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Pulisic ha la febbre del gol: entra e cambia la partita. Il Milan vince 3-2 a Torino e va in testa

(afp)

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I rossoneri passano dal doppio svantaggio alla rimonta: l’americano è autore di una doppietta. Allegri con il Napoli davanti a tutti
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TORINO – Il Milan è tornato in testa, ma più che altro ha selezionato un club di soci privilegiati: la corsa allo scudetto è un circolo chiuso di tre sole squadre. Quella di Allegri non è la più forte ma continua a crescere su sé stessa, trovando le soluzioni per rimediare anche alle situazioni complicate e all’apparenza irrisolvibili, come il doppio gol di svantaggio e l’infortunio di Leao. All’una e all’altra contrarietà ha reagito alternando pazienza e veemenza, fino a risolverla con l’intelligenza di Pulisic, sfebbrato e vincente. Col Toro è finita 2-3, a un quarto di gara stava sul 2-0.

La partita

Il Milan ha giocato un’eccellente partita ma all’inizio piena di errori, vale a dire giusta nei concetti e imperfetta nella loro applicazione, avendola disseminata di sbavature che sono costate una montagna di debiti tecnici. Ha cominciato subito Tomori, lasciandosi cadere sul braccio un pallone che Adams stava cercando di controllare, ma è pur vero che Maignan, che stava a un metr…

TORINO – Il Milan è tornato in testa, ma più che altro ha selezionato un club di soci privilegiati: la corsa allo scudetto è un circolo chiuso di tre sole squadre. Quella di Allegri non è la più forte ma continua a crescere su sé stessa, trovando le soluzioni per rimediare anche alle situazioni complicate e all’apparenza irrisolvibili, come il doppio gol di svantaggio e l’infortunio di Leao. All’una e all’altra contrarietà ha reagito alternando pazienza e veemenza, fino a risolverla con l’intelligenza di Pulisic, sfebbrato e vincente. Col Toro è finita 2-3, a un quarto di gara stava sul 2-0.

La partita

Il Milan ha giocato un’eccellente partita ma all’inizio piena di errori, vale a dire giusta nei concetti e imperfetta nella loro applicazione, avendola disseminata di sbavature che sono costate una montagna di debiti tecnici. Ha cominciato subito Tomori, lasciandosi cadere sul braccio un pallone che Adams stava cercando di controllare, ma è pur vero che Maignan, che stava a un metro, avrebbe dovuto abbrancarlo prima che ne scaturisse il danno: Vlasic ha trasformato il rigore e inaugurato un quarto d’ora granata ubriacante che il Milan ha gestito malissimo, lasciandosi scoperchiare in contropiede e perdendo il confronto sul piano della velocità. Il 2-0 è arrivato di conseguenza, con un destro tonitruante di Zapata, che non segnava da quattordici mesi, ovvero dal giorno in cui si ruppe il crociato, a San Siro contro l’Inter. Anche in questa circostanza gli errori hanno introdotto la rete: ha cominciato il tenero Nkunku facendosi soffiare da Tameze il pallone della ripartenza, ha continuato Pavlovic non contrastando Zapata e ha finito Maignan facendosi passare la palla sotto il corpo.

Allegri in tribuna

Allegri, appollaiato in tribuna per squalifica, ha cominciato ad attaccarsi freneticamente al telefono, ma è stato un episodio inatteso, un terrificante sinistro di Rabiot da 30 metri, a scuotere il Milan una volta per tutte. Il solito infortunio muscolare di Leao (anche lui s’è stirato calciando, oramai è un’epidemia) non ha scombussolato i piani rossoneri, li ha anzi resi più raffinati perché Max si è divertito un mondo a scomporre e ricomporre: ha cambiato tre volte la posizione di Loftus-Cheek (mediano, centravanti, esterno destro), ha rimescolato di continuo le posizioni di centrocampo valorizzando gli inserimenti di Ricci, che infatti risulterà decisivo così come Saelemaekers una volta spostato sulla sinistra, anche se la mossa decisiva è stata il ripescaggio di Pulisic, confinato in panchina dai postumi dell’influenza ma riesumato al momento giusto. L’americano ci ha messo 31” per toccare il suo primo pallone e trasformarlo in gol (cross di Saelemaekers, toh) e 10’ per colpire e affondare l’avversario con un guizzo da centravanti in un’area di lasche marcature granata (cross di Ricci, toh).

Toro squadra fragile

In quel momento il Toro era in dieci perché Tameze era a bordocampo infortunato, ma è finita come sarebbe finita ugualmente, perché quella di Baroni è una squadra fragile che si sfarina con niente (non per caso è la peggior difesa del campionato) e perché il Milan ha giocato probabilmente la più matura delle sue partite, risolvendo il complesso delle piccole (e di più piccole del Torino ce ne sono proprio poche) quando sembrava potesse azzannarlo alla gola, o almeno stargli sullo stomaco: i rossoneri non sono la squadra più forte, ma hanno una valigia di soluzioni e stanno imparando ad applicarne ognuna al problema giusto.

La diretta

Il tabellino

Torino 2: 10’ pt Vlasic (rig.), 17’ pt Zapata

Milan 3: 24’ pt Rabiot, 22’ st e 32’ st Pulisic

Torino (3-5-2)

Israel 6 – Tameze 6.5 (33’ st Masina sv), Maripan 6, Coco 5 – Pedersen 6 (40’ st Ngonge sv), Vlasic 7, Asllani 5.5, Anjorin 6 (14’ st Casadei 5.5), Lazaro 5 (40’ st Nkounkou sv) – Zapata 6.5, Adams 5.5 (40’ st Aboukhlal sv). All. Baroni 5.5.

Milan (3-5-2)

Maignan 5 – Tomori 5.5, Gabbia 6, Pavlovic 6 – Saelemaekers 6.5 (43’ st Estupiñan sv), Loftus-Cheek 7, Modric 6.5, Rabiot 7, Bartesaghi 6 (21’ st Pulisic 8) – Leao 5 (31’ pt Ricci 7), Nkunku 5. All. Allegri (in panchina Landucci) 7.

Arbitro: Chiffi 7.

Note: ammoniti Maignan, Lazaro, Anjorin. Spettatori 26.356.

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