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Chivu: “L’Atalanta? Dovremo essere coraggiosi. Non siamo perfetti, bisogna osare tutti i giorni”

Cristian Chivu (reuters)

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Le parole del tecnico dell’Inter alla vigilia della trasferta di Bergamo. “Perché Frattesi non gioca tanto? Non possiamo dire tutta la verità”
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APPIANO GENTILE – Chivu malvolentieri parla di singoli calciatori, figurarsi di mercato. Tutti i tentativi di farlo parlare di giocatori di altre squadre, nella conferenza di presentazione della trasferta di domani a Bergamo contro l’Atalanta, sono stati respinti. Con un’eccezione: Aleksandar Stankovic, vent’anni, oggi al Bruges, figlio di Dejan, di cui il tecnico interista è grande amico. “Lo guardiamo con interesse e ammirazione, perché è un prodotto del nostro vivaio, ha sangue interista. Sono felice di vedere quello che sta facendo. Sono contento che abbia fatto bei gol. Il nostro dipartimento di scouting lo studia e lo segue con grande attenzione”, ha detto l’allenatore dell’Inter, prima, da sola, in classifica di Serie A nonostante quattro sconfitte.

APPIANO GENTILE – Chivu malvolentieri parla di singoli calciatori, figurarsi di mercato. Tutti i tentativi di farlo parlare di giocatori di altre squadre, nella conferenza di presentazione della trasferta di domani a Bergamo contro l’Atalanta, sono stati respinti. Con un’eccezione: Aleksandar Stankovic, vent’anni, oggi al Bruges, figlio di Dejan, di cui il tecnico interista è grande amico. “Lo guardiamo con interesse e ammirazione, perché è un prodotto del nostro vivaio, ha sangue interista. Sono felice di vedere quello che sta facendo. Sono contento che abbia fatto bei gol. Il nostro dipartimento di scouting lo studia e lo segue con grande attenzione”, ha detto l’allenatore dell’Inter, prima, da sola, in classifica di Serie A nonostante quattro sconfitte.

Frattesi, il nodo del poco impiego

Passando da un giocatore che potrebbe in futuro tornare alla Pinetina a uno che, al contrario, potrebbe lasciarla, il tecnico interista è tornato a parlare, in modo criptico, di una delle grandi questioni irrisolte dell’Inter negli ultimi anni: il poco impiego di Davide Frattesi. “Davide ha giocato meno di quanto molti si aspettassero. Questo è successo per vari motivi, ma non posso raccontare tutta la verità. Alcune cose devono restare in spogliatoio. Lì ci diciamo tutta la verità, ma all’esterno è diverso”. Quindi se ne andrà già a gennaio? Non è dato sapere: “Per noi allenatori è sempre difficile parlare di mercato”, ha tagliato corto il tecnico.

Atalanta, una sfida ostica per l’Inter

Negli anni di Inzaghi l’Atalanta, guidata da Gasperini, è sempre stata paradossalmente un’avversaria facile, contro cui l’Inter ha quasi sempre vinto. Ma, vista la cifra tecnica della formazione bergamasca, Chivu non si fa illusioni. “La partita con l’Atalanta è sempre ostica. Hanno costruito bene con Gasperini, hanno vinto l’Europa League e hanno cercato di mantenere la stessa identità. Con Raffaele Palladino hanno intensità e verticalità. Dovremo essere bravi e coraggiosi”. Quanto alla formazione, al solito, Chivu non ha scoperto le sue carte, limitandosi a lasciar capire che Sommer sarà in porta e che Calhanoglu sta bene.

Pressione, carattere e responsabilità di Chivu

Infine, Chivu ha voluto ragionare sul suo ruolo e sulle pressioni a cui è sottoposto come allenatore dell’Inter. “La pressione mi stimola. L’importante è avere la pelle dura. Non è facile, se ogni non vittoria diventa un problema. Io so che la mia lealtà è forte. Cerco di circondarmi di persone che mi stimolano, ma ho anche imparato a stare a tavola da solo. La mia dignità non è in vendita”. Sulla necessità di dare una scossa allo spogliatoio, che fin qui negli scontri diretti ha battuto solo la Roma, ha aggiunto: “In spogliatoio si fa critica e autocritica. Rispetto i giocatori, ma questo non significa non dire le cose. Ai miei giocatori chiedo sempre qualcosa di più. Non siamo perfetti, dobbiamo migliorare e osare tutti i giorni. Bisogna guardarsi allo specchio e uscire dalla propria zona di comfort”.

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