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Inter, sconfitte diverse ma stessa sostanza. Mkhitaryan: “Gli scontri diretti sono un problema”

La delusione dei giocatori dell'Inter (reuters)

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Una volta è il gol subito nel recupero, un’altra è un tempo sbagliato. A Riad in Supercoppa a condannare i nerazzurri sono stati i rigori, tallone d’Achille della squadra da otto anni. Ma il tema è generale: in stagione, persi sei scontri diretti su sette
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RIAD – Col Bologna, fatali sono stati i rigori. Contro la Juve, gli ultimi minuti di partita, con il gol di Adzic arrivato quando la gara sembrava finita. A Napoli l’Inter ha pagato «un secondo tempo sbagliato», come ha ammesso lo stesso tecnico nerazzurro, Cristian Chivu. Contro il Milan la differenza, a favore dei rossoneri, l’aveva fatta il confronto fra i portieri. In Champions, a condannare i nerazzurri sono stati un corner nell’extra-time a Madrid e un rigore contestatissimo col Liverpool. Insomma, cambiano le ragioni ma non la sostanza: Lautaro e compagni sono sì in vetta al campionato, grazie a una buona media punti, ma in stagione hanno perso tutti gli scontri diretti, in ogni competizione, con l’eccezione di quello con la Roma all’Olimpico, vinto anche grazie all’auto-sabotaggio dell’attacco giallorosso, incapace di sfruttare le occasioni.

RIAD – Col Bologna, fatali sono stati i rigori. Contro la Juve, gli ultimi minuti di partita, con il gol di Adzic arrivato quando la gara sembrava finita. A Napoli l’Inter ha pagato «un secondo tempo sbagliato», come ha ammesso lo stesso tecnico nerazzurro, Cristian Chivu. Contro il Milan la differenza, a favore dei rossoneri, l’aveva fatta il confronto fra i portieri. In Champions, a condannare i nerazzurri sono stati un corner nell’extra-time a Madrid e un rigore contestatissimo col Liverpool. Insomma, cambiano le ragioni ma non la sostanza: Lautaro e compagni sono sì in vetta al campionato, grazie a una buona media punti, ma in stagione hanno perso tutti gli scontri diretti, in ogni competizione, con l’eccezione di quello con la Roma all’Olimpico, vinto anche grazie all’auto-sabotaggio dell’attacco giallorosso, incapace di sfruttare le occasioni.

La difficile cura di Chivu

Il ventaglio di motivi per cui l’Inter stecca le gare importanti è così ampio e variegato che non deve essere facile per Chivu porre rimedio. Quel che l’allenatore nerazzurro cerca di fare è stringere i bulloni della difesa, ottenere dai suoi più attenzione nei momenti cruciali delle partite e togliere un po’ di pressione dai giocatori. Prima della partita di Riad persa contro il Bologna, aveva detto che, a suo vedere, l’Inter, qualificata in Supercoppa da seconda, nel torneo manco ci doveva stare. Dopo, ha commentato: «Bisogna rialzarsi e riprovarci. I grandi campioni sanno uscire dalla loro zona di comfort. Bisogna rimboccarsi le maniche. Questo gruppo ha le qualità umane e tecniche per uscire da una situazione del genere».

(reuters)

L’ammissione di Mkhitaryan

Senza giri di parole, dell’allergia per i big match ha parlato Mkhitaryan, sul campo dello stadio dell’Al-Nassr: «Noi ci prepariamo seriamente. Siamo consapevoli che ci manca qualcosa per fare quel clic per vincere le partite. Giochiamo bene, creiamo tanto ma non riusciamo a chiudere le partite e poi, al primo errore, prendiamo gol. Ci dispiace che non riusciamo a vincere gli scontri diretti. Il Bologna è un’ottima squadra, ma siamo forti anche noi e dobbiamo migliorare». È ciò che si aspettano anche i tifosi, ormai rassegnati all’idea che la loro squadra faccia cilecca al dunque, tanto da essersi sentiti sollevati per l’eliminazione: sempre meglio che perdere in finale.

Il tabù dei rigori

Un altro punto debole messo in luce dalla partita saudita contro la squadra di Italiano è l’allergia della squadra ai rigori. I nerazzurri non si impongono in una gara ufficiale grazie ai tiri dal dischetto dal 12 dicembre 2017, ottavi di finale di Coppa Italia contro il Pordenone. Sono passati otto anni. Da allora hanno perso con la Lazio, sempre in Coppa Italia ma ai quarti, con l’Atletico Madrid negli ottavi di Champions, e adesso col Bologna. «Anche in questo dobbiamo migliorare», dice con la solita schiettezza Mkhitaryan.

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