La Juventus non si ferma più e vede la Champions, Roma battuta 2-1
di Emanuele GambaTorino – Chissà se cambierà qualcosa, lassù dove si pensa allo scudetto. Di sicuro questa vittoria cambia molto dentro la Juve, perché due dimostrazioni di forza consecutive non sono lo sfavillio di passaggio di una cometa natalizia. La Roma continua a perdere contro le grandi (quindi la Juve adesso lo è), qui l’ha fatto perché in una partita da ferro e fuoco i talenti bianconeri ci hanno messo le scintille, quelli giallorossi le hanno invece lasciate spegnere: tra i due tridenti, e specie tra i due fantasisti di qua e i due di là, c’è stata tutta la differenza del mondo.
La sblocca Conceiçao
La partita è stata bellissima, piena di un’energia magnetica che ha tenuto gli occhi della gente incollati al campo anche se per un’occasione da gol sono serviti quasi tre quarti d’ora (destro di Conceiçao, respinta di Svilar) e per segnarne uno appena qualche secondo in più, e ancora con il piccolo portoghese. L’azione è stata una sequenza di pregevolezze tecniche, dalla …
Torino – Chissà se cambierà qualcosa, lassù dove si pensa allo scudetto. Di sicuro questa vittoria cambia molto dentro la Juve, perché due dimostrazioni di forza consecutive non sono lo sfavillio di passaggio di una cometa natalizia. La Roma continua a perdere contro le grandi (quindi la Juve adesso lo è), qui l’ha fatto perché in una partita da ferro e fuoco i talenti bianconeri ci hanno messo le scintille, quelli giallorossi le hanno invece lasciate spegnere: tra i due tridenti, e specie tra i due fantasisti di qua e i due di là, c’è stata tutta la differenza del mondo.
La sblocca Conceiçao
La partita è stata bellissima, piena di un’energia magnetica che ha tenuto gli occhi della gente incollati al campo anche se per un’occasione da gol sono serviti quasi tre quarti d’ora (destro di Conceiçao, respinta di Svilar) e per segnarne uno appena qualche secondo in più, e ancora con il piccolo portoghese. L’azione è stata una sequenza di pregevolezze tecniche, dalla danza di Yildiz al tacco di Cambiaso che ha liberato il sinistro di Conceiçao, peraltro bravo a liberarsi da sé sottraendosi alla marcatura di Rensch, ma la bellezza del gesto, anzi dei tre gesti, è stata inferiore a quella globale della partita.ale della partita, che non ha avuto niente di estetico eppure è stata appassionante, coinvolgente, da togliere il fiato: una di quelle in cui non guardi mai l’orologio.
Juve, l’accettazione dei duelli individuali
La Juve ha usato la stessa moneta della Roma: pressing furibondo e duelli individuali. La differenza è che i toni li ha alzati nella propria metà campo, lasciando arrivare i giallorossi ma poi recintandoli lì, mentre i romanisti hanno pressato finanche Di Gregorio lasciandosi però molto spazio alle spalle che i bianconeri hanno cercato di sfruttare con la velocità di Openda, molto più svelto di passo di Ziolkowski (due dei tre difensori titolari di Gasperini non c’erano e l’assenza s’è notata), ma in realtà lo squilibrio l’hanno creato uscendo dalla loro posizione, inizialmente con McKennie e poi con Conceiçao, non a caso autore di tiro e gol in una zona dell’area che abitualmente non batte.
Gasperini e il tridente bocciato
I ritmi sono stati vorticosi: perdifiato è la parola giusta. Negli spazi stretti e con l’avversario addosso si sono verificati molti errori tecnici, ma era inevitabile, anche perché la Roma ha classe a chiazze: in tanti ne hanno poca e qualcuno tanta ma l’ha usata malissimo, tant’è che Gasp ha presto silurato l’intero tridente delle belle gioie, mentre i primi cambi di Spalletti sono stati dettati dalla fatica muscolare di Conceiçao e Bremer. Nessuno ha mai potuto cercare la scorciatoia del cross perché in campo non c’era un solo attaccante d’area, almeno fino all’entrata di Ferguson. Ma Gasperini lo boccia: «Non si è calato nello spirito, preferisco Dybala tutta la vita».
La prima volta in campionato di Openda
Il vantaggio ha offerto ulteriori spazi alla Juve, che li ha sfruttati benissimo perché Yildiz ha preso aria e quindi ossigenato la fantasia (ma che rincorse difensive, anche) e Conceiçao ha continuato a schizzare dappertutto (Svilar l’ha di nuovo fermato al 53’), però il gol è di nuovo arrivato con un cambio di posizione, stavolta di McKennie, che è andato a incornare un cross di Zhegrova, porgendo poi a Openda la palla respinta da un’altra paratona di Svilar. I cambi hanno giovato alla Roma, che è rientrata in partita sull’asse Wesley-Ferguson (tiro)-Baldanzi (tap-in) e non ne è riuscita solamente perché la più bella delle molte belle cose di Yildiz è finita contro il palo. È finita con i giocatori stravolti, un risultato giusto e delle nuove prospettive di futuro. Che per la Juve si dipana tra Pisa, Lecce, Sassuolo, Cremonese e Cagliari, prossime tappe sul cammino. Ma Spalletti avverte: «Se ora mi parlate di calendario facile, vi mordo».
Juventus-Roma 2-1 (1-0)
Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio 6 – Kalulu 6, Bremer 6.5 (16’ st Rugani 6), Kelly 6 – McKennie 6.5, Locatelli 6, Thuram 6,5, Cambiaso 6.5 (44’ st Kostic sv) – Conceiçao 7.5 (16’ st Zhegrova 6), Yildiz 7 (44’ st Miretti sv) – Openda 7 (36’ st David sv). All. Spalletti 7.
Roma (3-4-2-1): Svilar 7 – Mancini 5.5, Ziolkowski 6, Rensch 5.5 – Celik 6, Cristante 6.5, Koné 6, Wesley 6.5 – Soulé 5 (11’ st Baldanzi 7), Pellegrini 5 (7’ st Bailey 5, 28’ st El Shaarawy 6) – Dybala 5 (11’ st Ferguson 6.5). All. Gasperini 6.
Arbitro: Sozza 6.5.
Reti: 44’ pt Conceiçao, 25’ st Openda 30’ st Baldanzi
Note: ammoniti Soulé, Conceiçao, Koné, Cristante, McKennie. Spettatori 41.602.