BERGAMO – Lautaro è come i migliori amici, i coltellini svizzeri e i consulenti finanziari nelle pubblicità delle banche: quando serve c’è. Nel gelo di Bergamo è stato il capitano – innescato da Pio Esposito, appena entrato in campo, e da un incredibile errore di Djimsiti – a regalare all’Inter la nona vittoria consecutiva contro l’Atalanta, e il secondo big-match vinto in stagione dopo la trasferta di Roma. «Era uno scontro diretto, siamo felici anche per questo, Pio è un grande, ma lasciatelo crescere», ha commentato a caldo l’argentino. «Passare la palla a Lauti era la scelta giusta, da lui imparo tanto», ha fatto eco il ragazzino assistman, che insieme a tutti i compagni dopo il gol è corso ad abbracciare il preparatore atletico Stefano Rapetti, che in estate ha restituito a Lautaro la forma fisica che cercava.
Il tabù Inter per l’Atalanta
«I tabù sono fatti per essere sfatati», aveva predetto alla vigilia l’allenatore atalantino, Raffaele Palladino. E invece no. Dopo 95 minuti di…
BERGAMO – Lautaro è come i migliori amici, i coltellini svizzeri e i consulenti finanziari nelle pubblicità delle banche: quando serve c’è. Nel gelo di Bergamo è stato il capitano – innescato da Pio Esposito, appena entrato in campo, e da un incredibile errore di Djimsiti – a regalare all’Inter la nona vittoria consecutiva contro l’Atalanta, e il secondo big-match vinto in stagione dopo la trasferta di Roma. «Era uno scontro diretto, siamo felici anche per questo, Pio è un grande, ma lasciatelo crescere», ha commentato a caldo l’argentino. «Passare la palla a Lauti era la scelta giusta, da lui imparo tanto», ha fatto eco il ragazzino assistman, che insieme a tutti i compagni dopo il gol è corso ad abbracciare il preparatore atletico Stefano Rapetti, che in estate ha restituito a Lautaro la forma fisica che cercava.
Il tabù Inter per l’Atalanta
«I tabù sono fatti per essere sfatati», aveva predetto alla vigilia l’allenatore atalantino, Raffaele Palladino. E invece no. Dopo 95 minuti di partita e recupero, il divieto sacrale per la Dea di vincere contro l’altra nerazzurra resta lì, intoccato. E la squadra di Cristian Chivu, grazie a quell’unica rete del Toro argentino, si tiene la vetta del campionato, al termine di un weekend in cui le concorrenti per lo scudetto avevano vinto tutte. La corsa è apertissima, ma è l’Inter a guidarla. «Favorito è il Napoli, e se Antonio Conte dice il contrario è per distrarre l’attenzione», dice il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, cercando di spostare la pressione dalla Pinetina a Castel Volturno, e rispondendo al tecnico azzurro, che a sua volta aveva giocato a nascondersi sostenendo che il suo Napoli, campione d’Italia, «non è pronto per comandare». Chivu ha risposto: «Quello che dice Conte non mi interessa». Più delle frecciate e le scaramucce, conta la palla che rotola. E ha premiato i nerazzurri di Milano contro quelli di Bergamo, al termine di una partita a ritmo forsennato, giocata a viso aperto, bella, per usare una parola sola.
La partita
Nel primo tempo l’Inter ha tenuto palla per tre quinti del tempo, ha calciato cinque calci d’angolo contro gli zero dell’Atalanta, è stata più precisa nei passaggi e ha fatto più falli, dato che ogni allenatore – senza quasi mai ammetterlo – segretamente apprezza, se non porta troppi cartellini. Ma nell’unico numero che conta davvero nel calcio, quello dei gol, è andata in pausa a 0, come la sua avversaria. Troppo spesso la squadra di Chivu si è persa all’ultimo passaggio. E quando tutti i pezzi del puzzle sono andati al loro posto, con un bell’assist di Lautaro e un altrettanto bel gol di Thuram, l’arbitro ha annullato per fuorigioco dell’argentino.
Il gol
Nella ripresa, a segnare in fuorigioco, per due volte, è stata l’Atalanta, scesa in campo con una carica nuova. Ma proprio nel miglior momento della Dea è arrivato il gol interista, propiziato da un errore inspiegabile di Djimsiti, che sulla propria trequarti ha passato palla a Pio Esposito, appena entrato per Thuram. Il ventenne allievo di Chivu ha avuto la freddezza di servire Lautaro, che ha segnato la sua ottava rete in carriera all’Atalanta, la nona in questa Serie A, la trentesima nel 2025 fra tutte le competizioni. E si è portato a meno quattro centri da Spillo Altobelli, terzo marcatore di tutti i tempi nell’Inter. Chi avrebbe bisogno di un po’ del senso del gol del capitano interista è Samardzic, che nel finale si è divorato l’opportunità del pareggio. E così, mentre l’Inter saluta il 2025 guardando tutti dall’alto in basso, l’Atalanta scivola al decimo posto, dove non è abituata a stare e dove Palladino non vuole vederla.
TABELLINO
Atalanta 0
Inter 1
Lautaro 20’ st
Atalanta (3-4-2-1)
Carnesecchi 6 – Djimsiti 4, Hien 6, Kolasinac 6.5 (30’ st Samardzic 5) – Zappacosta 5.5 (1’ st Musah 6) , De Roon 6, Zalewski 6.5 (20’ st Bernasconi 6) – Pasalic 6 (13’ st Sulemana 5.5), De Ketelaere 6 – Scamacca 5.5. All. Palladino 5.5
Inter (3-5-2)
Sommer 6 – Bisseck 6, Akanji 6.5, Bastoni 6 – Henrique 5.5, Barella 6 (30’ st Mkhitaryan 6), Calhanoglu 6.5, Zielinski 6.5 (38’ st Frattesi sv), Dimarco 6.5 (30’ st Augusto 6) – Thuram 6 (19’ st Esposito 6.5), Lautaro 7 (38’ st Diouf sv). All. Chivu 6.5
Arbitro La Penna 6
Note Ammoniti Kolasinac, Bastoni, Sulemana. Spettatori 23.343