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Le pagelle di Fiorentina-Juventus: Pablo Marì inguardabile, Thuram si nasconde

Thuram: al Franchi si è visto poco 

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Promossi e bocciati della gara del Franchi
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Fiorentina

De Gea 6: reagisce con riflessi lentissimi al sinistro di Kostic, ma con quegli stessi riflessi, stavolta prontissimi, evita nella ripresa il gol del ko.

Pongracic 6.5: concentrato, determinato e soprattutto decisivo quando induce Vlahovic all’errore nel primo tempo.

Pablo Marì 4: perde tutti i corpo a corpo con Vlahovic, a meno che non commetta fallo. E dire che non era affatto il miglior Vlahovic.

Ranieri 6: gioca una partita dignitosa, con diverse sbavature ma anche con l’orgoglio che gli consente di rimediare. Dal 37’ st Viti sv.

Dodô 6: un paio di sgasate delle sue, ma sono solo rimasugli di quelle devastanti dell’anno scorso. Soffre presto di un problema alla coscia e dopo l’intervallo non rientra. Dal 1’ st Fortini 6.5: entra con grande baldanza, sia a destra sia poi a sinistra. Merita più spazio e non solo perché è un giovane italiano.

Mandragora 7: la prestazione non è delle più scintillanti, ma il gol è di una bellezza e di un’importanza rare.

Fagioli 5.5: appare,…

Fiorentina

De Gea 6: reagisce con riflessi lentissimi al sinistro di Kostic, ma con quegli stessi riflessi, stavolta prontissimi, evita nella ripresa il gol del ko.

Pongracic 6.5: concentrato, determinato e soprattutto decisivo quando induce Vlahovic all’errore nel primo tempo.

Pablo Marì 4: perde tutti i corpo a corpo con Vlahovic, a meno che non commetta fallo. E dire che non era affatto il miglior Vlahovic.

Ranieri 6: gioca una partita dignitosa, con diverse sbavature ma anche con l’orgoglio che gli consente di rimediare. Dal 37’ st Viti sv.

Dodô 6: un paio di sgasate delle sue, ma sono solo rimasugli di quelle devastanti dell’anno scorso. Soffre presto di un problema alla coscia e dopo l’intervallo non rientra. Dal 1’ st Fortini 6.5: entra con grande baldanza, sia a destra sia poi a sinistra. Merita più spazio e non solo perché è un giovane italiano.

Mandragora 7: la prestazione non è delle più scintillanti, ma il gol è di una bellezza e di un’importanza rare.

Fagioli 5.5: appare, scompare, sbaglia, rimedia, ma in definitiva non ha il passo e la mentalità per orientare i destini della squadra.

Sohm 5: lui e Thuram giocano a nascondino e spariscono dalla partita. Tocca appena 22 palloni in un’ora, una miseria per un centrocampista. Dal 15’ st Ndour 5.5: ci mette un po’ di energia in più rispetto allo svizzero, ma tecnicamente sbaglia troppo.

Parisi 6.5: agita le acque non solo a sinistra, ma anche nelle zone più centrali del campo che va a occupare con generosità. Tanto furore genera anche parecchia confusione, ma la Fiorentina aveva bisogno di un tipo così volitivo. Dal 24’ st Kouadio 6: difensore puro che Vanoli, che è uno che i giovani ha il coraggio di metterli, piazza a destra: un quarto di gara pieno di energia.

Piccoli 5.5: si sbatte per gli altri ma la palla non la vede quasi mai. Dal 15’ st Gudmundsson 5.5: si piazza in posizione molto arretrata, si segnala per qualche gestione del pallone ai limiti della propria area.

Kean 7: fa ammattire la Juve quasi da solo, scuote la traversa dopo un’azione travolgente, impegna Di Gregorio e porge a Mandragora la palla del pari. Buone notizie anche per Gattuso.

All. Vanoli 6.5: sta rianimando la Fiorentina, che almeno a livello di cuore e spirito con lui ha fatto grandi passi avanti.

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Di Gregorio 6: devia con la punta delle dita un destro velenoso di Kean, non può nulla sulla spingardata di Mandragora.

Kalulu 6.5: copre con disinvoltura la sua zona di competenza e appena può dà una mano alla costruzione del gioco.

Kelly 6.5: Spalletti lo preferisce a Gatti e l’inglese piace anche come guida della difesa, confermandosi il migliore tra i difensori juventini in questa stagione.

Koopmeiners 5.5: un passo indietro rispetto ai primi passi in difesa. Si oppone pessimamente a Kean quando l’ex juventino scuote la traversa e non si lascia coinvolgere abbastanza dallo sviluppo della manovra, come invece le sue caratteristiche imporrebbero.

Cambiaso 5.5: sulla destra si sente maggiormente a proprio agio ma stavolta non lo dimostra. Partecipa al gioco ma colleziona errori tecnici in sequenza. Dal 31’ st Conceiçao 6: gioca un quarto d’ora brillante, crea l’azione più pericolosa della ripresa, dimostra che la sua fantasia fuori dagli schemi è necessaria.

McKennie 6: dopo un primo tempo anonimo, girando a vuoto tra la posizione di mezza punta e quella di trequartista, si concede una ripresa più concreta, anche perché fa il centrocampista e basta. Sfiora di testa il 2-1.

Locatelli 6.5: partita più di lotta di governo, ma non perde mai la lucidità e risulta utilissimo, se non addirittura fondamentale, in entrambe le fasi.

Thuram 5: lui e Sohm giocano a nascondino e spariscono dalla partita. Per la verità, lo juventino azzarda un paio di tentativi di tiro si risolvono nel nulla. Dal 21’ st Miretti 6: Spalletti gli sta dando fiducia piazzandolo nel cuore del centrocampo. E lui comincia a contraccambiare.

Kostic 6.5: non brilla per continuità e nella ripresa soffre moltissimo Fortini più di quanto gli fosse successo con Dodô, ma il gol è una delle poche cose belle della partita della Juve e va premiato. Fra l’altro, è il secondo in quattro partite: è lui, incredibilmente, il capocannoniere di Spalletti. Dal 21’ st Cabal 5.5: rientra dall’infortunio, non è brillante, gli manca ritmo.

Yildiz 5: nel primo tempo è più evanescente di un fantasma (cinque palloni toccati in mezzora), nella ripresa ha almeno il merito di trascinare fuori i suoi dal momento più complicato con un paio di iniziative personali che comunque non portano a nulla. Dal 42’ st Openda sv.

Vlahovic 5: stravince il duello con Pablo Marì ma poi al tiro è un disastro e spreca malamente le due occasioni che ha. Partecipa pochissimo alla manovra. Dal 42’ st David sv.

All. Spalletti 5.5: presenta la peggior Juve della sua gestione: si nota più l’involuzione che in cambiamenti.

Arbitro Doveri 6: gestisce la questione Vlahovic con fermezza. Sul rigore decide alla moviola, ma in effetti la trattenuta iniziale del serbo era sfuggita ai più.

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