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Roma, l’arte di nascondere i difetti: i 5 segreti del primato di Gasperini

Gian Piero Gasperini (ansa)

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Difesa, vecchia guardia, entusiasmo, condizione atletica, progetto. Tutte componenti importanti nel momento dei giallorossi
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Roma – Nessuno è perfetto. E quando non lo è nessuno, vince chi nasconde meglio i propri limiti, chi porta bene i difetti. In una serie A piena di lacune, squadre con tante mancanze, la Roma è lì in testa perché ne ha meno di altre.

Solidità difensiva

Primo difetto: segna pochi gol. A Cremona si è visto qualcosa di nuovo, di diverso. Giocatori che “pestano l’area di rigore” come aveva chiesto Gasperini. Tre gol. Tutti insieme non li aveva mai fatti quest’anno. Ne ha segnati appena 15 da inizio stagione, un bottino misero per stare in testa. Ma ha gestito questo limite con il più grande pregio: la solidità difensiva. Ha la migliore difesa del campionato, ha preso appena sei gol in dodici partite. Rischia poco, e quando succede può contare sul miglior portiere (se non addirittura miglior giocatore) della serie A, Svilar.

Roma – Nessuno è perfetto. E quando non lo è nessuno, vince chi nasconde meglio i propri limiti, chi porta bene i difetti. In una serie A piena di lacune, squadre con tante mancanze, la Roma è lì in testa perché ne ha meno di altre.

Solidità difensiva

Primo difetto: segna pochi gol. A Cremona si è visto qualcosa di nuovo, di diverso. Giocatori che “pestano l’area di rigore” come aveva chiesto Gasperini. Tre gol. Tutti insieme non li aveva mai fatti quest’anno. Ne ha segnati appena 15 da inizio stagione, un bottino misero per stare in testa. Ma ha gestito questo limite con il più grande pregio: la solidità difensiva. Ha la migliore difesa del campionato, ha preso appena sei gol in dodici partite. Rischia poco, e quando succede può contare sul miglior portiere (se non addirittura miglior giocatore) della serie A, Svilar.

Vecchia guardia

Questo anche perché Gasperini si è affidato subito alla vecchia guardia. Cristante, Mancini, El Shaarawy. Sono i leader dello spogliatoio e l’anima della squadra. E poi c’è Pellegrini. Prima lo ha declassato, gli ha tolto la fascia dicendogli che non era al centro del progetto Roma. Poi gli ha chiesto presenza e qualità. E lui ha risposto con serietà. Professionalità. Gol. E nessuna polemica.

Condizione atletica

Ma la testa va dove ti portano le gambe. E la Roma ha una condizione atletica eccezionale. Aggredisce e corre come nessuna in serie A.

Entusiasmo

Dopo anni di piccole cose, appena una Conference League vinta, una Europa League solo sfiorata e tanti settimi posti, si vede entusiasmo. Che con la voglia di provarci sta diventando consapevolezza.

Progetto serio

Tutto nasce dalla serietà del progetto. Una parola che faceva ridere, innervosire. Progetto voleva dire: va tutto male, ma potrebbe andare peggio. Dopo anni di improvvisazioni, algoritmi, idee casuali, De Rossi al posto di Mourinho per calmare la piazza, Juric al posto di De Rossi che non ci piace, Juric cacciato perché non aveva capito nulla di squadra e città, ecco il progetto serio. Ranieri che riporta a galla la squadra. E ne diventa l’artefice. Conosce ambiente e tifosi, sa cosa serve. Sceglie il miglior allenatore italiano a disposizione in quel momento e prende un ds, Massara, che conosce il calcio e non ha bisogno dell’intelligenza artificiale per sapere se un giocatore è all’altezza o uno scarpone. Messo tutto insieme e agitato bene è venuto fuori un primato inaspettato, ma non casuale. Perché è vero che ha ancora tanti difetti ma la perfezione non esiste.

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