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Conte ha ritrovato il Napoli: 3-1 all'Atalanta, azzurri in vetta

Lang festeggiato dopo il primo gol con il Napoli (afp)
Doppietta di Neres e Lang, gara chiusa nel primo tempo. Nella ripresa tardiva reazione bergamasca e gol di Scamacca. Il tecnico: “Squadra sempre con me, non c’era alcun bisogno di riprendermela”
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Napoli – Una notte da solo in testa alla classifica, il modo migliore per lasciarsi alle spalle due settimane passate sulla graticola. Mai mettere alle strette Antonio Conte, a suo agio come pochi quando il gioco si fa duro e lider maximo della brillante riscossa del Napoli, che ha battuto l’Atalanta al Maradona (3-1) grazie a una doppietta di Neres e a un gol di Lang. "La squadra è sempre stata con me e sempre lo sarà, non avevo alcun bisogno di riprendermela”, ha precisato il tecnico degli azzurri.

La sfida si è decisa nel primo tempo e soltanto nella ripresa Raffaele Palladino ha trovato il modo per rendere un po’ meno amaro il suo debutto alla guida della Dea, lanciando dalla panchina Scamacca con il risultato ormai compromesso. Ma i tre punti se li erano già presi gli azzurri, con più merito che sofferenza.

«La cronaca della gara»

La rivoluzione tattica di Conte

La rivoluzione tattica di Conte da una parte, le incognite legate al debutto di Palladino dall’altra. Sull’anticip…

Napoli – Una notte da solo in testa alla classifica, il modo migliore per lasciarsi alle spalle due settimane passate sulla graticola. Mai mettere alle strette Antonio Conte, a suo agio come pochi quando il gioco si fa duro e lider maximo della brillante riscossa del Napoli, che ha battuto l’Atalanta al Maradona (3-1) grazie a una doppietta di Neres e a un gol di Lang. "La squadra è sempre stata con me e sempre lo sarà, non avevo alcun bisogno di riprendermela”, ha precisato il tecnico degli azzurri.

La sfida si è decisa nel primo tempo e soltanto nella ripresa Raffaele Palladino ha trovato il modo per rendere un po’ meno amaro il suo debutto alla guida della Dea, lanciando dalla panchina Scamacca con il risultato ormai compromesso. Ma i tre punti se li erano già presi gli azzurri, con più merito che sofferenza.

«La cronaca della gara»

La rivoluzione tattica di Conte

La rivoluzione tattica di Conte da una parte, le incognite legate al debutto di Palladino dall’altra. Sull’anticipo del Maradona aleggiava un bel groviglio di interrogativi, legati in maniera particolare all’anomalia pure intrigante della partita a scacchi tra le due panchine, che entrambi gli allenatori per motivi diversi hanno dovuto giocare nella circostanza al buio. La sosta del campionato è servita infatti per cambiare spartito con un robusto rimpasto interno al Napoli, rimodellato con la rinuncia al 4-3-3 e il passaggio in corsa al 3-4-2-1: imposto dalla sterilità offensiva degli azzurri e anche dall’emergenza a centrocampo. L’Atalanta ha invece mischiato le carte in modo ancora più radicale dopo l’esonero di Juric e s’è presentata in campo con lo stesso schema che aveva permesso un anno fa a Gasperini di sbancare Fuorigrotta: De Ketelaere e Lookman molto larghi e nessuna punta centrale. Ma il ritorno ai vecchi codici non è bastato alla Dea per frenare l’impeto dei campioni d’Italia, che al di là del nuovo assetto — e del rilancio tra i titolari di Beukema, Neres e Lang — hanno affrontato la sfida con una carica agonistica superiore rispetto a quella dei loro rivali.

Napoli al massimo sin dall’inizio

Altro che faccia a faccia tra due grandi malate, insomma. Il Napoli non ha avuto bisogno nemmeno di una fase iniziale di studio ed è apparso subito in palla, dando la sensazione di trovarsi a suo agio con un abito tattico riveduto e corretto, che Conte ha confezionato durante la settimana sabbatica trascorsa nella sua abitazione torinese. Due soli centrocampisti (dopo i gravi infortuni di De Bruyne e Anguissa) e più densità negli altri reparti, con Hojlund a fare da apripista in attacco in attesa del ritorno di Lukaku. Ed è stato proprio il danese a spalancare a ridosso del quarto d’ora la strada a Neres, autore del gol che ha permesso agli azzurri di passare in vantaggio e lasciarsi alle spalle una astinenza di 308’. Incubo finito anche per il brasiliano, che invece non segnava da ben 322 giorni e si è sbloccato completamente poco dopo, firmando pure il raddoppio su assist di McTominay. Non pervenuta e alle corde l’Atalanta, costretta a subire pure il tris di testa di Lang a pochi secondi dall’intervallo.

Atalanta più incisiva con Scamacca

Solo a quel punto Palladino è corso ai ripari con l’ingresso di Scamacca, bravo a riaprire la partita con un bel guizzo, in avvio di ripresa. Con una punta vera l’Atalanta ha guadagnato metri e il secondo tempo è stato diverso, complice la fatica che ha frenato le ripartenze del Napoli. Ma la trincea è l’habitat naturale di Conte. Brutta idea dargli 3 gol di vantaggio, specie al Maradona. In casa nel 2025 gli azzurri non hanno infatti mai perso.

Napoli-Atalanta 3-1 (3-0)

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 6 - Beukema 6.5, Rrahmani 5.5 (19' st Juan Jesus 6), Buongiorno 6.5 - Di Lorenzo 6.5, Lobotka 6, McTominay 6.5, Gutierrez 6.5 (24' st Mazzocchi 6) - Neres 7.5 (24' st Politano 6), Lang 7 (24' st Elmas 6) - Hojlund 6.5 (29' st Lucca 5.5). All. Conte 7.5.

Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi 6 - Djimsiti 5.5, Hien 6, Ahanor 5 (1' st Kossounou 6) - Bellanova 6.5, Ederson 5.5, De Roon 5.5, Zappacosta 5.5 (17' st Zalewski 6) - Pasalic 5.5 (1' st Scamacca 7) - De Ketelaere 5.5 (32' st Samardzic sv), Lookman 6 (37' st Maldini sv). All. Palladino 5.

Arbitro: Di Bello 6.

Reti: 17' e 38' pt Neres, 45' pt Lang, 7' st Scamacca

Note: amm. De Roon, Zappacosta e Juan Jesus. Spettatori 45 mila circa

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