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Supercoppa, Conte: “Dovremo avere più fame di loro. Italiano come me ha fatto la gavetta”

Antonio Conte (reuters)

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Il tecnico del Napoli presenta la finale contro il Bologna: “Siamo dove meritiamo di essere, nonostante gli infortuni e la difficoltà di inserire nove nuovi giocatori”
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RIAD - Il Napoli arriva alla finale di Supercoppa al termine di un mese e mezzo di ricostruzione. Dopo la sconfitta per 2-0 proprio al Dall’Ara contro il Bologna, in appena 43 giorni la squadra di Antonio Conte ha ritrovato il suo volto e il suo spirito. La finale all’Al-Awwal Park potrebbe essere il punto di arrivo del percorso e, al tempo stesso, un trampolino per la corsa scudetto. “Bologna-Napoli in campionato per noi non è stata positiva. Nel secondo tempo hanno messo qualcosa in più rispetto a noi. Dopo quella gara, alcuni infortuni ci hanno costretto a cambiare qualcosa e siamo riusciti a ripartire, analizzando quello che ci aveva portato a quel risultato negativo”, ha detto il tecnico del Napoli.

Conte e il cerchio da chi…

RIAD - Il Napoli arriva alla finale di Supercoppa al termine di un mese e mezzo di ricostruzione. Dopo la sconfitta per 2-0 proprio al Dall’Ara contro il Bologna, in appena 43 giorni la squadra di Antonio Conte ha ritrovato il suo volto e il suo spirito. La finale all’Al-Awwal Park potrebbe essere il punto di arrivo del percorso e, al tempo stesso, un trampolino per la corsa scudetto. “Bologna-Napoli in campionato per noi non è stata positiva. Nel secondo tempo hanno messo qualcosa in più rispetto a noi. Dopo quella gara, alcuni infortuni ci hanno costretto a cambiare qualcosa e siamo riusciti a ripartire, analizzando quello che ci aveva portato a quel risultato negativo”, ha detto il tecnico del Napoli.

Conte e il cerchio da chiudere

Per Conte la Supercoppa è più di una partita. La finale è l’occasione per chiudere il cerchio e certificare il nuovo corso. Se il Bologna arriva alla finale per la prima volta, per il Napoli è invece la sesta, con due vittorie: nel 1990 e nel 2014. Conte, alla sessantacinquesima panchina azzurra, cerca un altro sigillo: l’occasione di trasformare una crisi in un trofeo. “Giocare ogni tre giorni non è facile. Avere vinto in semifinale col Milan ci ha dato energia, fiducia e gioia. La sfida al Bologna può portare un trofeo e questa è una spinta molto importante anche per recuperare energie. Arrivare in finale è bello, ma ci si ricorda solamente di chi ha vinto, lo dico sempre ai miei ragazzi. Dalle ultime sfide col Bologna dobbiamo dimostrare di avere imparato. E Italiano è un allenatore che ha sempre voglia di imparare e migliorare. Come me, ha fatto la gavetta. E la passione lo ha spinto a fare bene ovunque. Ha fame e voglia. Complimenti a lui”, ha aggiunto l’ex ct.

Conte in allenamento (reuters)

Le difficoltà e la motivazione

Quanto alla differenza di motivazioni rispetto al Bologna, che si gioca il trofeo per la prima volta, Conte ha detto: “Se dovessimo avere meno fame del Bologna, per noi sarebbe una colpa. Se vinceranno significherà che sono stati migliori di noi, ma spero non nella motivazione. Da quel punto di vista dovremo essere migliori di loro”. Sulle ambizioni del suo Napoli ha aggiunto: “Abbiamo vinto uno scudetto inatteso, arrivando da un decimo posto. E avevo detto che questa sarebbe stata una stagione complessa, con la Champions da giocare e nove giocatori da inserire. E si sta confermando una stagione complessa, anche dal punto di vista degli infortuni. Ma siamo ben messi in campionato e abbiamo raggiunto questa finale”.

Matteo Politano (reuters)

Lobotka e Politano, i volti dell’equilibrio

Il ritorno centrale di Stanislav Lobotka è stato decisivo. Accanto a McTominay ha restituito ordine e ritmo, migliorando controllo e uscita dal pressing. Un altro giocatore simbolo del percorso del Napoli nell’ultimo mese e mezzo è Matteo Politano, non titolare fisso ma comunque centrale nel progetto: sempre più maturo, completo, affidabile in entrambe le fasi. “Queste sono sfide che si preparano da sole. Siamo un gruppo esperto, abituato a dirsi tutto in faccia. Mi aspetto una partita intensa, incentrata su sfide uno contro uno. Per quanto riguarda il mio ruolo, mi piace giocare in fascia, sto bene”, ha detto l’esterno italiano.

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