Il Napoli batte 1-0 la Roma e sale in vetta insieme al Milan: decide Neres
di Silvia ScottiRoma – Nei momenti difficili nascono idee. Emozioni. E arrivano quelle notti lì, quelle in cui si ritrovano certezze mentre qualcun altro le perde. Il nuovo Napoli non è il morto che Conte aveva paura di accompagnare, è vivo, in buona salute. Moribondo a chi? Corre, entusiasma, domina, torna in testa al campionato, con merito, insieme al Milan. Soprattutto, è padrone del gioco. Il campo è suo, la Roma stava lì a cercare una via d’uscita, almeno quella di emergenza. Qualcuno dia indicazioni più chiare. Perché non si sa dove sia, e se c’è è chiusa. Perde il primo posto in classifica senza fare nulla: non si può avere molto senza dare tutto.
La terapia d’urto di Conte
Conte ha provocato e ottenuto. Una terapia d’urto. La sfuriata di Bologna e la settimana sabbatica passata a Torino lontano dalla squadra durante la sosta hanno prodotto frutti inattesi. «In Inghilterra lo facevo sempre, è normale, non si deve neanche chiedere. Sono boccate d’ossigeno, continuerò a farlo», dice il tecnico. …
Roma – Nei momenti difficili nascono idee. Emozioni. E arrivano quelle notti lì, quelle in cui si ritrovano certezze mentre qualcun altro le perde. Il nuovo Napoli non è il morto che Conte aveva paura di accompagnare, è vivo, in buona salute. Moribondo a chi? Corre, entusiasma, domina, torna in testa al campionato, con merito, insieme al Milan. Soprattutto, è padrone del gioco. Il campo è suo, la Roma stava lì a cercare una via d’uscita, almeno quella di emergenza. Qualcuno dia indicazioni più chiare. Perché non si sa dove sia, e se c’è è chiusa. Perde il primo posto in classifica senza fare nulla: non si può avere molto senza dare tutto.
La terapia d’urto di Conte
Conte ha provocato e ottenuto. Una terapia d’urto. La sfuriata di Bologna e la settimana sabbatica passata a Torino lontano dalla squadra durante la sosta hanno prodotto frutti inattesi. «In Inghilterra lo facevo sempre, è normale, non si deve neanche chiedere. Sono boccate d’ossigeno, continuerò a farlo», dice il tecnico. Sembrava si fosse rotto tutto, invece ha aggiustato quello che non funzionava. De Laurentiis nel consueto tweet post gara lo esalta: «Grande vittoria di un gruppo guidato da un vero condottiero!». Conte ci scherza su: «Sicuri che dica a me? Sono contento, abbiamo mandato un messaggio a noi: se vogliamo, possiamo». Ha avuto la forza di cambiare: in tre partite, Atalanta-Qarabag-Roma, ha ritrovato squadra e punti. Tre vittorie in una settimana non sono un caso, sono arrivate insieme a idee e coraggio: il ritorno alla difesa tre, McTominay in mediana con Lobokta per l’infortunio di Anguissa, ma soprattutto la formula con Neres e Lang esterni, imprendibili: un Napoli diverso che fa male. Ci prova in verticale, con continui cambi di gioco. Aspetta, alterna palleggio e lanci lunghi. E poi affonda. Come ha fatto con Neres sul gol vittoria al 36’ del primo tempo con un contropiede perfetto. Prima sul fronte opposto c’era stata una scivolata di Rrahmani su Koné, sulla palla e poi sui piedi. Gasperini non ci sta: «L’entrata in scivolata generalmente è fallo, ma il regolamento lascia spazio a interpretazioni».
La Roma esce ridimensionata
La Roma non è stata all’altezza. Ambizioni e classifica ne escono male. Durante la partita il suo allenatore, costretto in tribuna dalla squalifica, è in stato di agitazione, non sa come farsi sentire, si alza e urla, ma quando c’è distanza nessuno ascolta. Messaggi senza risposta, insopportabili. Pellegrini gioca da solo. Ferguson mai efficace, mai pericoloso, mai dentro la partita. Non è aiutato dalla squadra e non la aiuta. Con il falso nove la situazione non cambia: anche con Dybala la Roma è leggera, inconcludente, inefficace. Se l’unico pericolo arriva al 90’ con Baldanzi (e Milinkovic sventa prodigiosamente) restano solo domande. Qual è la vera dimensione della squadra di Gasperini? Perde il primato, resta lì a un punto, ma esce dall’Olimpico più piccola: «Non avevamo le energie nervose giuste» dice con un filo di voce e senza entusiasmo l’allenatore giallorosso. Ma sa che dagli scontri di alta classifica la sua squadra ha avuto zero: Inter, Milan e Napoli, tre sconfitte. Forse la Roma è buona fino a un certo punto. È stata accolta dai tifosi con lo striscione che citava Jovanotti: “Vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”. L’atterraggio non è stato morbido: ci voleva ben altro.
Roma-Napoli 0-1 (0-1)
Roma (3-4-2-1): Svilar 6.5 - Mancini 5.5, Ndicka 5, Hermoso 5.5 - Celik 6, Koné 6, Cristante 5.5 (16' st El Aynaoui 5.5), Wesley 6 (37' st El Shaarawy sv) - Soulé 5 (16' st Dybala 5.5), Pellegrini 6.5 (35' st Bailey sv) - Ferguson 5 (1' st Baldanzi 6.5). All. Gasperini 5.5
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic 7 - Beukema 5.5, Rrahmani 6.5, Buongiorno 7 - Di Lorenzo 6.5, Lobotka 7, McTominay 6.5, Olivera 6.5 - Neres 7.5 (40' st Lucca sv), Hojlund 6.5 (35' st Elmas sv) - Lang 6.5 (24' st Politano 6). All. Conte 7.5
Arbitro: Massa 6.
Rete: 36' pt Neres
Note: amm. Cristante, Lobotka, Beukema, Baldanzi, Ndicka, El Shaarawy e Olivera.