Leao riporta il Milan in testa, Lazio battuta 1-0. Finale rovente, Var e arbitro protagonisti
di Andrea SereniMILANO – Tutti contro tutti, lo stadio che tremava, rabbia e tensioni, una revisione lunghissima al monitor che ha di fatto deciso la partita. Milan-Lazio si è decisa su un rigore dubbio negli istanti finali (come successo nella scorsa stagione), con San Siro fremente e una cintura tra giocatori e staff tecnico di entrambe le squadre a formare un semicerchio attorno all’arbitro Collu, compreso Allegri infuriato e espulso, fino alla discussa decisione, giunta a sette minuti dall’interruzione del gioco e annunciata con una discreta dose di pathos agli spettatori improvvisamente silenti: niente penalty ai biancocelesti, Pavlovic devia con il braccio fuori sagoma il tiro di Romagnoli “ma prima riceve un fallo”.
E il riferimento è a una trattenuta di Marusic proprio al centra…
MILANO – Tutti contro tutti, lo stadio che tremava, rabbia e tensioni, una revisione lunghissima al monitor che ha di fatto deciso la partita. Milan-Lazio si è decisa su un rigore dubbio negli istanti finali (come successo nella scorsa stagione), con San Siro fremente e una cintura tra giocatori e staff tecnico di entrambe le squadre a formare un semicerchio attorno all’arbitro Collu, compreso Allegri infuriato e espulso, fino alla discussa decisione, giunta a sette minuti dall’interruzione del gioco e annunciata con una discreta dose di pathos agli spettatori improvvisamente silenti: niente penalty ai biancocelesti, Pavlovic devia con il braccio fuori sagoma il tiro di Romagnoli “ma prima riceve un fallo”.
E il riferimento è a una trattenuta di Marusic proprio al centrale milanista. Una scelta difficile, che farà discutere, ma che intanto ha concesso semaforo verde al Diavolo, primo in classifica almeno per una notte, a +1 sulla Roma.
Leao decisivo
Non si può dire che la squadra di Allegri non abbia meritato la vittoria, ottenuta contro una Lazio bella eppure leggera lì davanti. Max l’ha portata a casa di misura, sfruttando una delle poche fiammate offensive dei suoi, con la zampata di Leao (al quinto gol in campionato, anche lui ora è in testa alla classifica marcatori) su un cross di Tomori. Poi si è affidato all’ormai acclarata solidità della sua squadra, che ha concesso spazio ma in realtà poche occasioni agli avversari. Non ha parato rigori, ma anche ieri Maignan è stato decisivo con un paio di guizzi nel primo tempo che hanno tenuto il Milan in partita. La sua firma su questa classifica è enorme, si fa fatica a pensare che già a gennaio possa firmare con altre squadre. “All'inizio della stagione abbiamo fatto un patto, stiamo andando avanti senza metterci pressione l'uno all'altro. Parliamo in serenità, vedremo come andranno le cose”, le parole di ieri del ds Tare sul francese. Sarebbe un peccato per il Milan non provare a ricucire i rapporti con il suo capitano. Segnali negativi sono arrivati da Nkunku, che neanche stavolta ha saputo sfruttare l’occasione avuta per il forfait di Pulisic. E pure Modric, per una volta, è sembrato un po’ in riserva.
Finale di fuoco
Certo va tenuto contro della forza della Lazio, che ha raggiunto una sua consapevolezza. Si vede la mano di Sarri. In avvio il Milan è restato in linea di galleggiamento aggrappandosi al suo portiere, decisivo già al 2’ quando si è esibito in un volo plastico per smanacciare sulla traversa un colpo di testa di Gila. La Lazio ha giocato con personalità, costruendo l’azione dal basso senza lasciarsi intimorire dal pressing milanista. Privo di un regista puro (Rovella e Cataldi erano fuori uso), Sarri ha dato le chiavi della squadra a Guendouzi affidandosi in attacco all’estro di Zaccagni, ispiratissimo. Alla mezz’ora proprio lui ha seminato il panico nella difesa rossonera, ma si è visto sbarrare la strada di nuovo da Maignan. Così il Diavolo è rimasto abbarbicato alla gara, sornione. E nella ripresa ha cambiato marcia: il gol di Leao è arrivato presto, una zampata a chiudere una bella azione sull’asse di destra. Lo svantaggio ha anestetizzato la Lazio, come e più del freddo milanese. Sarri ha provato a rimescolare le carte inserendo il rientrante Castellanos per l’evanescente Dia, ma l’arrembaggio vero c’è stato solo negli ultimi minuti. Fino al caos finale. Giovedì, in Coppa Italia, si replica all’Olimpico.
Milan-Lazio 1-0 (0-0)
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (20' st Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (37' st Ricci), Leao. (37 Pittarella, 1 Terracciano, 5 De Winter, 2 Estupiñan, 27 Odogu; 30 Jashari.
All.: Allegri.
Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (40' st Nuno Tavarez); Guendouzi, Vecino (17' st Dele-Bashiru), Basic; (40' st Noslin); Isaksen (25' st Pedro), Dia (17' st Castellanos), Zaccagni. (55 Furlanetto, 35 Mandas; 29 Lazzari, 4 Patric, 25 Provstgaard; 21 Belahyane. All.: Sarri.
Arbitro: Collu di Cagliari.
Reti: nel st 6' Leao.
Recupero: 1' e 5'.
Angoli: 4 a 1 per la Lazio.
Ammoniti: Tomori per gioco pericoloso, Pellegrini per comportamento non regolamentare, Gabbia, Romagnoli, Ricci, Zaccagni gioco falloso.
Espulsi: l'allenatore del Milan Allegri, per proteste.
Spettatori: 73.156.