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L’Inter sbatte su pali e Maignan: il Milan vince 1-0 il derby, decide Pulisic

(reuters)

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Nerazzurri più volte vicini al gol, ma il portiere si esalta e neutralizza anche un rigore allo specialista Çalhanoglu. Sorpasso rossonero che lascia la Roma sola in vetta
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Milano – Due pali non fanno un gol, e così il derby se l’è preso il Milan. L’ha fatto con il minimo risultato, senza bisogno di scomodare metafore ippiche, e con il massimo godimento, visto che a blindare l’1-0 è stato il rigore sbagliato dall’ex Calhanoglu. Allegri torna a vincere da rossonero contro i nerazzurri dopo 5.223 giorni dall’ultima volta, grazie a una rete di Pulisic, che aveva punito l’Inter già nella sfida di andata dello scorso anno, e aveva guidato la rimonta nella finale della Supercoppa a Riad.

«La cronaca della gara»

Inter, il rimpianto per i pali e l’allergia ai big match

Alla squadra di Chivu, oltre al rimpianto dei due legni presi, restano una serie di delusioni, concatenate l’una all’altra: il sesto derby di fila senza vincere, il sorpasso del Milan in classifica, lo scivolone dalla vetta al quarto posto, il fallimento dell’esperimento di Carlos Augusto in fascia destra, dominata da Bartesaghi. E la conferma dell’allergia ai big match, che sono invece la special…

Milano – Due pali non fanno un gol, e così il derby se l’è preso il Milan. L’ha fatto con il minimo risultato, senza bisogno di scomodare metafore ippiche, e con il massimo godimento, visto che a blindare l’1-0 è stato il rigore sbagliato dall’ex Calhanoglu. Allegri torna a vincere da rossonero contro i nerazzurri dopo 5.223 giorni dall’ultima volta, grazie a una rete di Pulisic, che aveva punito l’Inter già nella sfida di andata dello scorso anno, e aveva guidato la rimonta nella finale della Supercoppa a Riad.

«La cronaca della gara»

Inter, il rimpianto per i pali e l’allergia ai big match

Alla squadra di Chivu, oltre al rimpianto dei due legni presi, restano una serie di delusioni, concatenate l’una all’altra: il sesto derby di fila senza vincere, il sorpasso del Milan in classifica, lo scivolone dalla vetta al quarto posto, il fallimento dell’esperimento di Carlos Augusto in fascia destra, dominata da Bartesaghi. E la conferma dell’allergia ai big match, che sono invece la specialità della squadra di Allegri.

San Siro da record

Con l’eccezione della sfida thriller vinta a Roma contro i giallorossi, l’Inter le partite decisive in campionato finora le ha perse tutte: con la Juventus a Torino, con il Napoli al Maradona e ora col Milan, in un derby da 8.649.494 di euro di incasso, record della Serie A. Ma il botteghino non consola certo il pubblico interista, che ha visto Çalhanoglu sbagliare il suo secondo rigore in Italia, dopo quello pesantissimo del novembre 2024, sempre a San Siro, contro il Napoli. Allora aveva preso il palo, questa volta se l’è fatto parare. A mandarlo sul dischetto, è stato un pestone di Pavlovic visto al Var. Pigro il turco a cercare il consueto angolo, e bravissimo Maignan a capire tutto in anticipo, nella stessa porta in cui lo scorso 2 novembre aveva inchiodato sugli 11 metri Dybala.

Sommer incerto, Pulisic puntuale

Nei primi cinque minuti della partita, come in un menù, gli ingredienti c’erano erano già tutti chiari. Prima Thuram di testa ha costretto Maignan a una super parata, in un duello francese. Poi Gabbia e Lautaro si sono scontrati in uno scambio da thai boxe: alto il piede del milanista, altissimo il gomito dell’interista, che l’arbitro Sozza ha graziato da un giallo sacrosanto. L’Inter prima della pausa ha preso due pali, uno con Acerbi, l’altro con Lautaro. Il Milan ha avuto la migliore occasione con un bel tiro di Pulisic, prova generale di quel che sarebbe poi successo al 9’ della ripresa: Sommer ha colpevolmente ribattuto in area una palla avvelenata e l’americano non si è fatto pregare.

Il furore di Allegri

Oltre al risultato, resta lo spettacolo di una partita a specchio fra due squadre schierate con identico modulo, rifratta in una serie di duelli. Il leggero Barella contro il mediomassimo Rabiot. Il maestro Modric contro l’allievo distratto Çalhanoglu. E quello fra i due allenatori, che nel gioco dei riflessi hanno finito per scambiarsi modi e pose. Chivu ha invitato i propri giocatori alla calma, senza la “c” aspirata livornese, ma con il gesto delle mani imposte di Allegri, che è diventato un meme. Allegri dal canto suo ha diretto la squadra con entusiasmo e furore da novizio, nonostante i 58 anni, per oltre un terzo passati in panchina. E alla fine è stato lui a esultare come un ragazzo, di nuovo felice nello stadio che l’ha lanciato nel grande calcio e dove ha deciso di tornare undici anni dopo. “Accettare questo strano appuntamento è stata una pazzia”, cantava prima della partita la voce della milanista Ornella Vanoni dagli altoparlanti.

Inter-Milan 0-1 (0-0)

Inter (3-5-2) Sommer 5 – Akanji 5, Acerbi 6.5 (40’ st Diouf sv), Bastoni 5.5 – Carlos Augusto 5.5, Barella 6 (40’ st Esposito sv), Calhanoglu 4 (33’ st Zielinski 6), Sucic 6, Dimarco 6 – Lautaro 5.5 (21’ st Bonny 5.5), Thuram 6.5. All. Chivu 5.5.

Milan (3-5-2) Maignan 8 – Tomori 6.5, Gabbia 6, Pavlovic 5 – Saelemaekers 6.5, Fofana 6.5 (33’ st Ricci 6), Modric 6.5, Rabiot 7, Bartesaghi 6 – Pulisic 7 (33’ st Nkunku 6), Leao 6 (41’ st Loftus-Cheek sv). All. Allegri 7.

Arbitro: Sozza 5.5.

Rete: 9’ st Pulisic

Note: ammoniti Leao, Calhanoglu, Pavlovic.

Spettatori: 75.562. Incasso: 8.649.494 euro, record d’incasso in serie A.

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