.5 (24’ st Kouadio 6) – Piccoli 5.5 (15’ st Gudmundsson 5.5), Kean 7. All. Vanoli 6.5.
Juventus (3-5-1-1) Di Gregorio 6 – Kalulu 6.5, Kelly 6.5, Koopmeiners 5.5 – Cambiaso 5.5 (31’ st Conceiçao 6), McKennie 6, Locatelli 6.5, Thuram 5 (21’ st Miretti 6), Kostic 6.5 (21’ st Cabal 5.5) – Yildiz 5 (42’ st Openda sv) – Vlahovic 5 (42’ st David sv). All. Spalletti 5.5.
Arbitro: Doveri 6.
Reti: 3’ st Mandragora, 50’ pt Kostic
Note: ammoniti Fagioli, McKennie, Mandragora, Cabal, Miretti. Spettatori 22.346.